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10 novembre 2012 6 10 /11 /novembre /2012 18:30

 

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  IL PRIMO WEB MAGAZINE AL MONDO DI MONACO DIVENUTO CARTACEO.

       

 

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Elezioni americane, Usa e Italia amici storici e naturali nonostante le parole di Romney

I Repubblicani hanno fallito l'obiettivo di riconquistare la Casa Bianca e sono stati sconfitti da un voto popolare a favore di Barack Obama, che ha superato di gran lunga le previsioni della vigilia. L'equilibrio e l'incertezza del risultato annunciati dai sondaggisti non si sono verificati e Obama ha vinto con largo margine. Ma è stata la vittoria del cervello e non del cuore, della prosa e non della poesia  come era accaduto quattro anni fa.
In molti commenti è stato posto l'accento sul ruolo e il peso del cosiddetto “voto etnico”, più favorevole ai progressisti che ai conservatori; sicuramente è un rilievo ponderato. Ma è anche vero che Romney non ha fatto nulla per conquistare una parte del voto etnico, anzi per certi versi lo ha deriso. Non v'è dubbio, per esempio, che a giochi fatti dovrà dare spiegazioni all'Italia su ciò che ha detto sul suo conto. Non sappiamo quanto tatticismo elettorale ci sia nel modo con cui lo sfidante repubblicano ha preso l'Italia come bersaglio preferito della sua campagna elettorale, definendola, dal punto di vista economico, un esempio pericoloso per gli USA. Non sappiamo neanche se Romney, se fosse stato eletto, avrebbe applicato il principio che in politica tutto è concesso, per cui si sarebbe rimangiato le cose dette professando per l'Italia un postumo ed esagerato sentimento di affetto.  Una cosa, tuttavia, sappiamo di certo, e cioè che questo modo di trattare il nostro Paese ha creato risentimento non solo in Italia, ma anche tra gli italiani nel mondo, e in particolare in quelli d'America.
Il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha assunto più volte l'Italia a modello negativo nei suoi discorsi elettorali (analogo trattamento peraltro ha riservato a Grecia e Spagna). Poiché il paragone è stato ricorrente, non si può dire che rientrasse tra le tante “gaffe” di cui è rimasto famoso (ossia per dire cose che pensava veramente, ma che non riusciva a trattenere).
Qui sta il problema. Se un futuro presidente è convinto che la realtà stia come le sente nel proprio intimo, e non come se la rappresenta strumentalmente a fini elettorali, sarà difficile che nell'azione quotidiana di governo non riesca qualche volta a incappare o a far pesare la sua reale convinzione. Ecco perché questo fatto ci preoccupa, cioè che anche l'elettorato repubblicano la pensi allo stesso modo. Questo vorrebbe dire che all'interno del popolo americano si starebbe producendo una spaccatura dagli esiti imprevedibili, che è peggiore del divario che separa la gente di colore dai bianchi. Infatti, essa significherebbe una perdita pericolosissima della memoria storica che lega l'Italia agli Stati Uniti d'America, a partire dal suo scopritore Colombo.
Qualcuno si è affrettato a spiegare che in generale l'assenza di “Europa” nel dibattito elettorale americano o la sua assunzione in termini per lo più negativi sotto il profilo economico, non significa disinteresse o cambiamento di strategia, ma semplicemente che si tratta di un alleato talmente sicuro e naturale che non è neanche necessario parlarne oppure quando si fa si può tranquillamente alludere a qualche aspetto negativo, posto che il giudizio essenziale (positivo) non è assolutamente in discussione. Non rimane che augurarsi che prevalgano le persone portatrici di questo giudizio.
Ragionando in questo modo, però, si corre il rischio di trascurare un fatto importante, e cioè il valore delle “parole” in politica. A differenza di altri ambiti, le parole in “politica”, avendo un peso specifico rilevante, hanno la possibilità di diventare esse stesse “fatti”. Soprattutto quando si tratta di “cose” che contrastano contro altre “cose” che, a loro volta, si trascura di riconoscere. Nel caso delle uscite di Romney, si tratta di affermazioni superficiali che omettono di riconoscere che l'Italia, pur vivendo una crisi che non ha causato (notoriamente innescata in USA e dagli USA), sta affrontando i suoi problemi senza chiedere aiuto a nessuno.
Infatti, lo stile “grillino” dell'esemplificazione di Romney (nella misura in cui in modo qualunquista mette tutto nel mazzo, compresa la Chrysler e Marchionne), prendendo di mira nel dibattito politico un Paese amico, sarebbe potuto passare solo se, per ipotesi, avesse mostrato la verità in tutti i suoi risvolti, e non ne avesse celato una parte. Invece, avendo attaccato in termini assoluti l'Italia ha mostrato solo superficialità e ignoranza o, peggio ancora, una facile polemica che nasconde una grave mancanza di sensibilità politica.
A parte l'analisi economica, la lacuna politica del candidato repubblicano – che nasconde il retro pensiero “Che c'importa dell'Italia che va alla malora?” – consiste nel non rendersi conto che, se l'Europa è il partner più naturale degli Stati Uniti, per storia ed etnia comuni, al suo interno l'Italia è quello strategicamente più importante. In questo dopoguerra, l'Italia non ha mai sfruttato la sua posizione geopolitica per creare problemi agli USA o all'ONU, dissociandosi di quando in quando oppure opponendosi o non partecipando direttamente alle operazioni se non intravedeva una convenienza diretta, come hanno fatto più volte altri partner europei.
La centralità dell'Italia è “fisica”: essa non ha bisogno di minacciare di mettersi di traverso nel Mediterraneo, perché è già di “traverso”. E assolve, con estrema naturalezza e responsabilità, a questo ruolo storico. Se tutta la storia italiana, dalla caduta dell'Impero romano all'Unità, è stata una storia di conquiste e la Penisola è stata sempre teatro d'interessi internazionali, ciò è avvenuto perché l'Italia fa da cerniera – non solo culturale, ma anche e politica ed economica – con quella vasta parte di mondo che parte dal nord dell'Africa e dal Medio Oriente e finisce nelle sponde del Pacifico.  Un Pacifico sul quale si affacciano popolazioni che non dimenticano di essere state angariate non solo dagli Europei, ma anche dai loro discendenti che s'insediarono nel continente nordamericano.
C'è qualcosa che conta più delle mere strategie commerciali momentanee o delle mutevoli convenienze politiche. Sono i legami di sangue, di razza, di etnia, di storia comune (i francesi furono decisivi per la riuscita della rivoluzione americana, come gli americani lo furono nel liberare l'Europa dalle dittature del XX secolo). Esse riguardano non solo quell'America del Nord, che è ancora fatta in maggioranza d'immigrati europei, ma anche la parte dei flussi di popolazione latina americana, che oggi la raggiungono risalendola dal sud; anch'essi sono spesso figli e nipoti di emigrati europei. Questi ultimi in particolare sono discendenti d'italiani e spagnoli, ossia dei Paesi che più degli altri sono finiti nel mirino del candidato presidente.
Gli italiani, e non solo con Cristoforo Colombo, sono stati tra i grandi protagonisti della costruzione di quello che oggi è ancora il primo Paese nel mondo. La Guardia, Caruso, Meucci, Sinatra, Di Maggio e tanti altri sono stati i nomi che, nei loro pur diversissimi campi, hanno fatto vibrare il cuore americano. E questo a tacere delle masse d'immigranti che hanno partecipato alla costruzione, anche materiale, del Paese. Un Paese, le cui istituzioni non sempre hanno corrisposto alle loro sofferenze con giustizia, come dimostra gli impiccati di New Orleans, i casi Sacco e Vanzetti, ecc.
E allora ci domandiamo: se scherzare con i musulmani può comportare stragi, bombe e rivolte di piazza, o con i cinesi e i giapponesi guerre commerciali, “scherzare” con valori come italianità (o ispanicità), significa non tanto andare contro gli “italiani”, ma soprattutto contro se stessi. Vale a dire contro la propria identità, quella nordamericana, che non è fatta solo da irlandesi o inglesi, i White Anglo Saxon Protestant, come si credeva nell'Ottocento, ma anche dalle folle di migranti che dopo di quelli provennero in gran parte dal meridione dell'Europa e non meno degli “wasp” fecero questa grande nazione.



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10 novembre 2012 6 10 /11 /novembre /2012 18:23

 

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Scuola di giornalismo
di Bari: allo scritto
è la débacle. 9 bocciati
su 16 allievi candidati

di Fortunata Dell'Orzo
www.quartino.it

Bari, 9 novembre 2012. Hanno pagato ottomila euro per due anni di corso. I loro docenti di giornalismo sono stati scelti dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia. Hanno frequentato un Master Universitario in Giornalismo per poter diventare professionisti senza mai essere assunti come praticanti. Un escamotage in tempi di crisi, che è costato alle famiglie ben ottomila euro, in tutto.

 

Ovviamente non vi è alcuna garanzia di assunzione, ma solo, in corso d’opera, alcuni “stage”, di solito in redazioni blindate e incarognite dove ci si guarda male fra colleghi e collaboratori, dove si impara poco e si chiacchiera moltissimo, visto il livello generalmente basso dell’editoria locale/nazionale.

 

Poi hanno affrontato il primo dei due esami di stato che avrebbe dovuto consacrarli “professionisti”. E allo scritto c’è stata la débacle: 16 partecipanti, 9 bocciati. Il 60 per cento. Proprio sulle materie del giornalismo, sulle tecniche di scrittura, di sintesi, di argomentazione. Le materie insegnate dai docenti scelti dall’Ordine pugliese.

