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2 janvier 2015 5 02 /01 /janvier /2015 07:55
Giorgio Napolitano ultimo messaggio agli italiani da Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano ultimo messaggio agli italiani da Presidente della Repubblica: “Occorre ritrovare le fonti della coesione e della volontà collettiva che ci hanno permesso di superare le prove più dure. Ciascuno faccia la sua parte al meglio”. Lascerà, presto, ma non c’è una data proprio per non dare vantaggi a chi, in Parlamento, sta facendo i conti per sfruttare il suo addio per rallentare il cammino delle riforme.

di Claudia Fusani
www.blitzquotidiano.it

ROMA, 1 gennaio 2015. Ha voluto mettere la cravatta rossa, citazione e omaggio a un passato di comunista migliorista che Giorgio Napolitano non ha voluto ignorare nel suo ultimo messaggio di fine anno (il testo integrale è inhttp://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=50571).Il suo ultimo messaggio da Presidente della Repubblica. Venti minuti speciali che tutta Italia attendeva. Venti minuti in cui ha parlato molto più agli italiani, al “capitale umano” e alle “tante eccellenze”, che non ai politici. In cui ha messo in guardia dalla corruzione e dal rischio dell’indifferenza.

Venti minuti in cui alla fine il novantenne Presidente lancia e ruba l’hastag #mettiamocelatutta al quarantenne premier nonché maestro di comunicazione social Matteo Renzi a cui concede l’ennesimo endorsement quando dice: “Il governo è sulla buona strada, quella delle riforme”.

Prevale il tono quasi privato e personale di tutto il discorso forse proprio per questo il più alto ed emozionate dei suoi nove anni. E che certo lascia deluso chi aspettava indicazioni sicure circa le sue dimissioni e l’identikit del suo successore. Lascerà, presto, ma non c’è una data proprio per non dare vantaggi a chi, in Parlamento, sta facendo i conti per sfruttare l’addio di Napolitano per rallentare il cammino delle riforme.

“LASCIO PER L’ETA’” – E’ tutto diverso, fin dall’inizio. Quando spiega che lascia perché è stanco e l’età non gli permette più di sostenere gli obblighi previsti dalla carica e del cerimoniale. “Il messaggio augurale di fine d’anno che ormai dal 2006 rivolgo a tutti gli italiani, presenterà questa volta qualche tratto speciale e un po’ diverso rispetto al passato”.

Perché le sue parole avranno per destinatario “anche chi presto mi succederà nelle funzioni di Presidente della Repubblica”. E perché sta per dimettersi, “ipotesi – tranquillizza subito Napolitano – che la Costituzione prevede espressamente”. Ma, sia chiaro, lo fa solo per l’età che “porta con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell’esercizio dei compiti istituzionali, complessi e altamente impegnativi, nonché del ruolo di rappresentanza internazionale, affidati dai Padri Costituenti al Capo dello Stato”.

Chiariti “questi semplici motivi”, si rivolge al Parlamento e alle forze politiche perché “si preparino serenamente alla prova dell’elezione del nuovo Capo dello Stato. Sarà quella una prova di maturità e responsabilità nell’interesse del Paese, anche in quanto è destinata a chiudere la parentesi di un’eccezionalità costituzionale”. Mai più, dunque, è l’auspicio dell’anziano Presidente, un empasse come quello dell’aprile 2013. Tornare alla normalità e chiudere “la parentesi eccezionale”.

RIFORME, MISSIONE QUASI COMPIUTA – In certi momenti sembra quasi che Napolitano parli a chi in questi anni gli ha contestato di aver voluto tenere in piedi a tutti i costi le legislature, nel 2011 e nel 2013. “L’aver tenuto in piedi la legislatura apertasi è stato di per sé un risultato importante: si sono superati momenti di acuta tensione, imprevisti, alti e bassi nelle vicende di maggioranza e di governo; si è in sostanza evitato di confermare quell’immagine di un’Italia instabile che tanto ci penalizza, e si è messo in moto, nonostante la rottura del febbraio scorso [il disarcionamento di Enrico Letta, ndr], l’annunciato, indispensabile processo di cambiamento”.

E se un anno fa, nel messaggio del 31 dicembre, Napolitano aveva auspicato di “poter vedere nel 2014 almeno iniziata un’incisiva riforma delle istituzioni repubblicane”, oggi ritiene che “quell’auspicio si sia realizzato e che il percorso vada, senza battute d’arresto, portato a piena conclusione”.

Tante volte anche in queste settimane, in tutte le sedi, Napolitano si è soffermato sull’importanza e sulla necessità del superamento del bicameralismo paritario e della revisione del rapporto tra Stato e Regioni.

ENDORSEMENT A RENZI – Pervade tutto il discorso. Sulle riforme istituzionali. Ma anche sul fronte delle misure e socio-economiche. L’appoggio al governo Renzi e anche al patto del Nazareno è totale. Guai a chi “ne insidia l’attuazione” mentre è auspicabile e va nella giusta direzione “la possibilità di dialogo e chiarimento con forze esterne alla maggioranza di governo.

IL CAPITALE UMANO DEGLI ITALIANI – La parte politica in senso stretto finisce qua. Con poche concessioni a curiosi e strateghi delle date e del toto-nomi. E a questo punto comincia il Napolitano più appassionato. La parte di discorso a cui, si sente, tiene di più.

“Vorrei piuttosto – dice – ragionare con voi su come stiamo vivendo questo momento in quanto generalità dei cittadini, uniti dall’essere italiani”. Il primo pensiero è per “l’arretramento dell’attività produttiva e dei consumi, per il calo del reddito nazionale e delle famiglie, per l’emergere di gravi fenomeni di degrado ambientale, per il dilagare della disoccupazione giovanile e per la perdita di posti di lavoro”.

Ma guai “farsi prendere dallo smarrimento, dallo sgomento e dalla sfiducia nei confronti della politica bollandola in modo indiscriminato come inadeguata, inetta, degenerata in particolarismi di potere e di privilegio”.

Quelle del Presidente sono parole che chiedono e pretendono dalla comunità degli italiani una reazione “per ritrovare le fonti della coesione, della forza, della volontà collettiva che ci hanno permesso di superare le prove più dure in vista della formazione del nostro Stato nazionale unitario e poi del superamento delle sue crisi più acute e drammatiche”.

Tocca ancora al novantenne Presidente caricare l’orgoglio e indicare gli esempi. Non è Al Pacino- Renzi in “Ogni maledetta domenica”. È qualcosa di più. E forse anche di meglio. “Non lasciamo – dice – occupare lo spazio dell’attenzione pubblica solo a italiani indegni.

Rendiamo omaggio agli italiani esemplari”. Ne fa i nomi: Fabiola Gianotti “brillante scienziata” eletta direttore generale del Cern; l’astronauta Samantha Cristoforetti “che ci parla semplicemente, con modestia e professionalità, della ricerca scientifica in corso nello spazio”; Fabrizio, il medico di Emergency accorso in Sierra Leone per curare i colpiti dal virus Ebola anche a costo della vita; Serena Petriucciolo “ ufficiale medico della Marina che sulla nave Etna ha aiutato una profuga nigeriana a dare alla luce la sua bimba”.

Li lascia per ultimi, ma esalta “la perizia e la generosità” di chi in queste ore ha compiuto il miracolo di salvare i passeggeri del traghetto Norman Atlantic.

CONTRO LA CORRUZIONE – Ne parla come “una delle più gravi patologie di cui soffre il Paese” insieme con “criminalità organizzata ed economia criminale”. Era un passaggio atteso. E Napolitano lo ha rispettato rendendo omaggio, anche, alla magistratura di cui è il numero 1. “Gli inquirenti romani – sottolinea – stanno appunto svelando una rete di rapporti tra “mondo di sotto” e “mondo di sopra”. Dobbiamo bonificare il sottosuolo marcio e corrosivo della nostra società. E bisogna farlo insieme, società civile, Stato, forze politiche senza eccezione alcuna. Solo riacquisendo intangibili valori morali la politica potrà riguadagnare e vedere riconosciuta la sua funzione decisiva”.

“DALL’ALTO E DAL BASSO” – Sono dedicati agli italiani, che ringrazia “per il tanto affetto di questi anni”, gli ultimi passaggi dell’ultimo discorso del Presidente eletto due volte. “Mettiamocela tutta” dice. E Renzi lo fa diventare subito un hastag. “Con passione, combattività e spirito di sacrificio. Ciascuno faccia la sua parte al meglio. Io stesso ci proverò”.

Non lascia Napolitano. Proseguirà, come senatore a vita, da palazzo Giustiniani. Da dove continuerà a controllare il percorso delle riforme. Voce critica e sentinella severa di ogni passaggio della nostra democrazia. A cominciare proprio dalla scelta del suo sostituto. (TESTO INhttp://www.blitzquotidiano.it/opinioni/claudia-fusani-opinioni/napolitano-riforme-fino-in-fondo-controllera-anche-dopo-ultima-promessa-2063177/

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31 décembre 2014 3 31 /12 /décembre /2014 08:42
L’uscita dall’euro! Alcune forze politiche ipotizzano e sostengono l’uscita dall’euro, usando diverse affermazioni. Nessuno di loro suggerisce un’alternativa o una soluzione convincente.


di Rino Impronta

30.12.2014 - E’ di questi giorni la notizia che alcune forze politiche (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia ed altre) ipotizzino e sostengano l’uscita dall’euro, usando diverse affermazioni: “L’Euro è una moneta criminale” (Salvini) e altre definizioni similari. Nessuno di loro suggerisce un’alternativa o una soluzione convincente. Di fatto viene sostenuta la creazione di una nuova moneta, da affiancare all’euro. Forse (certamente) il problema più urgente per il nostro Paese non è l’uscita dall’euro, ma attivare attente politiche industriali, occupazionali, con investimenti mirati allo sviluppo affinché possa ripartire la produzione. Si da per scontato che la priorità spetterebbe ad una efficacia lotta all’evasione. Si può anche affermare che il problema dell’euro, alla fine, è un falso problema: un eventuale ritorno alla lira o ad un’altra moneta, lascerebbe il tempo che trova. Quando nel 1861 fu proclamato il Regno d’Italia, sotto la dinastia sabauda, negli stati preunitari si potevano contare - considerando le sole monete “legali” - 90 specie metalliche, tutte peraltro molto diverse nel conio. Se a queste si aggiungono le specie di monetazioni anteriori, si arriva a circa 270 valute metalliche in circolazione. Dopo l’unificazione si ebbe una sola moneta: la lira. Sono sotto gli occhi di tutti i notevoli danni subiti dall’economia sovietica in queste settimane (conseguenza dei provvedimenti sanzionatori attuati dall’UE, in occasione degli eventi in Ucraina: caduta del rublo, crollo di mercati azionari a Mosca, fuga massiccia di capitali) . Nonostante ciò, Putin ha deciso di non abbandonare il rublo. Il premier greco (Samaras), dopo tanti disastri per la sua economia, ha confermato la permanenza nell’eurozona. Infine, andando indietro di qualche decennio (1992), l’Italia decise di uscire dallo SME (Sistema che cessò di esistere il 31 dicembre 1998, in occasione dell’unione economica monetaria) e ciò provocò una forte recessione per la nostra economia. Si decise comunque di non abbandonare la lira! E’ necessario ricordare anche che in occasione dell’introduzione dell’euro (più in particolare quando furono stabilite le parità dei cambi lira/euro, marco/euro, ecc.), le economie più deboli - come quella italiana – furono fortemente penalizzate. In quella occasione alcuni Paesi rinunciarono di far parte dell’eurozona (vedi l’Inghilterra), altri invece beneficiarono di un cambio molto favorevole (vedi la Germania). A chi invoca l’uscita dall’euro bisogna ricordare il ruolo svolto e che tuttora svolge la Banca d’Italia: ha come obiettivo principale quello di assicurare la stabilità monetaria e la stabilità finanziaria. Viene spontaneo ricordare che non risulta Paese al mondo che faccia ricorso contemporaneamente a due segni monetari. In ambito europeo sono state emanate specifiche leggi, risultato di accordi tra i Paesi aderenti all’eurozona (1998), e per la sua gestione e regolamentazione, è stato creato un organismo sovrano: la BCE. In politica tutti possono dire tutto, però c’è un limite. Parlare alla pancia degli italiani, scontenti, delusi e senza lavoro, è uno sport praticato, assicurando buoni risultati propagandistici. Piuttosto si può rimproverare alle Autorità competenti, che in occasione del change-over (passaggio dalla lira all’euro, gennaio 2002) non posero in atto alcuni controlli previsti dalla normativa emanata in quella circostanza. Di fatto mancò la verifica di un principio sacrosanto: il rispetto, da parte degli operatori del commercio, dell’obbligo di esporre i doppi prezzi (in lire e in euro) per le merci in vendita. Presso le Prefetture furono istituiti degli Osservatori, con il compito di controllare l’andamento dei prezzi. Non vi furono report, multe o provvedimenti a carico dei commercianti, oltre all’accertata scarsa applicazione del predetto principio. Questa inosservanza è stata una concausa (se non proprio la causa scatenante) del precipitare e il degenerare della politica dei prezzi al consumo. Nessuno, a suo tempo, si pose il quesito: come mai i prezzi al consumo, a distanza di sei mesi, risultavano tutti raddoppiati? Perplessità vengono espresse da molti Paesi sull’opportunità di restare nell’Eurozona (vedi il referendum in Scozia, il tentativo della Catalogna, bocciato da Madrid, che ha invocato un cavillo costituzionale). Altre dichiarazioni sono state rilasciate da esponenti del mondo industriale, economico e politico. In particolare il Presidente della BCE (Draghi) ha ribadito che “l’euro è irreversibile e indietro non si torna”. L’ipotesi più remota è un eventuale restyling “dell’area euro”: lasciare nella predetta area solo i Paesi virtuosi. “L’euro resta la moneta unica di una parte dell’EU - ha continuato Draghi – ma se qualche Stato volesse uscire, non sarà certo Francoforte ad impedirlo” .