 

Un giorno, chissà, riusciremo a stabilire quali criteri inducano la cupola dell’Ordine Pugliese a fare certe scelte e certe indicazioni. Un segnale chiarissimo, però, per chi voglia vedere le cose per come sono davvero: prima di buttare 8 mila euro, in questo tempo di crisi, pensateci e pensateci bene.

 

……………………………

 

Fortunata Dell'Orzo

 

Giornalista professionista dal 1994, ha iniziato prestissimo a tormentare il mondo (1974) con Bari Radio 1, mitica radio libera ormai pura leggenda. Ha lavorato per Telebari, il Roma, Puglia d'Oggi, di cui è ancora redattore. Ha creato e diretto Barilive.it per circa sei anni. Ha diretto, per poco più di un anno go-bari.it. Le piace fare domande di cui non conosce le risposte.

 

In http://www.quartino.it/scuola-di-giornalismo-di-bari-allo-scritto-e-la-debacle/

 


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7 novembre 2012 3 07 /11 /novembre /2012 08:19

 

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OBAMA RIELETTO ALLO STARS 'N' BARS

 

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I sosia dei candidati alla presidenza USA tra Kate Powers e Annette Anderson, Direttrice esecutiva dell'associazione Monaco-USA, travestita in Sarah PALIN, già candidata contro Barack Obama nel 2008 e Vice Presidente durante il mandato di George W. Bush!

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 The winner is: Barack Obama

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 Un momento della votazione allo Stars'n' Bars

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  Stephany Parker , a sinistra del DJ.

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6 novembre 2012 2 06 /11 /novembre /2012 23:12

 

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Braccio di ferro tra Guibal e Scajola sui territori transfrontalieri.


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In primo piano, a centro, il sindaco deputato di Mentone, Jan-Claude Guibal e l'On. Claudio Scajola. Alla sinistra dell'immagine, il senatore Giuseppe Menardi.

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La Presidente della Camera di Commercio Italiana di Nizza, Dr. Patrizia Dalmasso con il Direttore della Camera di Commercio Italiana, Dr. Agostino Pesce

Nella conferenza del 6 novembre nei saloni dell'Hôtel Boscolo  di Nizza, animata da Agostino Pesce, Direttore della Camera di Commercio Italiana di Nizza, dopo i discorsi di rito sull'anamnesi dall'agglomeramento regionale del sud-est francese (Var e Costa Azzurra) con quello opposto italico, ovvero il nord-ovest comprendente la Riviera dei Fiori, Piemonte e Val d'Aosta, un fiume di eccellenti iniziative da ambo i lati ma, in particolare quelle provenienti dal lato gallico con la linea ad alta velocità proposta dal sindaco deputato di Nizza, Estrosi, la discussione si è incentrata sui valori locali delle comuntà.

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Da un lato, l'intervento dell'ex Ministro dell'Industria Claudio Scajola che, pur con le dovute riserve, tendeva per un accelleramento del progetto volto a creare un approccio diretto verso il mediterraneo con la linea veloce Lione-Torino e la messa in atto del collegamento super-rapido da Marsiglia a Ventimiglia, quindi verso Genova per la futura creazione di un asse Marsiglia-Genova percorribile in due ore e mantenendo in pectore una futuribile asse rapida con Barcellona.

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L'On. Claudio Scajola

Dall'altro, il pragmatismo di Jean-Claude Guibal scettico nella fattibilità, almeno a medio termine come auspicata dagli altri oratori, di tale opera in territori da spianare a colpi di miliardi di euro e chiedendosi dove andarli a reperire specie nelle condizioni economiche e finanziarie in cui ci si trova già da un settennato in Europa.

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Dominique Estrosi-Sassone Vice-Sindaco di Nizza e Vice-Presidente della metropoli Nizza-Costa Azzurra

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Oltre alla reperibilità con illuminazione diogenesiana, Guibal temeva lo snaturarsi delle collettività e loro peculiarità createsi, mattone dopo mattone, lungo la costa delle due Riviere. L'invito del corso sindaco di Mentone proponeva uno status quo delle collettività in antitesi alle previsioni di crescita e conglobamento delle regioni in un'unica grande regione, un quasi Stato bilingue, Rhône-Var-Alpi-Costa Azzurra, da parte francese - Piemonte, Liguria e Val d'Aosta, da quella italiana.

 

Ai posteri l'ardua sentenza.

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6 novembre 2012 2 06 /11 /novembre /2012 08:46

 

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ALTALEX, RECORD
STORICO AD OTTOBRE:
1,5 mln di visitatori unici

Più di 1,5 milioni di visitatori unici nell’ultimo mese per un totale di quasi 7 milioni di pagine visitate

Firenze, 5 novembre 2012. 1.563.110 visitatori unici, 3.005.891 visite e 6.972.917 pagine visitate: sono questi i dati di accesso di Altalex (www.altalex.com) forniti da Nielsen nel rapporto relativo al mese di ottobre 2012. Sul portale giuridico nell’ultimo mese hanno navigato più di un milione e mezzo di visitatori unici per un totale di quasi 7 milioni di pagine visitate, dato grazie al quale Altalex si conferma il sito giuridico più popolare in Italia con un trend in costante crescita (+ 25,58 % rispetto a settembre). Fra i temi più seguiti ad ottobre segnaliamo la decisione della Corte Costituzionale sulla mediazione obbligatoria, la riforma forense, la legge di stabilità 2013 e i compensi degli avvocati dopo il superamento delle tariffe forensi. “Con quasi un milione di pagine di visitate in più rispetto al medesimo periodo dello scorso anno - commenta il direttore Avv. Alessandro Buralli - abbiamo consolidato il nostro ruolo di sito internet leader per i professionisti legali e più in generale di portale di riferimento per la legislazione e la giurisprudenza italiana”. Nel 2012 Altalex ha lanciato inoltre due nuovi progetti: AltalexPedia, la grande enciclopedia giuridica gratuita online, e MappeGiuridiche.it, ossia la metodologia delle mappe mentali applicata allo studio del diritto, particolarmente utile per la preparazione dell'esame di avvocato.

 

 

 

Per ulteriori informazioni:

 

Altalex Redazione

 

Dott. Andrea Gervasi

 

Via Aldo Rossi 41 - 51016 Montecatini Terme

 

Email: redazione@altalex.com - Tel. 0572.772116

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3 novembre 2012 6 03 /11 /novembre /2012 07:15

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Gli editori europei
uniti nella tutela
del diritto d'autore

LA SCOMMESSA DEL WEB - I publisher italiani, francesi e tedeschi hanno chiesto ai rispettivi Governi nuove norme per proteggere i contenuti editoriali online

www.ilsole24ore.com 25/10/2012

MILANO. Editori europei uniti nella protezione del diritto d'autore. È un'azione congiunta per la promozione del copyright dei contenuti editoriali online quella avviata ieri a Roma dai publisher italiani, francesi e tedeschi. Questo l'obiettivo: «Garantire lo sviluppo concorrenziale dell'attività di produzione di contenuti online – spiega la Fieg – e assicurare a tutti i cittadini una informazione libera e di qualità».

 

Gli editori auspicano l'inserimento, nell'attuale quadro normativo dei rispettivi Paesi, di «una disciplina che definisca un sistema di diritti di proprietà intellettuale idoneo a incoraggiare su internet forme di cooperazione virtuosa tra i titolari di diritti sui contenuti editoriali e gli operatori dell'industria digitale». A partire dai motori di ricerca, che significa soprattutto Google.

 

«Le imprese editoriali italiane, francesi e tedesche – continua la Fieg – subiscono fortemente la crisi economica, oltre che l'indebito sfruttamento del valore dei propri prodotti da parte degli operatori dell'industria digitale e tutto ciò determina un contesto di disequilibrio tale da compromettere il funzionamento efficiente del sistema internet nel suo complesso». Un appello comune ai rispettivi governi è arrivato poi «affinché attuino tutte le misure necessarie alla creazione di una vera società dell'informazione, tra cui il riconoscimento di una adeguata remunerazione per lo sfruttamento delle opere editoriali e di una equa condivisione del valore nel mercato digitale».

 

La richiesta della Fieg all'Esecutivo Monti è chiara: «A seguito della decisione del Governo tedesco di proporre al Parlamento una riforma della legge in materia - spiegano gli editori italiani - che introduca un diritto d'autore specifico per i publisher a carico dei soggetti del web e l'annuncio del Governo francese di studiare interventi simili, gli editori italiani chiedono ai legislatori di sostenere l'adozione di misure analoghe».

 

In Italia ogni giorno oltre 24 milioni di persone leggono in media un quotidiano. Tra il 2009 e il 2011, il numero di utenti di siti web di giornali, nel giorno medio, è salito da 4 a 6 milioni di utenti, con un incremento del 50 per cento. Rispetto all'utenza complessiva di internet, i lettori di giornali online rappresentano una quota pari al 46,8 per cento. Oltralpe invece il 97% dei francesi legge ogni giorno almeno un giornale, invece in Germania sono oltre 47 milioni le persone di età superiore ai 14 anni che leggono ogni giorno un quotidiano su carta (il 66,6% del totale della popolazione) mentre i siti internet dei quotidiani tedeschi sono visitati ogni mese da 27,7 milioni di utenti unici (39,5 % della popolazione).

 

Intanto dall'altra parte del mondo gli editori brasiliani hanno deciso di sfilarsi da Google News, la piattaforma che raggruppa i contenuti degli editori, che hanno dichiarato guerra al motore di ricerca.