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24 décembre 2014 3 24 /12 /décembre /2014 15:34

ROYAL MONACO ART- CULTURE - EVENEMENTS - ARISTOCHIC N° 22

ROYAL MONACO – UN QUARTO DI SECOLO

Il marchio e logo Royal Monaco compiono nel 2015 un quarto di secolo. Nel 1990 presentai la richiesta di registrazione all’Amministrazione dei Beni del Principe Ranieri III per proporre una produzione di oggetti volti ad ampliare l’immagine di Monaco in un mercato in piena espansione, come quello giapponese, dove già la sagacia del gioiellere Alberto REPOSSI aveva posto radici in Tokyo al “Jardin de Luseine”, boutique e casa da té nella prestigiosa area di Ginza, diretta da Toshiaki Morohashi; là venivano esposti e commercializzati i bellissimi gioielli ed orologi siglati: Yacht Club de Monaco by Repossi dei quali ero incaricato per la loro commercializzazione. Erano gli anni in cui REPOSSI sponsorizzava anche  il Grand Prix Monte-Carlo Offshore, tragicamente conclusosi il 3 ottobre 1990 con la scomparsa del Campione del Mondo di velocità nautica, Stefano CASIRAGHI.

Si diede inizio, cosi’, ad un forte battage pubblicitario in Giappone del marchio RM, incrementato anche da prodotti di volta in volta sottoposti ad approvazione ed accettati dal  Sovrano monegasco quali champagne, gioielli dei migliori orafi dell’epoca, tra i quali Florian Favre, marocchineria, porcellane della casa Okura e finanche una cravatta di Hermes col logo RM . I prodotti vennero esposti, inoltre, nella boutique Royal Monaco al Le Méridien di Monte Carlo ed al prestigioso hôtel Byblos di St. Tropez . Molte riviste specializzate in prodotti di lusso giapponesi si interessarono al marchio riflettendone interesse al Principato. In quel periodo, qualche tempo prima avevo lanciato anche il marchio Monte Carlo Polo Club, con l’intento di produrre abiti ed accessori portanti questo prestigioso nome sportivo. Vi furono tentativi di appropriazione di entrambi i marchi in Giappone ma non avendo i mezzi finanziari per difenderne i diritti in via legale, molto onerosi nel Pese del Sol Levante, credetti opportuno interrompere i contatti e lasciare decantare la promozione in atto, accontentandomi di far autorizzare la vendita del solo champagne, un Grand Cru, Blanc de Blancs, Grande Réserve, prodotto dalla  Maison Pierre Callot di Avize, Récoltant Manipulant nella regione Champagne: questo nettare fu libato da Mitterand stesso alla sua prima elezione presidenziale in Francia. Oggigiorno noto che il nome Royal Riviera e Monte-Carlo Polo Club vengono ripresi da altri nelle medesime categorie in cui i miei marchi sono registrati e rinnovati da un quarto di secolo. Importa solo che il nome di Monaco e Monte Carlo siano ben rappresentativi del prestigio che il Principato ha saputo accrescere con una sapiente organizzazione e capacità governativa. Royal Monaco ora è divenuto anche il primo blog (Royal Monaco Riviera) del Principato di Monaco divenuto un magazine cartaceo  letto ed apprezzato da molti. Un grande augurio, sincero e cortese ai miei amici ed estimatori.

 

Luigi Mattera

ROYAL MONACO - Un quart de siècle

La marque et le logo Royal Monaco  vont avoir un quart de siècle. En 1990, j'avais présenté la demande d'autorisation de son enregistrement à l'Administration des Biens du PrinceRainier III afin de proposer une production d'articles prestigieux avec l'intention d'élargir l'image de Monaco dans un marché en plein essor, comme le Japon, où déjà la sagacité du bijoutier Alberto REPOSSI avait pris racine à Tokyo au "Jardin de Luseine", boutiques et salon de thé dans le prestigieux quartier de Ginza : là ils avaient exposé et commercialisé les beaux bijoux et montres signés Yacht Club de Monaco by Repossi, dont j'étais en charge de leur commercialisation à l'étranger. Ce sont les années où REPOSSI avait également parrainé le Grand Prix  Offshore de Monte Carlo, tragiquement terminé le 3 Octobre 1990 avec la disparition  du  Champion du Monde de vitesse , Stefano Casiraghi.

Il commença, alors, une forte promotion de la marque RM au Japon, et ses produits avaient également augmenté de temps à autre toujours sous réserve de l'approbation par le Souverain de Monaco, tel que le champagne, les bijoux des meilleurs orfèvres de l'époque, y compris Florian Favre (Bulgari), sacs à main, porcelaines  japonaises de la maison Okura et même une cravate  Hermes avec le logo RM. Les produits avaient également été exposés dans ma boutique Royal Monaco au Le Méridien Beach Plaza de Monte Carlo et au prestigieux Hôtel Byblos à Saint-Tropez. Beaucoup de magazines spécialisés dans les produits de luxe s'étaient intéressés à la marque japonaise et témoignent de l'intérêt porté envers de la Principauté. A cette époque, j'avais également créé et enregistré à Monaco la marque Monte Carlo Polo Club, avec l'intention de produire des vêtements et accessoires portant ce nom de sport prestigieux . Il y avait eu des tentatives d'appropriation des deux marques au Japon mais, n'ayant pas les moyens financiers pour défendre mes droits de manière légale, très chers dans le Pays du Soleil Levant, j'ai pensé que j'avais intérêt  d'arrêter ma promotion  et n'autoriser que les ventes de champagne, un Grand Cru Blanc de Blancs, Grande Réserve, produits par la Maison Pierre Callot, Récoltant Manipulant d'Avize, en Champagne. Aujourd'hui, je remarque que le nom  ROYAL RIVIERA et MONTE CARLO  POLO CLUB  sont actifs en Principauté par d’autres promoteurs dans les mêmes catégories dans lesquelles mes marques avaient été déposées depuis un quart de siècle. Il importe seulement que le nom de Monaco et Monte Carlo soient représentatifs du prestige que la Principauté a pu augmenter avec une organisation idéale et la capacité de son gouvernement. Royal Monaco est aussi devenu le premier blog (ROYAL MONACO RIVIERA) de la Principauté de Monaco édité en papier presse, lu et apprécié par beaucoup de monde. Un grand remerciement, sincère et courtois à mes amis et lecteurs.

 

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24 décembre 2014 3 24 /12 /décembre /2014 13:43

http://issuu.com/royalmonacojournal/docs/rm_dicembre__3_/1

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14 décembre 2014 7 14 /12 /décembre /2014 08:41
La conférence de l'ONU sur le climat à Lima, au Pérou, s'est achevée sur un accord a minima

La conférence de l'ONU sur le climat à Lima, au Pérou, minée par des tensions entre les pays en développement et les pays industrialisés, s'est achevée dimanche 14 décembre sur un accord a minima. Un projet de texte a été adopté, qui porte notamment sur les futurs engagements de réduction des émissions de gaz à effet de serre que prendront chaque pays courant 2015, a annoncé le ministre péruvien de l'environnement, Manuel Pulgar Vidal. Le texte servira de document de base aux négociations préalables au grand sommet de Paris prévu fin 2015.

Objectifs chiffrés, champs d'activité couverts, année de référence… « Les informations doivent être précises et comparables pour évaluer l'effort de chacun et dire s'il est suffisant pour contenir le réchauffement au-dessous de 2 °C », confiait au Monde Romain Benicchio d' Oxfam avant la conclusion de l'accord, en redoutant que les discussions ne se terminent par un menu à la carte, « ni transparent, ni lisible ».

DÉFIANCE DU SUD

Autre point de discorde, la différenciation entre pays développés et en voie de développement, que certains pays très pollueurs veulent maintenir. La Convention de l'ONU sur le climat de 1992 reconnaît « une responsabilité commune mais différenciée » pour ces deux catégories de pays. Chine et Inde en tête, désormais le premier et le quatrième émetteurs de GES, plaident pour un statu quo, considéré comme inacceptable par les Etats-Unis et l'Union européenne, notamment.

L'aide aux pays du Sud pour faire face au réchauffement est enfin un sujet de grande défiance. Certains pays, notamment la Chine, le Bresil, le Mexique, l'Arabie Saoudite et la Bolivie (qui préside le groupe G77) exigent plus de visibilité sur la manière de tenir la promesse que le Nord a faite en 2009 d'atteindre 100 milliards de dollars d'aide annuelle en 2020. Pour l'instant, le Fonds vert pour le climat a été capitalisé à hauteur de 10,2 milliards de dollars.

par: Le Monde

La conférence de l'ONU sur le climat à Lima, au Pérou, s'est achevée sur un accord a minima

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11 décembre 2014 4 11 /12 /décembre /2014 08:05

SEGRETO DI STATO. LUCE SULLA STAGIONE STRAGISTA. GIAMPIERO MASSOLO (direttore del Dis): CON LA “DIRETTIVA RENZI” ATTI CONSULTABILI CON DECENNI DI ANTICIPO. “I documenti (trasmessi all’Archivio di Stato) contribuiscono alla conoscenza vera dei fatti per riconciliarsi con il passato e guardare al futuro”. La documentazione dei Servizi Segreti riguarda la stagione stragista: Piazza Fontana a Milano (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), Piazza della Loggia a Brescia (1974), l'Italicus (1974), Ustica (1980), Stazione di Bologna (1980), Rapido 904 (1984). Si tratta di 1.500 documenti, 1.500 fascicoli per complessive 50mila pagine che potranno essere consultate da studiosi, giornalisti e cittadini.

Roma, 10 dicembre 2014. ''Non vi troverete, e non ci troveremo, notizie sensazionali. Ma le migliaia di documenti che da oggi ogni semplice cittadino potrà consultare contribuiranno a una ricostruzione più compiuta, a una conoscenza vera dei fatti e potranno dare forma a un processo di riconciliazione con il passato in grado di farci guardare, finalmente, al futuro. Anche quello del lavoro del Comparto dell'Intelligence nazionale che, ci auguriamo, anche grazie a questa operazione potrà essere meglio conosciuto da tutti, al di là delle ombre e delle nebbie che lo hanno da sempre avvolto''. E' quanto afferma il direttore del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo, in una testimonianza raccolta dawww.sicurezzanazionale.gov.it, il sito del Comparto Intelligence, in merito al versamento all'Archivio Centrale dello Stato della documentazione dell'Intelligence riguardante la stagione stragista. ''Restituire i colori, le sfumature, ma anche le parole al grigio rumorosamente silenzioso in cui sono state avvolte le vicende che, negli scorsi decenni, hanno segnato la storia del Paese -spiega Massolo- restituire la voce alle istituzioni che quelle vicende hanno dovuto trattare, confrontandosi con il dolore di tutti coloro che le hanno vissute, il sensazionalismo di alcuni di coloro che le hanno raccontate, le contrapposizioni storiche, politiche e sociali dell'epoca". "Restituire loro la voce e metterla a disposizione dei cittadini perché, citando Camus, l'assurdo -e l'incomprensione- nascono soprattutto dal confronto tra le domande dell'uomo e il silenzio del mondo (e delle Istituzioni): è questa la direzione, lo spirito con il quale il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica versa migliaia di documenti, relativi alle vicende dei cosiddetti 'anni di piombo', all'Archivio centrale dello Stato, affinché studiosi, giornalisti, cittadini possano consultarli, grazie all'applicazione della direttiva Renzi, con decenni di anticipo''. ''Quanto avviene in questi giorni non è solo l'applicazione di una norma -rimarca Massolo- da tempo trasparenza e apertura sono divenuti punti qualificanti del lavoro del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. Nel momento in cui la legge di riforma del 2007 ha stabilito che gli archivi del Comparto dovessero essere considerati storici e, di conseguenza, divenire parte della memoria italiana, la nostra intelligence si è proiettata nel futuro''. ''Un futuro -sottolinea il direttore del Dis- in cui ogni singolo atto di coloro che vi lavorano potrà essere letto, studiato, interpretato dalle generazioni future. Un punto di non ritorno che non solo rinnova, con forza, la visione di un'intelligence al servizio del cittadino ma che sposa un binomio ormai indissolubile, in quello che potremmo definire un nuovo corso: la trasparenza dell'intelligence rafforza la democrazia. E la trasparenza è stata la caratteristica che più di ogni altra ha contraddistinto il lavoro di tutto il personale degli archivi del Sistema, in uno scambio continuo con il ministero dei beni culturali e la sovrintendenza dell'Archivio centrale dello Stato''. ''Trasparenza e velocità -fa notare l'ambasciatore- perché lo scorso aprile spiegavamo la complessità dell'intero processo di versamento e oggi, dopo poco più di sette mesi, possiamo già leggere parte dei documenti oggetto dell'intera operazione. Criteri scientifici, velocità ma senza dimenticare la precisione, trasparenza... questo il lavoro svolto da tutti noi in questi mesi per raccontarvi un pezzo di storia del nostro Paese nel rispetto del dolore di chi l'ha vissuto e del dovere di rendere un contributo di tale importanza alla memoria nazionale''. (AdnKronos)