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FRANCIA. HOLLANDE:

 

una LEGGE PER

 

OBBLIGARE GOOGLE

 

A PAGARE I GIORNALI

 

In http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=10351

 

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31 octobre 2012 3 31 /10 /octobre /2012 14:35

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MAURITIUS, "CENTINAIA DI SCIMMIE UCCISE E SCARTATE COME RIFIUTI"

Mercoledì, 31 Ottobre 2012

BUAV: "Inutili per i laboratori britannici" (video-choc)

MAURITIUS,
Un'indagine BUAV ha scoperto il massacro terribile di centinaia di scimmie nell'allevamento di primati per la Noveprim a Mauritius. Immagini scioccanti mostrano le scimmie scartate morte e accatastate in pile sul pavimento o smaltite in bidoni come la spazzatura. Altre immagini mostrano corpi mutilati in attesa dell'incenerimento.
Secondo l'associazione animalista, questo massacro barbaro è destinato a continuare per tutto novembre, presumibilmente perché i laboratori all'estero chiedono primati che pesano meno di tre chili e mezzo. La maggior parte delle scimmie uccise sono maschi adulti di peso superiore ai quattro chili, anche se la BUAV ha appreso che Noveprim uccide anche donne in stato di gravidanza e i piccoli in quanto l'azienda non può usare questi animali. L'uccisione di questi animali altamente sensibili, intelligenti, è del tutto inaccettabile.
Noveprim è uno dei principali esportatori di scimmie verso il Regno Unito, la Spagna e gli Stati Uniti. La società è approvata dal ministero dell'Interno britannico per la fornitura di scimmie ai laboratori inglesi. Un altro stretto collegamento con il Regno Unito sta nel fatto che Covance Laboratories Ltd, l'impianto di test a contratto ad Harrogate, in Inghilterra, è il secondo maggiore azionista Noveprim.
Ironia della sorte, una dichiarazione d'intenti della Noveprim afferma che l'azienda "fornisce assistenza professionale sanitaria per le scimmie, assicura il loro benessere e le tratta con rispetto, in linea con le raccomandazioni dell'Aaalac". L'associazione internazionale per la valutazione e l'accredimento della cura degli animali nei laboratori, Aaalac-International, deve visitare Noveprim nel mese di novembre
La BUAV ha anche saputo che, nonostante questo massacro, Noveprim continua ad avere trappole per scimmie selvatiche. E, allora, chiede al primo ministro di Mauritius di prendere provvedimenti immediati per fermare questi omicidi e per rimettere in libertà i primati. Non solo: l'associazione prega anche il governo del Regno Unito di vietare l'importazione di scimmie da Mauritius.
Sarah Kite, direttrice dei Progetti speciali per BUAV, ha detto: "Questo è un massacro crudele e insensato. E' inaccettabile che le scimmie che sono state sfruttate per anni vengano semplicemente scartati perché non servono più a questa società. Queste scimmie dovrebbero essere rimesse in libertà in modo che possano vivere il resto della loro vita liberamente. Importando scimmie da questa azienda, il Regno Unito perpetua questa crudeltà spaventosa. La BUAV chiede al governo britannico di vietare l'importazione di primati da Mauritius immediatamente".
E non finisce qui. Un'importante indagine svolta dalla BUAV nel settembre 2010 ha ottenuto prove scioccanti sulla crudeltà e sulla sofferenza nella cattura e nell'allevamento delle scimmie selvagge dell'isola. Da allora, la BUAV ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, Sov Nou Zako (Save Our Monkeys). I principali gruppi religiosi e socio-culturali e la gente comune stanno sostenendo gli sforzi della BUAV e preoccupazione è stata espressa da tutto il mondo, compresi i membri del Parlamento del Regno Unito.

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30 octobre 2012 2 30 /10 /octobre /2012 07:57

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Il diritto d’autoreonline unisce italiani, francesi e tedeschi

di www.mediaduemila.it 27/12/2012

Gli editori italiani, francesi e tedeschi hanno deciso di avviare un’azione congiunta per la promozione e la tutela dei contenuti editoriali online.

 

Al fine di garantire lo sviluppo concorrenziale dell’attività di produzione di contenuti editoriali online e di assicurare a tutti i cittadini una informazione libera e di qualità, essi auspicano l’inserimento, nell’attuale quadro normativo dei rispettivi Paesi, di una disciplina che definisca un sistema di diritti di proprietà intellettuale idoneo ad incoraggiare su Internet forme di cooperazione virtuosa tra i titolari di diritti sui contenuti editoriali e gli operatori dell’industria digitale (in primo luogo, i motori di ricerca).

 

Gli editori italiani e francesi hanno deciso di agire di concerto, coordinando la propria azione di sensibilizzazione con quella dei colleghi tedeschi. Il tema della tutela dei contenuti editoriali e del riconoscimento agli editori di uno specifico diritto d’autore connesso alle attività di indicizzazione effettuate dai motori di ricerca diviene ora un problema urgente, comune a tre dei più grandi Paesi europei.

 

In occasione di una riunione congiunta svoltasi a Roma, mercoledì 24 ottobre, gli editori di giornali quotidiani e periodici italiani, francesi e tedeschi hanno sottolineato la funzione democratica e di difesa dei diritti fondamentali della persona che la stampa svolge nella nostra società.

 

Nei tre principali Paesi europei, i giornali rappresentano ancora il canale informativo più importante per l’opinione pubblica.

 

In Italia, ogni giorno oltre 24 milioni di persone leggono in media un quotidiano. Tra il 2009 e il 2011, il numero di utenti di siti web di giornali, nel giorno medio, è salito da 4 a 6 milioni di utenti, con un incremento del 50%. Rispetto all’utenza complessiva di Internet, i lettori di giornali online rappresentano una quota pari al 46,8%: un dato di fatto che ribadisce la straordinaria forza del mezzo e conferma come, attraverso il connubio con il web, la carta stampata sia stata capace di rafforzare il suo ruolo, adattandolo al nuovo contesto tecnologico e culturale.

 

In Francia, il 97% dei francesi legge ogni giorno almeno un giornale (quotidiano o periodico). La stampa ha vinto il confronto con il digitale, registrando una crescita esponenziale, in termini di audience, inimmaginabile fino a pochi anni fa. Venticinque milioni di francesi, ogni mese, consultano almeno un sito d’informazione; sono ben 8 milioni gli utenti mobili al mese e 1,4 milioni le persone che ogni trimestre accedono ai contenuti editoriali per il tramite dei loro tablets. Anche i giovani ne sono attratti: il 70% di coloro i quali hanno un’età compresa tra i 25 e i 35 anni leggono i giornali su Internet.

 

In Germania 47 milioni di persone di età superiore ai 14 anni leggono ogni giorno un quotidiano su carta (66,6% del totale della popolazione) e i siti internet dei quotidiani tedeschi sono visitati ogni mese da  27.7 milioni di utenti unici (39,5 % della popolazione). Il 92% della popolazione tedesca di età superiore ai 14 anni – pari ad oltre 65 milioni di lettori - legge periodici. I siti Internet e le altre applicazioni degli editori tedeschi contano 13.8 milioni di utenti, corrispondenti al 72% del traffico complessivo della Rete. Infine, per quel che riguarda i tablets, il 66% di chi fa uso di iPad ha sottoscritto un abbonamento ad un giornale. Il mercato digitale oggi rappresenta il 10% del fatturato degli editori tedeschi.

 

Nonostante ciò, le imprese editoriali italiane, francesi e tedesche subiscono fortemente la crisi economica, oltre che l’indebito sfruttamento del valore dei propri contenuti editoriali da parte degli operatori dell’industria digitale (i motori di ricerca, in primo luogo): tutto ciò determina un contesto di disequilibrio tale da compromettere il funzionamento efficiente del sistema Internet nel suo complesso.

 

Alla luce di ciò, gli editori italiani e francesi lanciano un appello ai rispettivi Governi e Parlamenti affinché attuino tutte le misure necessarie alla creazione di una vera Società dell’Informazione, tra cui il riconoscimento di una adeguata remunerazione per lo sfruttamento delle opere editoriali e di una equa condivisione del valore nel mercato digitale.

 

A seguito della decisione del Governo tedesco di proporre al Parlamento una riforma della legge in materia che introduca un diritto d’autore specifico per gli editori a carico dei “soggetti del web” e l’annuncio del Governo francese di studiare interventi legislativi similari,  gli editori italiani chiedono ai loro legislatori di sostenere l’adozione di misure analoghe.

 

Gli editori italiani e francesi hanno deciso di agire di concerto, coordinando la propria azione di sensibilizzazione con quella dei colleghi tedeschi.

 

Il tema della tutela dei contenuti editoriali e del riconoscimento agli editori di uno specifico diritto d’autore connesso alle attività di indicizzazione effettuate dai motori di ricerca diviene ora un problema urgente, comune a tre dei più grandi Paesi europei. (in http://www.mediaduemila.it/?p=10971)

 


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15 octobre 2012 1 15 /10 /octobre /2012 14:49

 

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Monaco: Litchfield Finance


 

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Da destra Oleg Sozonoff, Presidente Litchfield e Bruno Scaramella.

 

Le Mercredi 3 octobre, lors d'un cocktail donné par Litchfield Finance pour présenter ses nouvelles activités et sa nouvelle équipe, dans le cadre idyllique du Monte-Carlo  Country Club, nous avons profité de l'occasion pour poser quelques questions à M. Oleg Sozonoff, Président de Litchfield.

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Qui est Litchfield Finance?