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SEGRETO STATO: 'DECLASSIFICATE' LE STRAGI, AD ARCHIVIO DELLO STATO LE PAGINE SEGRETE DEGLI 007. Migliaia documenti a disposizione di studiosi, giornalisti e cittadini grazie a 'versamento' anticipato in Archivio centrale dello Stato- Roma, 10 dicembre 2014. L'operazione trasparenza voluta dal premier Matteo Renzi mette a segno un passo decisivo. E' cominciato il 'versamento' all' Archivio Centrale dello Stato della documentazione dei Servizi Segreti riguardante la stagione stragista: Piazza Fontana a Milano (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), Piazza della Loggia a Brescia (1974), l'Italicus (1974), Ustica (1980), Stazione di Bologna (1980), Rapido 904 (1984). Si tratta di 1.500 documenti, 1.500 fascicoli per complessive 50mila pagine che potranno essere consultate da studiosi, giornalisti e cittadini. Oggi all'Archivio dell'Eur, a Roma, è stato trasferito il 15% circa dei faldoni: l'attività di versamento proseguirà quindi gradualmente per concludersi entro il 2015. Mettere migliaia di fascicoli e documenti a disposizione di cittadini, studiosi, giornalisti anticipando in modo significativo i tempi di versamento all'Archivio centrale dello Stato, e farlo nella maniera più accurata e basata su criteri scientifici condivisi con il ministero dei beni delle attività culturali e del turismo, comporta un lavoro complesso e minuzioso che, dal 22 aprile 2014 -giorno della firma della direttiva del premier - ha coinvolto il personale degli archivi degli organismi di Informazione per la sicurezza. Un lavoro che grazie all'attenzione del presidente del Consiglio, dà compimento a un percorso iniziato con la legge 124/2007, che ha riformato il sistema di intelligence nazionale e ha stabilito, tra l'altro, che la documentazione presente nei suoi archivi sia parte integrante del patrimonio culturale del Paese. Con questa direttiva ciò che, per anni, è stato immaginato e percepito come nascosto, o sistematicamente preservato agli occhi dell'opinione pubblica, è entrato ufficialmente a far parte della memoria storica nazionale e come tale è stato reso disponibile a quanti vogliano comprendere alcuni dei più tragici eventi della storia della Repubblica italiana. Un lavoro che non si esaurisce qui. I fascicoli, e i documenti in essi contenuti, disponibili da oggi per la consultazione in formato digitale presso l'Archivio centrale dello Stato costituiscono solo la prima fase di un versamento che continuerà nel corso del 2015. L'operazione trasparenza voluta dal premier Matteo Renzi mette a segno un passo decisivo. E' cominciato il `versamento´ all'Archivio Centrale dello Stato della documentazione dei Servizi Segreti riguardante la stagione stragista, da Piazza Fontana al Rapido 904. Si tratta di 1.500 documenti, 1.500 fascicoli per complessive 50mila pagine che potranno essere consultate da studiosi, giornalisti e cittadini. Oggi all'Archivio dell'Eur, a Roma, è stato trasferito il 15% circa dei faldoni: l'attività di versamento proseguirà quindi gradualmente per concludersi entro il 2015. Mettere migliaia di fascicoli e documenti a disposizione di cittadini, studiosi, giornalisti anticipando in modo significativo i tempi di versamento all'Archivio centrale dello Stato, e farlo nella maniera più accurata e basata su criteri scientifici condivisi con il ministero dei beni delle attività culturali e del turismo, comporta un lavoro complesso e minuzioso che, dal 22 aprile 2014 -giorno della firma della direttiva del premier - ha coinvolto il personale degli archivi degli organismi di Informazione per la sicurezza. Un lavoro che grazie all'attenzione del presidente del Consiglio, dà compimento a un percorso iniziato con la legge 124/2007, che ha riformato il sistema di intelligence nazionale e ha stabilito, tra l'altro, che la documentazione presente nei suoi archivi sia parte integrante del patrimonio culturale del Paese. Con questa direttiva ciò che, per anni, è stato immaginato e percepito come nascosto, o sistematicamente preservato agli occhi dell'opinione pubblica, è entrato ufficialmente a far parte della memoria storica nazionale e come tale è stato reso disponibile a quanti vogliano comprendere alcuni dei più tragici eventi della storia della Repubblica italiana. Un lavoro che non si esaurisce qui. I fascicoli, e i documenti in essi contenuti, disponibili da oggi per la consultazione in formato digitale presso l'Archivio centrale dello Stato costituiscono solo la prima fase di un versamento che continuerà nel corso del 2015. Nei documenti che verranno resi disponibili non si troveranno documenti già coperti dal `segreto di Stato´. Per legge, infatti -si legge su www.sicurezzanazioanle.gov.it, il sito del Comparto Intelligence, il segreto di Stato non può riguardare informazioni relative ad atti terroristici, stragi e eventi di mafia. Inoltre bisogna ricordare che le procure, negli anni, hanno indagato su ogni singolo evento e hanno già potuto accedere a quanto contenuto nei fascicoli che ora divengono pubblici, così come le Commissioni parlamentari di inchiesta che hanno, nel tempo, acquisito la documentazione dell'intelligence. Nei documenti versati si potrà ritrovare la memoria di un Paese scosso da gravissime vicende, un atto dovuto da una Repubblica ormai matura nei confronti di quanti hanno vissuto e subito quegli eventi in tutta la loro tragicità. Una memoria esposta senza alcuna remora, ma sempre nel rispetto della sicurezza nazionale garantita tramite l'apposizione di interventi grafici (obliterazioni) a tutela di singole informazioni che sono ancora sensibili. Si tratta di interventi effettuati allo scopo di rendere i documenti immediatamente fruibili nel rispetto della normativa dei Beni culturali che stabilisce specifiche decorrenze per la consultabilità dei documenti contenenti dati relativi alla politica estera e interna dello Stato e alla sfera personale. Se la modalità di protezione tramite obliterazioni non fosse stata attuata, i tempi per la consultabilità dei documenti sarebbero stati notevolmente più lunghi. «Il versamento all'Archivio centrale dello Stato -scrivono gli 007 sul sito del Comparto Intelligence- è un momento molto importante per la storia del nostro Paese. Anche la documentazione prodotta oggi dagli organismi di intelligence diventerà un giorno storia e come tale verrà letta, analizzata e interpretata dalle generazioni a venire. E siamo tutti parte di questa storia». (Adnkronos)

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SEGRETO DI STATO: DA PIAZZA FONTANA A RAPIDO 904, I DOCUMENTI 007 CHE VERRANNO RESI PUBBLICI. Comparto Intelligence versa gli atti all’Archivio Stato. Si potrà consultare l’intero corpus - Roma, 10 dicembre 2014. La 'regola d'ingaggio' dettata da Matteo Renzi è: trasparenza. Per consentire la ricostruzione storica di alcuni dei gravissimi fatti che hanno segnato la storia italiana dalla fine degli anni Sessanta alla metà degli anni Ottanta, con la direttiva del 22 aprile 2014 il presidente del Consiglio ha stabilito il versamento straordinario anticipato all'Archivio centrale dello Stato della documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell'Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli Organismi di intelligence e delle Amministrazioni centrali dello Stato. Il versamento della documentazione degli organismi Intelligence all'Archivio centrale dello Stato, avviato il 5 dicembre scorso, proseguirà con gradualità e sarà concluso entro il 2015. Saranno versate in prima istanza, e anch'esse con gradualità, le serie archivistiche e in ultimo i singoli fascicoli conservati in serie documentarie diverse. Al termine di tutte le attività di versamento si potrà consultare l'intero corpus documentario relativo a tutti gli eventi citati dalla direttiva. Per quanto riguarda il Dis, i primi versamenti riguarderanno la Serie 2113 - Attentati contro cose e persone (1978-1993) proveniente dall'Archivio Istituzionale. Per quanto concerne l'Aise saranno versate serie e fascicoli conservate in archivi diversi. In prima istanza, e con gradualità, sarà versata la Serie 1.5 - Sabotaggi-Attentati (1964-1985) del Raggruppamento Centri. Quanto all'Aisi, sarà versata integralmente la Serie H.1 - Attentati in Italia (1978-1995) e in prima istanza, parzialmente la sottoserie Eventi. Per quanto concerne il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, la direttiva del presidente del Consiglio ha assegnato ad una apposita 'Commissione interorganismi di elevato profilo', nominata dal Direttore generale del Dis, il ruolo di indirizzare e di coordinare le operazioni preordinate al versamento all'Archivio centrale dello Stato. La Commissione, d'intesa con il ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, secondo quanto previsto dalla citata direttiva, ha provveduto a definire i criteri di selezione della documentazione di pertinenza di Dis, Aise e Aisi sulla base dei principi archivistici, come definiti dalla normativa generale e dalla dottrina. Ciò al fine di mantenere i documenti nell'originario contesto di produzione e di salvaguardare l'integrità dei fascicoli e, per quanto possibile, delle serie archivistiche. Seguendo il criterio base indicato dalla Commissione, il Dis ha individuato per il versamento all'Archivio centrale dello Stato la Serie 2113 Attentati contro cose e persone così come si è sviluppata dall'origine (1978) fino al 1993, anno in cui si verifica una cesura dal punto di vista archivistico determinata dalla revisione del titolario allora in uso. Nella Serie 2113 sono presenti 3 dei 9 eventi indicati dalla direttiva del 22 aprile 2014, ovvero le stragi di Peteano (1972) della Stazione di Bologna (1980)- comprese nel primo versamento - e del Rapido 904 (1984), quest'ultima oggetto di un versamento successivo. I fascicoli relativi agli altri eventi sono conservati in serie diverse e saranno oggetto di versamento secondo il criterio di selezione per singoli fascicoli. La serie documentaria in parola fa parte dell'Archivio Istituzionale, che, nell'assetto organizzativo derivante dalla legge n. 801/1977, era l'archivio primario della Segreteria generale del Cesis. Il Raggruppamento Centri, attivo con alcune discontinuità dal 1944 al 1996, trasversalmente alle diverse denominazioni assunte dal Servizio di intelligence militare dal Sifar al Sid fino al Sismi, fungeva da raccordo tra le strutture periferiche (denominate appunto Centri) e lo Stato Maggiore della Difesa. Seguendo il criterio base indicato dalla Commissione di alto profilo, l'Aise ha selezionato per il versamento all'Archivio centrale dello Stato la Serie 1.5 Sabotaggi - Attentati dell'archivio dell'ex Raggruppamento Centri comprendente i fascicoli impiantati in un arco cronologico che va dal 1964 fino al 1985, anno in cui si colloca una cesura dal punto di vista archivistico segnata dall'introduzione di un titolario d'archivio unico per il Servizio. La serie comprende 6 dei 9 eventi indicati dalla direttiva del 22 aprile 2014, ovvero le stragi di Piazza Fontana a Milano (1969), di Peteano (1972), di Piazza della Loggia a Brescia (1974) e dell'Italicus (1974) - comprese nel primo versamento - e quelle della Stazione di Bologna (1980) e del Rapido 904 (1984) che saranno oggetto di un versamento successivo. L'Aisi in attuazione della direttiva del presidente del Consiglio del 22 aprile 2014, ha individuato la Serie H.1 Attentati in Italia, comprendente fascicoli impiantati in un arco cronologico compreso tra il 1978 e il 1995, anno in cui si colloca una riorganizzazione archivistica interna che ha determinato la chiusura della serie. La serie è articolata in due partizioni: · H.1 Aree territoriali, nei cui fascicoli la documentazione relativa agli attentati è organizzata su base territoriale, che comprende anche un fascicolo Generale; · H.1 Eventi, composta da fascicoli riferiti ai singoli eventi distinti per anno. La serie comprende 3 dei 9 eventi indicati dalla direttiva del 22 aprile 2014, ovvero le stragi dell'Italicus (1974) e della Stazione di Bologna (1980) - comprese nel primo versamento - e quella del Rapido 904 (1984), che sarà oggetto di un versamento successivo. Il primo versamento effettuato dall'Agenzia interesserà una parte dei fascicoli appartenenti alla partizione H.1 Eventi a cui seguiranno, nel corso del 2015 i versamenti delle restanti partizioni. L'organizzazione dei file immagine ricalca l'organizzazione fisica dei fascicoli e delle carte contenute. Per ogni fascicolo, dunque, è stata effettuata la riproduzione digitale della copertina, dell'indice, dei documenti registrati, dei relativi allegati e di ogni altra tipologia di documentazione cartacea contenuta. Ad ogni documento, così come registrato nell'indice del fascicolo, corrisponde un file Pdf. In presenza di una pluralità di esemplari di uno stesso documento si è scelto, in linea generale, di riprodurne uno solo al fine di non appesantire la consultazione. In presenza di annotazioni manoscritte sono invece stati acquisiti digitalmente tutti gli esemplari. Per quanto riguarda la documentazione a corredo o la rassegna stampa è stato creato un file Pdf per ciascuna delle sottounità in cui tale documentazione è organizzata all'interno del fascicolo. Per quanto concerne le specifiche tecniche, i file immagine, conformemente agli standard indicati dall'Archivio centrale dello Stato, sono stati acquisiti con una definizione di 300 dpi in modalità scala di grigio, riservando la modalità colore, ed eventualmente una definizione maggiore, solo al materiale fotografico e grafico o a documenti deteriorati e di difficile lettura. La nomenclatura dei file di ciascun documento comprende la sigla dell'Organismo (Dis, Aise o Aisi) che versa, il codice identificativo della serie, il numero di corda del fascicolo, il numero del sottofascicolo o della unità fisica di conservazione ove presente, il numero del documento secondo l'ordine di archiviazione creando così una corrispondenza perfetta tra i fascicoli cartacei e la riproduzione digitale degli stessi. (AdnKronos)

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10 décembre 2014 3 10 /12 /décembre /2014 10:48
Nouveau contrat sur l’eau entre la Ville de Menton et Orfeo

Nouveau contrat sur l’eau entre la Ville de Menton et Orfeo

Lundi 8 décembre, la Ville de Menton et la société Veolia ont signé le nouveau contrat de Délégation de Service Public (DSP) d’eau potable. Un contrat qui prévoit plusieurs avantages pour les administrés du Mentonnais : tarif à la baisse, contrôle-qualité renforcé mais aussi une proximité toujours plus forte avec l’usager. Cet ancrage territorial s’est concrétisé de la meilleure des façons avec l’inauguration dans le même temps de la nouvelle agence locale de la société, qui portera le joli nom d’Orfeo – Eaux de la Riviera.

Il est un peu plus de 16 heures quand une cinquantaine de personnes se retrouve devant l’agence prête à dévoiler ses nouvelles couleurs, inspirées du bleu de l’eau et de celui de Menton (d’où le nom rappelant le mythe d’Orphée cher à Jean Cocteau). Les salariés et leurs directeurs, des élus du conseil municipal de Menton et des chefs de service se regroupent aux côtés des personnalités qui se succèdent pour les discours. Tous ont répondu présents à l’invitation de Veolia et de la commune de Menton, représentées respectivement par le directeur régional Alain Grossmann et par le Député-Maire Jean-Claude Guibal. Henri Adonto, le président du Syndicat Intercommunal des Eaux Des Corniches et du Littoral (SIECL), était également présent.