Fondée à Londres en 2006 et présente dans le Sud de la France depuis 2009, LF est une entreprise agréée de services financiers dont la mission est de conseiller ses clients dans la constitution et la gestion de leur capital et de leur épargne. Ses activités sont centrées sur deux pôles d’excellence où elle porte une valeur ajoutée, la Gestion Privée, qui est son métier historique et l’épargne dite longue, qui regroupe l’ensemble des solutions d’épargne long terme et plus particulièrement, la retraite.

Qu'est-ce que l'épargne longue?

L’épargne longue peut se traduire en investissement long terme. Elle est la seule à permettre à la fois de stimuler l’économie, de créer des emplois, d’affecter les ressources de manière optimale, de restaurer la compétitivité et la croissance. Pour l'épargnant, c'est le meilleur moyen de se constituer un patrimoine pour financer certaines étapes importantes de la vie comme l'achat d'un logement, les études des enfants et la retraite. Pour ce faire, il est d'abord indispensable de mettre en place un budget contrôlé et organisé où l'épargne joue un rôle primordial.

Dans un contexte de grande incertitude économique et financière, pensez-vous qu'ils soient encore nombreux à vouloir acheter des produits financiers et à les garder pendant plusieurs années?

LF ne vend pas de produits, nous conseillons et agissons dans le meilleur intérêt du client. LF ne perçoit aucune commission pour les transactions et les arbitrages comme c'est le cas pour bien des institutions financières. Ainsi faisant, nous évitons tout conflit d'intérêt. Avec l'allongement de l'espérance de vie, un plan d'épargne individuel et/ou entreprise est plus que jamais indispensable. Dans quelques années, le rapport travailleur/retraité va descendre à 1,5 seulement! Malgré les nombreuses réformes votées par nos gouvernants, la retraite par répartition ne suffira plus à garantir un niveau de vie suffisant aux "nouveaux" retraités. Sans des plans d'épargne complémentaires tels que ceux que nous proposons, la société fera face au gros problème de la paupérisation des retraités.

Quelle est votre plus grande force?

Nous travaillons avec et pour le client et favorisons une relation de confiance basée sur le long terme et sur l’intégrité, qui est une de nos valeurs essentielles. A titre d’exemple, lors de la période difficile de 2007 – 2008, nous n’avons perdu aucun client.

Très longtemps, on a parlé de produits d’épargne et non de solutions d’épargne. La différence à nos yeux est fondamentale et doit aller bien au-delà du taux de rendement ou du bénéfice fiscal d’un support ou d’un autre. Nous apportons une réelle valeur ajoutée en encadrant l’épargne et en la rendant performante. Nous analysons d'abord les besoins et la situation de chaque personne avant de déterminer une stratégie d’épargne (quels objectifs, quels supports, quelle fréquence de versement) en orientant nos clients vers des supports d’investissement performants et adaptés à leur stratégie. Enfin, le choix de nos partenariats stratégiques: la CNP (Groupe Caisse des Dépôts), ABN Amro et BCM & Partners, donne une assise et une sécurité exceptionnelles à nos activités dans le temps.

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 IN ITALIANO

Mercoledì 3 ottobre, abbiamo approfittato dell'invito ad un cocktail, dato dalla Litchfield Finance per presentare le sue attività ed il suo nuovo team, nell'idilliaco Monte-Carlo Country Club, per intrattenerci con il Dott. Oleg Sozonoff, Direttore Generale della Litchfield.

Cos'è Litchfield Finance?

Fondata a Londra nel 2006 e presente nel sud della Francia dal 2009, LF è un'azienda approvata dall'ente di controllo delle attività finanziarie la cui missione è di consigliare i propri clienti sulla costituzione e la gestione dei loro patrimoni e capitali di risparmio. Le attività della LF si accentrano su due poli di eccellenza dove l'azienda apporta un valore aggiunto: la Gestione Privata, sua attività storica ed il risparmio a lungo termine che raggruppa l'insieme delle soluzioni di risparmio e più particolarmente i piani pensionistici.  

Cos'è il risparmio a lungo termine?

Il risparmio a lungo termine può tradursi in investimento a lungo termine. Si tratta dell'unico tipo di investimento che permette contemporaneamente di stimolare l'economia, di creare posti di lavoro, di utilizzare le risorse nel modo idoneo e di restaurare la competitività e la crescita. Dal punto di vista del risparmiatore, è il modo migliore per costituire un patrimonio onde finanziarie alcune tappe importanti della vita quali: l'acquisto della casa, gli studi dei figli e la pensione. Per raggiungere questi obiettivi, è prima indispensabile istituire un budget controllato ed organizzato dando al risparmio il ruolo principale.

Nel contesto attuale di grande incertezza economica e finanziaria, pensa che siano ancora in molti a voler acquisire prodotti finanziari e conservarli per diversi anni?

LF non vende prodotti, consigliamo ed agiamo nel miglior interesse del cliente. LF non percepisce alcuna commissione per le transazioni e gli arbitraggi eseguiti come è il caso di molte istituzioni finanziarie. Cosi facendo, evitiamo qualsiasi tipo di conflitto di interesse. Con l'allungamento dell'aspettativa di vita, avere un piano di risparmio individuale e/o aziendale è più indispensabile che mai. Tra pochi anni, il rapporto contribuente/pensionato scenderà a 1,5 solamente! Nonostante le numerose riforme votate dai nostri governanti, il sistema pensionistico per ripartizione non sarà più sufficiente a garantire un tenore di vita sufficiente ai "nuovi" pensionati. Senza un piano di risparmio aggiuntivo, quale quelli che proponiamo, la società dovrà far fronte ad un problema ingente di impoverimento dei pensionati.

Qual è il vostro punto di forza?

Lavoriamo assieme e per il cliente. Privilegiamo una relazione di fiducia fondata sul rapporto a lungo termine e sull'integrità, uno dei nostri valori essenziali. Ad esempio, durante il periodo difficile del 2007-2008 non abbiamo perso neanche un cliente.

Per molti anni si è parlato di prodotti di risparmio e non di soluzioni di risparmio. A nostro parere, tra i due vi è una differenza fondamentale che va ben oltre il tasso di resa o l'utile fiscale di un sostegno finanziario piuttosto che un'altro. Creiamo un valore aggiuntivo reale inquadrando il risparmio e rendendolo performante. Cominciamo con l'analizzare le necessità di ognuno prima di preparare un piano di risparmio (quali sono gli obiettivi, i sostegni finanziari, quale saranno le scadenze dei versamenti...) orientando poi i nostri clienti verso sostegni performanti ed adatti alla loro strategia. Infine, i nostri partner strategici: CNP (Gruppo Caisse des Dépôts), ABN Amro e BCM & Partners costituiscono una base solida per le nostre attività nel tempo.

 

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LITCHFIELD TEAM


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13 octobre 2012 6 13 /10 /octobre /2012 20:50

 

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DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA VIA FACEBOOK: frasi offensive sul profilo Facebook e dirette all' ex datore di lavoro. CONDANNA.

Il Tribunale di Livorno, in data 1 ottobre 2012,  ha pronunciato sentenza di condanna nei confronti di una donna per diffamazione a mezzo stampa (comma 3 dell'articolo 595 c.p.) , per aver scritto frasi offensive sul proprio profilo Facebook, e rivolte al proprio ex datore di lavoro. Il tribunale di Livorno, dando vita ad un nuovo orientamento nella giurisprudenza di merito, ha deciso di condannare la donna per “diffamazione” con l’aggravante del “mezzo stampa” poichè l'insulto all'ex datore di lavoro (che l'aveva licenziata) è avvento sul proprio profilo Facebook. La donna, beneficiando dello sconto di pena derivante dall'accesso al rito abbreviato, è stata condannata a pagare un risarcimento di 3000 euro alla persona offesa, più le spese processuali. (in http://www.diritto24.ilsole24ore.com/penale/news/2012/10/diffamazione-a-mezzo-stampa-via-facebook-frasi-offensive-sul-profilo-facebook-e-dirette-all--ex-datore-di-lavoro.html)

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12 octobre 2012 5 12 /10 /octobre /2012 22:49

 

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OUVERTURE DES RENCONTRES NATIONALES DES POLICES TERRITORIALES ET MUNICIPALES A NICE LE JEUDI 11 OCTOBRE 2012 AU PARC PHOENIX

par Gérard Diaconesco

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RENCONTRES NATIONALES DES POLICES

TERRITORIALES ET MUNICIPALES A NICE

 

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Photo Agency Press DIACONESCO.TV - C. COPYRIGHT - Nice 11.10.2012

 

Par Christian ESTROSI, Député, Maire de Nice,

Président de Nice Côte d'Azur,

Président de la Commission consultative des Polices Municipales

 

Jeudi 11 Octobre 2012 à 10h15

PARC PHOENIX d' ARENAS

405, Promenade des Anglais - Nice

 

Ce Jeudi 11 Octobre 2012 Christian Estrosi ouvrait au Park PHOENIX à l' ARENAS la deuxième édition des « Rencontres Nationales des Polices Territoriales », organisées par l’Observatoire Nationale des Polices Municipales en partenariat avec la Gazette des communes.

Ce salon a été un moment de rencontres privilégiées entre le grand public et les professionnels de la sécurité, parmi lesquels des responsables des Polices Municipales, coordinateurs de Conseil Locaux de Sécurité et de Prévention de la Délinquance (CLSPD) et bien sûr de nombreux élus du Conseil Municipal en la personne de Benoit KANDEL Premier Adjoint au Maire de Nice, de Madame CASANOVA Directrice Générale de la Police Municipale de la Ville de Nice ...