Prenant la parole le premier, M. Grossmann, qui avait fait le déplacement depuis Marseille, a remercié ses équipes avant de résumer les points forts du nouveau contrat passé entre la Ville et sa société : « nous avons baissé notre rémunération de l’ordre de 20% environ, ce qui engendrera une diminution du prix de l’eau pour le consommateur. Mais ce n’est pas tout. Sans surcoût, nous allons renforcer la surveillance de la qualité de l’eau par de nouveaux points de contrôle sur notre réseau. ». En conclusion, le directeur régional a insisté sur « l’engagement local encore plus fort » des bureaux Orfeo-Eaux de la Riviera, « qui bénéficieront de tout le savoir-faire de Veolia ». Et d’illustrer concrètement son propos : « en plus d’un espace ludo-pédagogique pour sensibiliser les enfants à une consommation responsable de l’eau et à la préservation de la ressource, nous instaurerons des "chèques eau" pour les plus démunis, en lien avec le CCAS de Menton ».

Ce message de proximité a trouvé un écho favorable auprès de Jean-Claude Guibal qui s’exprima à son tour. « A Menton, nous sommes attachés aux partenariats tel que celui, de longue date, que nous avons noué avec Veolia. Parce qu’ils sont marqués du sceau de la confiance et s’engagent au cœur du tissu local. Vous connaissez parfaitement le terrain et les Mentonnais tiennent logiquement à cette proximité » a notamment déclaré le Député-Maire à l’égard des salariés. Puis s’adressant au directeur régional : « Nous sommes également sensibles aux efforts que vous avez faits en matière de rémunération et de qualité, ainsi qu’à ceux, que nous partageons, visant à protéger nos ressources en eau. » Revenant sur la baisse du prix de l’eau, de l’ordre d’un peu plus de 20 centimes par mètre cube, le premier magistrat a souligné qu’elle était à mettre en perspective avec « la tendance à la hausse de la plupart des autres taxes sur l’énergie, qui s’accompagne de moins en moins d’une proximité de service ».

Au contraire du nouvel Orfeo-Eaux de la Riviera donc, dont l’agence fut inaugurée à l’issue de ces discours, avant la signature officielle de la convention de Délégation de service public. Un nouveau chapitre s’ouvre ainsi dans la longue histoire commune entre Veolia et Menton.

Crédit Photos :

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Les officiels posent devant l’agence Veolia mise aux nouvelles couleurs de la marque locale Orfeo-Eaux de la Riviera

(crédits : DR/Ville de Menton)

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Peu après l’inauguration, Jean-Claude Guibal, Député-Maire de Menton (à gauche), et Alain Grossmann, directeur Régional de Veolia (à droite), ont signé la nouvelle convention de DSP eau entre la Ville de Menton et la société, en présence d’Henri Adonto, président du SIECL

(crédits : DR/Ville de Menton)

Nouveau contrat sur l’eau entre la Ville de Menton et Orfeo

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10 décembre 2014 3 10 /12 /décembre /2014 10:27

Sono i magnati del web a dominare l'elenco dei 100 uomini più influenti nel settore dei media stilato dal Guardian. In testa Larry Page e Mark Zuckerberg.

LONDRA, 8 dicembre 2014. Sono i magnati del web a dominare l'elenco dei 100 uomini più influenti nel settore dei media stilato dal Guardian. Primo in classifica è Larry Page, l'amministratore delegato di Google, mentre al secondo c'è Mark Zuckerberg di Facebook, che per la prima volta entra nella speciale 'hit'. In sesta posizione si trova ancora Dick Costolo, il 'boss' di Twitter. Come sottolinea il Guardian, i manager dei colossi web continuano ad essere figure dominanti nonostante gli scandali e le critiche che hanno colpito le loro società, soprattutto dopo le rivelazioni nel Datagate fatte dall'ex analista della Cia Edward Snowden. Si può dire che però i rappresentanti dei media 'tradizionali' si difendono. Il direttore generale della Bbc, Tony Hall, occupa il quarto posto, mentre il magnate dell'editoria Rupert Murdoch è al settimo. Fra i rappresentanti del mondo della musica e dello spettacolo, ci sono la cantante Taylor Swift, al decimo posto, e l'attore Benedict Cumberbatch al 50esimo.

(ANSA)

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8 décembre 2014 1 08 /12 /décembre /2014 15:26
Nasce a  Ventimiglia l'associazione Italia-Israele

Ventimiglia – E' nata a Ventimiglia l'associazione Italia-Israele. La cerimonia di presentazione si è svolta, sabato pomeriggio (6 dicembre), al Caffè “Noir”, di via Matteotti, alla presenza dei fondatori: Maria Teresa Anfossi (Presidente); Lidia Naso (vice presidente), Mario Raimondo, Salvatore Visconti e Jacob Choukroun. Ospiti: Carlo Benigni, presidente nazionale delle associazioni Italia-Israele e l'ex presidente della Comunità Ebraica di Montecarlo, Witfrow Hirsch, con la moglie Marinette. “Questa associazione nasce per far conoscere il popolo di Israele dal punto di vista culturale - spiega Lidia Naso –. Siamo apolitici e apartitici. Per questo motivo non vogliamo entrare nel merito del discorso riguardante la guerra israelo-palestinese”. Obiettivo, dunque: far conoscere Israele, il suo territorio, la sua lingua e le sue tradizioni. “Oltre che dalla politica – ancora Lidia – siamo distanti anche dalla religione. In quanto laici, possono entrare a far parte dell'associazione sia ebrei che cattolici. Il nostro impegno si svilupperà con l'organizzazione di conferenze e tavole rotonde, portando la testimonianza di persone che, ad esempio, hanno vissuto in prima persona, o anche indirettamente, la Shoah”. Concludono gli organizzatori: “Il popolo ebraico ha una cultura e un know how di immenso valore ed è giusto promuoverlo, questo perchè quello israeliano è un popolo non solo militare, ma che è riuscito a creare un paradiso dal deserto, dove qualsiasi persona, cresce conoscendo almeno tre o quattro lingue straniere”.

Fabrizio Tenerelli

Nasce a  Ventimiglia l'associazione Italia-Israele

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4 décembre 2014 4 04 /12 /décembre /2014 07:11
EVER MONACO accueillera les secteurs de la mobilité et des énergies en mars 2015

EVER MONACO accueillera les secteurs de la mobilité et des énergies en mars 2015

by IMEDD MONACO, under BORNES DE RECHARGE, ENERGIES, ENTREPRISES, MOBILITE, ON THE MOVE

EVER MONACO associe depuis sa création en 2006, la promotion de deux piliers fondamentaux du développement durable que sont l’énergie et la mobilité.

Développer l’utilisation des énergies renouvelables, en même temps que l’efficacité énergétique, constitue le premier volet de « EVER 2015 ». Le second étant celui de la mobilité plus propre, caractérisée par la montée en puissance des transports individuels, des véhicules électriques et hybrides. Du 31 mars au 2 avril 2015 se dérouleront au Grimaldi Forum, avec le soutien notamment du Gouvernement Princier, de la Fondation Prince Albert II et de la Société Monégasque de l’Electricité et du Gaz, des conférences scientifiques sur ces thématiques réunissant chercheurs, universitaires, étudiants et responsables d’entreprises ainsi que des ateliers et tables rondes ouverts gratuitement au public.