Un « village de toile de tentes » regroupait au Park Phoenix plus d'une trentaine d'exposants : professionnels, institutionnels et associatifs qui ont fait découvrir à un public avisé leurs dernières nouveautés utiles et en adéquation en matière de nouvelles technologies pour les besoins des polices municipales.

La Police Municipale de la Ville de Nice dont les effectifs sont de plus de 380 municipaux avait notamment dressé un stand pour présenter ses différentes actions comme les Voisins Vigilants, le Centre de Supervision Urbain ou encore le Pôle Action Mendicité et les Brigades spécialisées (canine, équestre, motorisée, VTT).

En parallèle à ce salon, un colloque avec plusieurs tables-rondes s'est tenu autour de sujets d’actualités comme « Le rôle et la place des «Polices Municipales » dans la chaîne de sécurité intérieure ».

Durant ce colloque nous avons pu assister aussi à la présentation de la rencontre du "Club Prévention-sécurité" par Monsieur Hervé JOUANNEAU Journaliste de la GASETTE des Communes;

et à "Treize ans après la loi Chevènement", un état des lieus des Polices Municipales a été présenté par Madame Nicole CHAMBON, Sociologue, Directrice du Centre Européen de Recherche et de Formation.

Les intervenants durant ce Colloque ont été :

Monsieur Jean-Jacques PRETTE, Directeur de la Police Municipale de Saint-Raphaël;

Monsieur Vincent CHAMPENIOS, Chef du service de la Police Municipale d'AIX-EN-PROVENCE;

Monsieur Steve RICHARD, chef du service de la Police Municipale de SARAN, Président de l'Obsevatoire National des Polices Municipales;

Madame Catherine BLANC, chef du service de la Police Municipale de VALREAS ...

Gérard DIACONESCO

 

REPORTAGE PHOTOS DU SALON

EN TRES HAUTE DEFINITION 4928 x 3264 

C.COPYRIGHTS AGENCY PRESS INTERNATIONAL

DIACONESCO.TV - NICE 11.10.2012

 

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12 octobre 2012 5 12 /10 /octobre /2012 05:51

 

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12 octobre 2012 5 12 /10 /octobre /2012 05:11

 

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OLGIATA: BRUNO VESPA
CONDANNATO PER
DIFFAMAZIONE di
PIETRO MATTEI ED I FIGLI

Roma, 11 ottobre 2012. Bruno Vespa, e la giornalista Valentina Finetti, sono stati condannati per diffamazione nei confronti Pietro, Manfredi e Domitilla Mattei, marito e figli della contessa Alberica Filo della Torre, uccisa il 10 luglio 1991 nella sua villa dell'Olgiata. Per l'omicidio e' stato condannato a 16 anni anche in appello il domestico filippino Winston Manuel Reyes. Lo ha deciso il Giudice Unico Damiana Colla della Prima sezione civile del Tribunale di Roma.   I due giornalisti nell'ambito del programma televisivo ''Porta a Porta'' del 14 febbraio del 2002 avrebbero ipotizzato – accuse poi risultate ''infondate ed inconsistenti'' - di misteriosi conti miliardari in Svizzera, di ambigui movimenti di denaro, di giri di usura, di servizi segreti, di fondi neri e depistaggi, di una presunta relazione extraconiugale con un funzionario dei servizi segreti, di un possibile coinvolgimento del marito nell'omicidio, benche' ''lo stesso non sia mai stato neppure indagato''. Vespa e la sua collega Finetti con la sentenza del 24 luglio scorso sono stati condannati al risarcimento del danno, oltre alla pubblicazione oggi su quattro quotidiani nazionali e al rimborso delle spese legali.(ANSA).

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11 octobre 2012 4 11 /10 /octobre /2012 12:43

 

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11 ottobre 2012 - l'On. Franco NARDUCCI ci comunica:
Operazione Red e verifica delle posizioni reddituali dei pensionati anche all'estero

L'INPS che ha provveduto al ricalcolo delle pensioni, a seguito della verifica dei redditi del 2009 e del 2010 sarà di nuovo chiamato a spiegare, o a cercare di farlo il meglio possibile, le ragioni del ricalcolo agli anziani connazionali emigrati. Questi ultimi, dal canto loro, sono di nuovo chiamati ad orientarsi tra le tante comunicazioni che giungono dall'Italia, e dall'Istituto di previdenza in particolare, e a far quadrare i conti con le pensioni “ricalcolate”.
Dopo le accese polemiche sorte in particolare con il pagamento all'estero e al ricalcolo delle pensioni dei cittadini italiani emigrati in base alle dichiarazioni reddituali che ormai l'INPS esige annualmente, con questo contributo cerco di far chiarezza almeno sotto il profilo della norma.
L'ordinamento pensionistico italiano prevede la concessione sia di prestazioni a carattere assistenziale sia di benefici economici sui trattamenti pensionistici il cui riconoscimento è subordinato all'importo dei redditi del titolare della prestazione, del coniuge e, in alcuni casi, anche dei figli.
L'art. 13, comma 2, della Legge 30 dicembre 1991, obbliga l'Inps:

  • alla verifica annuale delle situazioni reddituali dei pensionati che incidono sul diritto o sulla misura delle prestazioni pensionistiche;
  • al recupero, entro l'anno successivo, di quanto eventualmente pagato in eccedenza.

L'art. 49, comma 1, della Legge 27 dicembre 2002, n. 289 stabilisce che i redditi prodotti all'estero, comunque rilevanti per la verifica dei requisiti reddituali come se fossero prodotti in Italia, devono essere accertati sulla base delle certificazioni rilasciate dalla competente autorità estera.
Le tipologie di reddito (compresi in alcuni casi anche quello del coniuge e perfino dei figli) influenti sul diritto alla prestazione sono individuate col termine “rilevanze”.
Le "rilevanze " costituiscono, in altre parole, il motivo per il quale un certo tipo di reddito incide sulla prestazione. Dunque il reddito “rilevante” è quel particolare tipo di reddito (es. reddito da lavoro, reddito da partecipazione, reddito della casa di abitazione, etc.) di cui la legge indica si debba tener conto in presenza di una determinata prestazione.
Una stessa prestazione può essere soggetta a condizioni di reddito per motivi diversi: ad esempio una pensione ai superstiti integrata al minimo, su cui sono corrisposti maggiorazione sociale, incremento della maggiorazione sociale e trattamenti di famiglia è una prestazione soggetta a più rilevanze.
Ogni rilevanza corrisponde a determinate tipologie di reddito: alcune rilevanze interessano più prestazioni, alcune interessano solo determinate prestazioni.
Come riportato nel messaggio Inps n. 013657 del 21/08/2012, l'Istituto ha provveduto a ricostituire le pensioni per le quali risultano pervenute le dichiarazioni reddituali REDEST relative all'anno 2010, nonché quelle relative all'anno 2009 pervenute in seguito all'invio del sollecito annunciato con messaggio n. 18295 del 26/09/2011.
La lavorazione ha riguardato tutte le dichiarazioni reddituali pervenute entro il 28 febbraio 2012.

  • il tasso di cambio utilizzato per la conversione in euro dei redditi espressi in valuta estera, è quello applicabile a dicembre dell'anno cui si riferisce il reddito.
  • il ricalcolo della pensione è stato effettuato con data fine calcolo arretrati al 31 agosto 2012.
  • la rata di pensione viene posta in pagamento nell' importo aggiornato a partire dal mese di settembre 2012.
  • la decorrenza di calcolo degli arretrati è 01/2009 ovvero 01/2010, in funzione del reddito pervenuto più remoto, salvo i casi di decorrenza originaria della pensione compresa negli anni oggetto di verifica.
  • i conguagli a credito di importo fino a 500,00 euro sono stati memorizzati in archivio conguagli come “validati” a condizione che non siano memorizzati per la stessa pensione conguagli a debito derivanti da precedenti ricostituzioni. I conguagli validati sono posti in pagamento con la rata di settembre 2012.
  • come di consueto, la procedura ha provveduto, all'atto della validazione automatica, anche alla determinazione delle nuove ritenute IRPEF.
  • gli arretrati di importo superiore a 500,00 euro ovvero inferiore a tale importo nei casi in cui siano presenti precedenti ricostituzioni a debito del pensionato sono stati memorizzati nell'archivio conguagli come “da definire”.

Per quanto riguarda il ricalcolo delle pensioni con conguaglio a debito:
- il ricalcolo è stato effettuato con fine calcolo arretrati 31 agosto 2012.

  • la rata di pensione aggiornata viene posta in pagamento a partire dal mese di settembre 2012.
  • nei casi previsti per l'attivazione del piano di recupero centralizzato, la prima trattenuta decorre dalla rata di novembre 2012.

Nel caso in cui i nuovi dati reddituali e di aggiornamento pro-rata estero non abbiano comportato
conguagli per i periodi precedenti, né variazioni sull'importo corrente di pensione, le procedure hanno provveduto al solo aggiornamento del data base delle pensioni.
Come per le altre campagne red estero, è stato predisposto il mod. TE08, consultabile dai Patronati tramite la procedura di trasmissione online.
Ai pensionati verrà inviata apposita comunicazione differenziata in relazione all'esito della
elaborazione:
- Conguaglio a credito validato (C1)
- Conguaglio a credito demandato alla gestione della Sede (C2)
- Conguaglio a debito con piano di recupero centrale (D1)
- Conguaglio a debito demandato alla gestione della Sede (D2)

 

Disoccupazione frontalieri italiani in Svizzera: Narducci chiede l’intervento del Ministro Fornero

L'INPS non corrisponde più frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati il pagamento delle indennità speciali di disoccupazione frontalieri ai sensi della legge n. 147/97.

La crisi economica fa sentire i suoi effetti anche sulla Svizzera e non risparmia i lavoratori frontalieri, i meno tutelati quando cadono in disoccupazione visto che non possono accedere al sostegno dell'assicurazione disoccupazione vigente in Svizzera. Per questa ragione il Parlamento italiano emanò una legge specifica, la n.147 del 5 giugno 1997, alimentata con le somme inviate dalla Confederazione elvetica in base all'accordo bilaterale del 1978 fra Italia e Svizzera sulla retrocessione finanziaria in materia di indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri.
Tale legge affida all'INPS la gestione fuori bilancio delle risorse retrocesse dalla Svizzera - prelevate sui salari dei nostri connazionali frontalieri – e la corresponsione delle indennità di disoccupazione, nella misura di quanto stabilito dal Governo.
In attuazione degli accordi bilaterali sottoscritti tra l'Unione Europea e la Svizzera in materia di libera circolazione delle persone e coordinamento delle assicurazioni sociali, l'Accordo bilaterale del 1978 ha terminato di produrre effetti dal 1 luglio 2009, mentre nel 2011 sono state retrocesse le ultime somme al fondo in gestione separata INPS che contemplava pertanto una dotazione di circa 300 milioni di euro. A tal proposito giova ricordare che il tesoretto accumulato dall'INPS in tutti questi anni è il frutto delle trattenute salariali sul lavoro dei frontalieri, nonché il dettato della legge n. 147/97 dove si sancisce che le somme provenienti dalla Svizzera devono essere utilizzate in favore dei frontalieri fino ad esaurimento. In tal senso si sono pronunciati i Governi precedenti, in risposta a interrogazioni presentate dai Parlamentari e tale obbligo è stato ribadito nel testo unificato di modifica alla legge n. 147/97,  recentemente approvato dalla Camera ed ora all'esame del Senato.
Pertanto la decisione assunta dall'INPS di Como e Varese di erogare ai frontalieri, caduti in disoccupazione non per colpa propria, l'indennità di disoccupazione ordinaria prevista dalla legislazione italiana anziché il trattamento speciale di disoccupazione previsto dalla legge n. 147/1997, oltre a penalizzare pesantemente questi lavoratori e lavoratrici, risulta essere contraria alla legge vigente e alle sue modifiche già approvate in un ramo del Parlamento.
Il fondo istituito presso l'INPS per la gestione separata del trattamento di disoccupazione dei frontalieri italiani in Svizzera è il frutto del loro lavoro e bisogna dunque respingere ogni tentativo di stornare nel calderone del bilancio generale dell'INPS le risorse di cui è dotato il fondo stesso. I frontalieri hanno contribuito alla crescita del nostro Paese portando ricchezza nei Comuni di confine, sarebbe profondamente ingiusto non riconoscere loro quanto dovuto e un errore gravissimo deprimere ulteriormente i consumi in quelle aree di frontiera, confrontate con tanti problemi di difficile soluzione.
Per questa ragione l'on. Franco Narducci dopo aver presentato, assieme ai colleghi Chiara Braga, Daniele Marantelli, Lucia Codurelli e Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, una interrogazione urgente in Commissione Lavoro sul trattamento di disoccupazione dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera ha inviato una lettera al Ministro Fornero, anche a nome degli altri colleghi firmatari dell'interrogazione, chiedendole di intervenire al più presto affinché le sedi INPS delle zone di frontiera con la Svizzera continuino a pagare le indennità di disoccupazione dei frontalieri secondo quanto stabilito dalla legge e cioè attingendo al fondo creato a norma della legge 147/97, fino ad esaurimento.
 

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10 octobre 2012 3 10 /10 /octobre /2012 14:33

 

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7 octobre 2012 7 07 /10 /octobre /2012 07:32

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Mariage homosexuel : l'adoption est-elle un leurre ?

Publié le 06/10/2012 Partager sur Twitter Partager sur Facebook Imprimer l'article Envoyer à un confrère Enregistrer dans ma bibliothèque Reduire Agrandir

 

Paris, le samedi 6 octobre 2012 – « Ils se marièrent et eurent beaucoup d’enfants ». Les couples homosexuels français se pensent aujourd’hui plus proches que jamais de pouvoir réaliser ce conte de fée. Le ministre de la Justice, Christine Taubira a en effet récemment dévoilé les grandes lignes du projet de loi du gouvernement visant à autoriser le mariage aux couples de même sexe. Le texte permettra également aux couples homosexuels d’avoir accès à l’adoption simple et plénière. Or, on le sait, cette question de « l’homoparentalité » (par la voie de l’adoption mais également éventuellement de la procréation médicalement assistée, PMA), suscite des controverses parmi les pédopsychiatres et les psychanalystes, qui sont par ailleurs nombreux à établir des différences entre les questions posées par l’adoption et par la PMA. Cependant, avant que les différents enjeux psychologiques de ce débat soient analysés, il n’est pas inutile de s’interroger sur les conséquences réelles de la loi en préparation sur l'adoption par des couples homosexuels. Pour le juriste Charles Haroche, elles pourraient bien être quasi nulles.

A l’approche de la présentation au Conseil des ministres du projet de loi ouvrant l’adoption et le mariage aux couples de même sexe, les opposants au « mariage pour tous » multiplient les démonstrations de force, espérant ainsi renverser l’opinion d’un Parlement qui semble favorable à la mesure.

A en croire la plus récente enquête d’opinion réalisée par l’IFOP, une large majorité des français (65 %) serait favorable à l’ouverture du mariage aux couples du même sexe. Si ce chiffre révèle une évolution profonde de la société sur cette question, la même étude démontre dans le même temps que l’ouverture de l’adoption suscite une plus grande réserve dans le public, les français n’étant alors plus que 53 % à souhaiter cette réforme.

L’ouverture de l’adoption constitue sans doute le point le plus délicat du futur projet de loi. Ainsi, ce n’est pas un hasard si le débat sur l’homoparentalité est devenu le terrain de jeu préféré des groupes de pression hostiles au projet pour tenter de gagner la bataille de l’opinion.

Toutefois, il est intéressant de mettre en perspective les arguments, parfois déplacés, des groupes de pression hostiles au projet, avec l’impact réel que pourrait avoir la loi sur les familles.

La loi française ne régit pas le monde

La question de droit est la suivante : suffira-t-il d’une loi française pour permettre aux couples homosexuels d’accéder à la parentalité, dans un monde où 90 % des adoptions sont internationales, et donc soumises en partie à des lois étrangères ?

Aussi passionnant que soit le débat sur les conséquences psychologiques de l'homoparentalité sur les enfants, l’absence de réflexion juridique sur les conditions de l’adoption risque de conduire les couples homosexuels dans une impasse, privant ainsi la loi de tout effet.

Il y a fort à craindre que dans un premier temps, les couples homosexuels mariés pâtissent du déclin que l’adoption internationale connaît depuis plusieurs années. En outre,  l’absence de modification du cadre légal sur l’adoption internationale (à en croire l’avant projet présenté dans Le Figaro) risque de réduire à néant les espoirs des couples homosexuels.

Les couples hétérosexuels  face au recul de l’adoption internationale

Si le projet de loi sur l’adoption et le "mariage pour tous" est adopté par le Parlement, et si celui-ci est déclaré conforme à la Constitution, les couples de même sexe pourront solliciter un agrément dans le cadre d’une adoption sans se voir opposer un refus par les autorités en raison de leur orientation sexuelle.

L’obtention de l’agrément constituerait sans doute une première victoire (morale) pour les couples homosexuels. Mais une fois cet agrément obtenu, il reste nécessaire de chercher (et de trouver) l’enfant, le plus souvent à l’étranger. 

Or, depuis plusieurs années, la France fait face à une chute du nombre d’adoptions. Ainsi, à en croire les statistiques publiées par la Mission sur l'adoption internationale, 1 995 adoptions ont été prononcées pour l’année 2011, contre 3504 en 2010 et 4 136 pour 2005.

Deux causes permettent d’expliquer cette chute.

La diminution du nombre d’enfants adoptables dans le monde est l'heureuse conséquence  du développement, parfois spectaculaire, de pays qui étaient traditionnellement reconnus comme terre d’adoption.

En effet, l’augmentation de l’espérance de vie diminue le nombre d’enfants orphelins (ce qui constitue une bonne nouvelle) et l’apparition de classes moyennes favorise le développement de l’adoption interne entre citoyens d’un même pays.  C’est ainsi qu'au Vietnam, l’on a pu enregistrer pour l’année 2007 2 000 adoptions internationales pour 4 000 adoptions nationales.

Toutefois, les circonstances économiques ne suffisent pas à expliquer une telle diminution, ce recul découlant également des conditions auxquelles est désormais subordonné le prononcé d'une adoption en France, lequel est devenu plus contraignant depuis l’entrée en vigueur de la loi de 2001 sur les adoptions internationales.

En effet, dans l’état actuel du droit, le prononcé d’une adoption en France d’un enfant étranger doit suivre plusieurs étapes.

Après l’obtention d’un agrément délivré par les autorités françaises, les parents se lancent dans la recherche de l’enfant adoptable, dans la grande majorité des cas, à l’étranger où leurs espérances de trouver un enfant auront le plus de chance d’être satisfaites.

Or, depuis l’entrée en vigueur de la Convention de La Haye du 29 mai 1993, les autorités françaises encadrent de manière stricte les démarches d’adoption aux fins d’éviter les pratiques scandaleuses de trafic d’enfants et de corruption.

Ainsi, lorsque les parents souhaitent adopter un enfant dans un pays signataire de la Convention, ces derniers doivent passer obligatoirement par les autorités publiques françaises qui entreront en contact avec les institutions du pays étranger (C’est ainsi le cas pour l’adoption d’enfants nés au Burkina Faso, Burundi, Colombie, Costa Rica, Équateur, Mexique, Paraguay, Pérou, Salvador, Venezuela ou Moldavie).

L’adoption par démarche individuelle, où les parents prennent en main les opérations directement à l’étranger (avec l’ensemble des risques qu’implique un tel voyage) n’est désormais possible que dans les pays non signataires de la Convention.

Une fois l’enfant trouvé à l’étranger, soit l’adoption est prononcée par les autorités étrangères, soit les parents reviennent en France avec l’enfant afin de faire prononcer l’adoption devant les juges français.

Cette dernière étape suppose à la fois une sortie régulière de l’enfant du territoire étranger et une entrée régulière en France. C’est lors de cette dernière étape que les autorités étrangères exercent leur plus grand contrôle.

Cette procédure rend de plus en plus difficile l’accès à l’adoption aux couples mariés hétérosexuels. Le déclin de l’adoption internationale est donc à prendre en compte dans le débat sur la légalisation de l’adoption par les couples du même sexe.

Mais au delà de la difficulté liée à la procédure, les couples homosexuels risquent de se retrouver confrontés à une autre difficulté, cette fois-ci propre à leur préférence sexuelle.

Le cas belge : une adoption inaccessible.

Il est indispensable de prendre également en compte le véritable fossé culturel qui existe dans le monde sur la question des droits des homosexuels.

Les différences de traitement, qui vont de l’interdiction de l’homosexualité à l’hostilité manifeste, risquent de constituer un obstacle sérieux dans l’ouverture de l’adoption aux couples de même sexe.

Une éventuelle légalisation du mariage des couples du même sexe en France ne règle donc  à cet égard en rien la difficulté tendant à la recherche de l’enfant adoptable, où le couple sera dépendant du droit et de la culture locale.

Or sur ce point, le contexte s’annonce clairement défavorable à l’adoption pour des couples de même sexe. En effet, d’après les Nations Unies, en 2008, sept Etats prévoyaient la peine capitale pour les relations homosexuelles et 88 prévoyaient une peine d’emprisonnement. Bien que les peines prévues par les textes ne soient pas toujours appliquées, il sera de fait quasi impossible pour un couple se présentant comme étant homosexuel d’obtenir la remise d’un enfant dans le cadre d’une adoption dans lesdits pays…

En outre, dans de nombreux autres Etats, l’absence de pénalisation ne découle pas nécessairement d’une ouverture d’esprit similaire à celle des Etats occidentaux...

Nombreux sont en effet les systèmes juridiques qui ne voient pas d’un œil bienveillant les demandes d’adoptions formées par des couples de même sexe. Anticipant sans doute l’ouverture du mariage dans les nations occidentales, plusieurs pays prévoient explicitement l’interdiction de la remise de leurs enfants nationaux à des couples homosexuels.
Ainsi, la République d’Haïti (qui en 2010 a autorisé l’adoption de 992 enfants par des français sur les 3 504 prononcées cette année là) prévoit de n’autoriser l’adoption qu’aux seuls « couples hétérosexuels».

D’autres pays, tel que la République Démocratique du Congo, ou Madagascar, prévoient des restrictions similaires. D’autres encore appliquent des standards officieux visant à n’accorder l’adoption qu’à des couples hétérosexuels (c’est notamment le cas de la Chine).

En Belgique, pays qui a autorisé le mariage homosexuel et l’adoption en 2006, le constat dressé par l’Autorité centrale communautaire belge en la matière est assez éclairant. Depuis l’ouverture de l’adoption aux couples mariés du même sexe, aucun enfant étranger n'a été confié à des familles homoparentales. Le refus des autorités étrangères était le plus souvent lié au fait que le pays d'origine s’opposait à la remise de l’enfant à un couple homosexuel.

Au final, les autorités belges constatent que certains couples homosexuels renoncent même à se marier pour permettre à l'un des conjoints d'entamer la procédure de demande d'adoption en tant que célibataire. Ce constat dressé huit ans après l’entrée en vigueur de la loi belge permet d’esquisser les difficultés juridiques à venir en France.

Christiane Taubira : « plus de temps pour la parentalité ».

Il faudra donc semble-t-il du temps pour que l’accès à la parentalité des couples du même sexe soit effective en France. Dans un monde où les demandes d’adoption augmentent en quantité et en exigences et où l'offre diminue, la voie ouverte aux couples du même sexe semble très étroite. Et pour les couples homosexuels n'ayant comme seul espoir d'adoption qu'une quête en Belgique, aux Pays-Bas, au Canada  ou au Massachussetts par exemple (états réputés comme chacun sait pour leur grand nombre d'orphelins et d'enfants abandonnés) il se peut que l'ouverture de ce nouveau droit ne constitue en fait qu'un leurre.

Le gouvernement semble d’ailleurs conscient de la difficulté, pour ne pas dire de la désillusion, qui risque d’envenimer le débat. Ainsi, dans une interview accordée au journal Têtu, le Garde des sceaux a appelé à une certaine prudence sur la question de la parentalité : « La question de la parentalité est plus large (NDLA : que celle du mariage), elle intéresse les familles quel que soit leur statut et elle emporte des conséquences juridiques bien plus nombreuses que celles nées de l'ouverture du mariage et de l'adoption aux personnes du même sexe », estime-t-elle.

Au delà de ces enjeux sur l'adoption par des couples mariés du même sexe, les enseignements de l'expérience belge nous laisse penser également, qu'à l’occasion de la révision de la loi de bioéthique, les questions de la procréation médicalement assistée pour des couples du même sexe, et surtout, celle de la légalisation de la gestation pour autrui seront à nouveau posées.



Charles Haroche

 

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6 octobre 2012 6 06 /10 /octobre /2012 09:52

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LOTO D’AUTOMNE DU COS DE MENTON

Résidence du Louvre – Samedi 20 octobre 2012

 

Le Comité d’Œuvres Sociales (COS) du personnel de la ville de Menton organise son traditionnel loto d’automne. Un rendez-vous très prisé des adeptes, petits et grands réunis. Mais pas seulement : toute la population est invitée à venir y participer en nombre ! Rendez-vous le samedi 20 octobre, 20h30 à la résidence du Louvre, pour une rencontre placée sous le signe de la convivialité, de la bonne humeur et des récompenses.

De nombreux lots sont en effet à gagner, dont le 1er prix vous emmènera à Barcelone pour une escapade à deux !

 

Samedi 20 octobre 2012
20h30
Entrée libre

 

Buvette

 

 

 

Description : http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTvabfDs9zKox4bXLKnbLlLo0VEnStiX4Y_t5GDPLYUddGMhzFh

 

 

 

 

DIMANCHE 7 OCTOBRE 2012

Arrivée du cycliste, David Funnell devant le Palais de l’Europe vers 17h30 / 18h en présence de Antoine Soccoïa, conseiller municipal qui représentera le député-maire.

 

David Funnell est un cycliste de la commune de St-Clar (Gers) qui a décidé d’entreprendre un tour de France en faveur de la recherche et la prévention contre le cancer de la prostate.

 

Il est parti de Menton le 19 août dernier et bouclera la boucle dimanche 7 octobre. Il sera accueilli par la Ville devant le Palais de l’Europe à 18h.

 

Son n° de portable :  06 89 54 09 44

 

www.autourdefrance.fr

 

 

Renseignements 

Christophe Nulli / Service des Sports

04 92 10 50 48

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5 octobre 2012 5 05 /10 /octobre /2012 06:07

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CRISI. AIR FRANCE:
SOSTITUIRE GIORNALI
CON EDIZIONI ONLINE
E’ IL PRIMO ACQUIRENTE
DI FRANCIA.
EDITORI IN ALLARME

Parigi,  4 ottobre 2012. Eliminare l’acquisto dei giornali per ridurre i costi: è l’ipotesi di Air France, il colosso franco-olandese dei cieli, che - in preda a una grave crisi - sta riflettendo a rinunciare alla distribuzione dei giornali nei saloni, nelle sale d’attesa e a bordo degli aeromobili, sostituendoli con edizioni digitali per smartphone e tablet. Air France - si legge oggi sul quotidiano Le Monde - si è data come obiettivo di risparmiare un totale di 2 miliardi di euro entro il 2014. Secondo Le Monde, l’acquisto di giornali e magazine non è proprio da sottovalutare, in quanto rappresentano per il bilancio della compagnia circa 10 milioni di euro, a cui si aggiungono quasi 5 milioni per il trasporto logistico dei giornali a bordo dei voli e nelle sale d’attesa. Intanto, la risposta degli editori non si è fatta attendere: eliminare la carta stampata è “escluso”, avvertono, anche perché Air France è il primo acquirente di quotidiani in Francia, con 18-20 milioni di copie all’anno. Una manna non solo economica, ma che contribuisce a mantenere alta la tiratura. Per il momento, il vettore aereo, che a inizio 2012, aveva praticamente deciso per il taglio dei giornali, ha fatto marcia indietro. E oggi assicura che nel 2013 la carta stampata continuerà ad essere distribuita a bordo degli aerei e negli aeroporti. Ci sarà solo “un’offerta riguardante la stampa digitale, un servizio in più rispetto ai giornali tradizionali”, assicurano i responsabili della compagnia. I giornali online verranno proposti agli abbonati già dal primo trimestre del 2013, poi l’offerta verrà estesa a tutti gli altri passeggeri. “Anche se nessuno si fa illusioni”, scrive Le Monde. Prima o poi, la scomparsa della carta stampata da parte di Air France è inevitabile. Mentre il mondo degli editori sta già riflettendo su come includere la vendita di copie ‘on-line’ nella tiratura quotidiana dei giornali. (ANSA).



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3 octobre 2012 3 03 /10 /octobre /2012 03:42

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C'est monstrueux....déjà l'A380 est énorme, mais là....

Le BOEING 797 (Nouvelle technologie) - Reçu et publié!

Un futur pas si lointain...

Le Boeing 797 !!! ...... Attention les amis d'Airbus !!!

Un géant pouvant emporter 1000 passager sur 10,000milles (16,000km) à 0.88mach (654mph – 1061kmh).        

Rêve travaillé en secret depuis longtemps, ces images ont été prise par un photographe amateur.  


LE BOEING 797


Boeing prépare le lancement de ce nouveau transporteur de 1000 passagers qui pourrait chambarder l’industrie du voyage aérien.

 Son design révolutionnaire qui combine aile et fuselage a été développé en collaboration
 avec le Centre de recherche de la NASA.

Ce "mammouth" aura une envergure de 265pi (comparativement aux 211 du 747) et 
 pourra utiliser les piste aménagées pour l’A380 d’AIRBUS dont l’envergure fait 262pi.

 Le 797 est une réponse directe à l’A380 qui a déjà obtenu 159 commandes fermes.
 Boeing a "tué" son 747X SuperStretchedJumbo en 2003 après le peu d’intérêt montré 
 par les compagnies aériennes. On a plutôt poursuivi le développement de l’Ultime 
 Tueur d’Airbus, le 797, à l'usine fantôme de Long Beach en Californie.  


L’Airbus A380 a été sur les planches à dessin depuis 1999 et requis 13 milliards 
en coûts de développement donnant ainsi un certain avantage à Boeing, car Airbus 
est prisonnier du "vieux" style tubulaire de leurs avions pour les prochaines décennies.

Le 797 est en fait une immense Aile volante.
Il y a plusieurs grands avantages dans le design "Fusion aile et fuselage."
Le plus important étant le ratio "Ascenseur et Traînée" qui devrait augmenter 
d’un étonnant 50%. Il en résultera une réduction de poids globale de l'avion 
d’environ 25% et ainsi donner une efficacité supérieure de 33% en carburant vs l'A380.  
"La forte rigidité de cellule" est un autre facteur clé dans la technologie
"Fusion aile et fuselage." Cela réduit les turbulences et crée moins de stress 
sur la cellule et ajoute à l'efficacité en carburant, ce qui permettrait au 797 
de faire 10,000 milles avec 1000 passagers à bord tout en maintenant une confortable 
vitesse de croisière  de Mach 0,88 ou 654 MPH. Autre avantage sur la structure tubulaire et son type d'aile limitant l'A380 à 570 MPH.
La date exacte de l'introduction du 797 sur le marché est encore incertaine.
Mais les lignes de bataille sont clairement tracées dans cette guerre pour 
 la suprématie future de l’aviation civile.

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29 septembre 2012 6 29 /09 /septembre /2012 05:04

 

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Sallusti. Corte Strasburgo:
punire con il carcere un reato
commesso a mezzo stampa
non è compatibile con la libertà
di espressione dei giornalisti
garantita dall'articolo 10 della
Convenzione. La prigione
ammessa solo in casi estremi
come l’incitamento all’odio.

di www.ansa.it

 

Strasburgo, 27 settembre 2012.  Punire con il carcere un reato commesso a mezzo stampa non è compatibile con la libertà di espressione dei giornalisti garantita dall'articolo 10 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. Questo il principio basilare fissato dalla Corte europea per i diritti umani. La prigione, secondo i giudici di Strasburgo, può essere prevista solo in circostanze eccezionali legate a gravi violazioni dei diritti fondamentali, come ad esempio l'incitamento all'odio o alla violenza.

 

La Corte ha anche fissato dei criteri per stabilire se nei 47 Paesi aderenti all'organizzazione è stato raggiunto un buon equilibrio 'normativo' tra il diritto alle libertà di espressione e il rispetto della vita privata. Ciò dipende dal contributo dell'articolo di stampa a un dibattito di interesse generale, dalla notorietà della persona citata nell'articolo,

 

dal comportamento tenuto della persona, da come sono state ottenute le informazioni e dalla loro veridicità, dal contenuto, dalla forma e dalle ripercussioni dell'articolo e naturalmente dalla gravità delle sanzioni applicate.    La Corte, sebbene abbia 'quasi' riconosciuto al giornalista un diritto all'esagerazione e alla provocazione, ha poi sempre ribadito l'importanza dell'esattezza dell'informazione pubblicata e ha distinto tra un articolo che riporta fatti e uno che esprime opinioni.

 

Anche l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa chiede dal 2007 la depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa esortando tutti i Paesi interessati (una pattuglia composta all'epoca, oltre che dall'Italia, da Germania, Grecia, Armenia, Azerbaijan, Croazia, Lettonia Islanda e San Marino) ad abolire le leggi che violano questo principio. (ANSA).

 

Franco Abruzzo sulla Corte di Strasburgo

 

In www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=9976

===========


Caso Sallusti.
La versione di Cocilovo

Il magistrato autore della denuncia spiega alla Stampa che voleva una rettifica della notizia e che non immaginava "si sarebbe arrivati a questo punto"

di RAPHAËL ZANOTTI
La Stampa 27/9/2012

TORINO. «Sarebbe bastata una lettera di scuse. Non a me, per carità, quanto ai lettori, per la notizia errata pubblicata dal giornale. E invece nulla, in sei anni quella lettera non è mai arrivata». Quando lo si raggiunge a casa, a Torino, il giudice Giuseppe Cocilovo non vorrebbe rilasciare dichiarazioni. 

 

Un operatore del diritto difficilmente fa commenti su una sentenza di cui non si conoscono ancora le motivazioni. Ma sulla condanna, sul carcere per un giornalista, qualche parola il giudice la spende.

 

E sono parole di amarezza: «Non immaginavo neanch’io si sarebbe arrivati a questo punto. Si figuri, da giudice di sorveglianza non auguro ad alcuno di finire in galera». Ma poi, riflettendo, una domanda la pone lui: «Però, mi dica: cosa dovrebbe fare una persona quando è diffamata e un giornale non corregge i propri errori?».

 

Il fragore mediatico di questi giorni ha travolto anche lui, il giudice Cocilovo, che ritrova nella sequenza dei fatti il senso di una sentenza. «Libero pubblicò una notizia sbagliata - racconta - Lo fecero anche altri, all’epoca. Un infortunio giornalistico, lo capisco: la fretta di scrivere una notizia, le fonti non sempre affidabili, può capitare. Ma poi quello stesso giorno c’erano stati un comunicato ufficiale, lanci Ansa. Tutti gli altri hanno riparato a quell’errore, hanno informato correttamente i loro lettori. “Libero” non l’ha mai fatto, nemmeno quando l’ho richiesto. Hanno detto che quando uscivano i lanci Ansa erano in auto e non li avevano visti, e negli anni successivi?».

 

Ci sono due parole che ricorrono spesso durante la telefonata: «intenzionale» e «deliberata». Il giudice si riferisce alla diffamazione subita. Perché un conto è sbagliare, un altro è insistere nell’errore anche dopo.

 

Qualcuno ha detto che andare contro un giudice è impossibile per vie legali. La casta si chiude, fa quadrato. Cocilovo nega: «Casta? Ci sono voluti 6 anni per arrivare a una sentenza per una diffamazione. E non si trattava di un maxiprocesso per mafia. Piuttosto sono altre le caste, quelle che parlano di libertà di stampa, di tutela della categoria dei giornalisti: cosa c’entra, mi chiedo. Qui si tratta di libertà di diffamare deliberatamente». 

 

Fino a qualche giorno fa, tra i legali del direttore Alessandro Sallusti e l’avvocato del giudice Cocilovo, sembrava si potesse arrivare a una soluzione extragiudiziale. Poi tutto è saltato. Perché? Sallusti dice perché «quel signore pretendeva da me altri soldi». La versione del giudice Cocilovo è diversa: «Abbiamo fatto una proposta transattiva: avrei ritirato la querela dietro il pagamento di 20.000 euro da devolvere a Save the Children. Invece il giorno dopo mi trovo un editoriale di Sallusti in cui sembra che io voglia quei soldi per me, si chiama a raccolta l’intera categoria nel nome della libertà di stampa, s’incassa la solidarietà del Capo dello Stato e si cerca la sponda del ministro della Giustizia. Una campagna stampa allucinante. E allora le domando: qual è la casta?». 

 

L’episodio in sé e il dibattito che ne è scaturito non è detto che vadano a braccetto. È evidente che colpisce il fatto che un direttore di giornale possa finire dietro le sbarre perché non ha controllato la veridicità di quanto scritto da uno dei suoi cronisti, ma il giudice Cocilovo - in questo dibattito - non vuole entrare: «Non è compito di una delle parti stabilire se una norma è giusta o sbagliata. E nemmeno nella mia veste di giudice sarebbe istituzionalmente corretto. Mi limito a riaffermare, da parte in causa, che tutto questo si sarebbe potuto evitare con una semplice rettifica».

 

in  http://www.ilpost.it/2012/09/27/la-versione-di-cocilovo-sul-caso-sallusti/

 

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