Seront notamment abordés les thèmes suivants : production et consommation de l’électricité d’origine renouvelable, l’état des lieux et potentiel et développement des énergies marines…Du côté de la mobilité seront évoquées la Mobilité durable en milieu urbain et suburbain ainsi que la mobilité pour les longs trajets:
Le Club français des voitures écologiques, qui réunit des parlementaires, élus locaux et personnalités politiques de toutes tendances autour des acteurs économiques participera aux tables rondes de « EVER 2015 » le mardi 31 mars et traitera en outre le thème « Quelles innovations en faveur des véhicules écologiques ? ». Creuset de l’innovation dans ces domaines et de la diffusion des bonnes pratiques, EVER accueillera comme à l’accoutumé les rencontres « Monaco Jeunesse et Développement Durable ».
Le « Village Durable » présentera des stands d’exposants des énergies renouvelables, propices aux rencontres professionnelles et accueillera la finale du concours METHA EUROPE 2015 organisé par les Écoles des Mines. EVER sera enfin l’occasion de présenter et d’essayer les derniers produits de l’industrie automobile en matière de véhicules électriques.

Pour plus d’informations : rendez-vous sur www.ever-monaco.com
Contacts :
Commissaire de l’événement : MC2D : Ariane Favaloro arianefavaloro@ever-monaco.com
Responsable des Tables Rondes : H&P Conseils : Hubert Plateaux – hubertplateaux@ever-monaco.
com

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18 novembre 2014 2 18 /11 /novembre /2014 08:22
Union de la Presse Francophone: Non à la langue de bois !

Non à la langue de bois !

Plus que quelques jours avant l’ouverture officielle des 43es
Assises de la presse francophone. Nous l’avons déjà dit ici :
ce seront les assises du renouveau.
Renouveau parce que voilà plus de quatre ans que les dernières
assises s’étaient refermées à Rabat, en juin 2010. Bien qu’elles
aient été un vrai succès, elles ont été suivies d’une période d’inactivité et de sommeil pour notre organisation. Il était temps de la réveiller.
Renouveau parce que nous avons remis au cœur de l’UPF les principes qui sont les siens : indépendance, liberté, transparence.
Renouveau parce que nous voulons renouer avec les missions de base de notre association : être utiles aux médias et aux journalistes francophones. Apporter l’intelligence de l’élaboration collective. Devenir une référence pour toute la presse et pour chaque journaliste francophones.
On nous parle partout des perspectives de développement du nombre de locuteurs français. Mais pas de développement du français sans développement des médias francophones ! Et pour cela, quelles mesures mettre en œuvre ? Quelle place pour les jeunes dans le cadre des médias numériques, qui sont à l’évidence une des voies d’avenir des médias ?
Ce sont ces questions dont nous débattrons du 19 au 22 novembre à Dakar. 300 participants venant de 35 pays débattront de ces questions.
Les tables rondes ont été composées avec ce souci d’une large place au débat. Pas de langue de bois ! Notre responsabilité est de ne pas « tourner autour du pot », et de dire ce qui est important pour construire cet avenir des médias francophones dont a besoin la francophonie pour son propre développement.
En même temps que les débats, l’UPF vous présente un site complètement refondu (www.presse-francophone.org). Nous sommes également présents sur Facebook (Union de la Presse francophone. Page officielle) et sur Twitter (<#presse-francophone>)
L’Upf se dépoussière ! Mais la réussite de cet époussetage dépend de vous !

Jean Kouchner
Secrétaire général International

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12 novembre 2014 3 12 /11 /novembre /2014 13:12
PATTO TRA GIGANTI: STORICO ACCORDO TRA USA E CINA SULLE EMISSIONI DI GAS SERRA

PATTO TRA GIGANTI: STORICO ACCORDO TRA USA E CINA SULLE EMISSIONI DI GAS SERRA

Mercoledì, 12 Novembre 2014

Cina e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo sulle emissioni inquinanti oggi a Pechino durante un vertice bilaterale tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Pechino si impegna a raggiungere il picco delle emissioni di CO2 "attorno al 2030", mentre gli Stati Uniti promettono di tagliare il totale delle emissioni di gas serra a partire dal 2025 in una percentuale compresa tra il 26% e il 28% rispetto ai valori raggiunti nel 2005. La decisione è stata annunciata durante una conferenza stampa congiunta dei due leader che si è tenuta nella Grande Sala del Popolo, su piazza Tiananmen. Da lunedì Obama è a Pechino per partecipare al vertice dei leader dei Paesi Apec (Asia-Pacific economic cooperation) conclusosi ieri. Al termine del meeting, i due capi di Stato avevano dato il via ai colloqui bilaterali, dopo che Obama era stato ricevuto da Xi Jinping a Zhongnanhai, il palazzo presidenziale cinese. Il presidente americano ha commentato l'accordo come una "pietra miliare" nella relazioni tra Cina e Stati Uniti che "mostra cosa è possibile fare quando si lavora insieme su un cambiamento globale urgente".
La Cina si è impegnata anche ad aumentare la percentuale di energia prodotta non da combustibili fossili al 20% del totale del proprio mix energetico entro il 2030, più che raddoppiando i valori dello scorso anno, quando era attorno al 10%. In base al nuovo accordo, Pechino dovrà sviluppare mille gigawatt di energia pulita da fonti rinnovabili e dal nucleare, entrambi settori in forte espansione nel Paese. L'accordo sulle emissioni tra le prime due economie del mondo arriva a pochi mesi dalla conferenza sul clima di Parigi 2015, in cui verranno discussi gli obiettivi per la riduzione delle emissioni e del cambiamento di paradigma nel panorama di produzione e consumo energetico da parte della comunità internazionale, come concordato a Durban, in Sudafrica, nel 2011. In vista dell'appuntamento del prossimo anno e della conferenza di Lima sul clima di dicembre, l'Unione europea aveva deciso il mese scorso un taglio delle emissioni inquinanti entro il 2030 del 40% rispetto ai valori del 1990. Cina e Stati Uniti sono responsabili della produzione di circa il 45% delle emissioni di CO2 prodotte al mondo.
Per la prima volta, lo scorso anno, il Paese guidato da Xi Jinping aveva superato l'Ue nel volume di emissioni pro-capite: 7,2 tonnellate contro 6,8, secondo i calcoli del Global carbon project, equipe di scienziati internazionali fondata nel 2001. L'accordo di oggi rappresenta la prima volta che la Cina fissa una data, seppure approssimativa, per il raggiungimento del picco delle emissioni. Fino a oggi Pechino, infatti, si era sempre impegnata al raggiungimento del picco "il prima possibile". Al Climate summit delle Nazioni Unite di New York di settembre, il vicepremier esecutivo cinese, Zhang Gaoli aveva dichiarato che dal governo cinese sarebbero emerse indicazioni sul raggiungimento del picco prima della conferenza di Parigi del prossimo anno. Obama aveva sottolineato i risultati raggiunti dal Climate action plan statunitense e aveva chiesto la collaborazione di tutte le maggiori economie del mondo per evitare i danni derivanti dai cambiamenti climatici.
Tra le prime reazioni all'accordo di oggi c'è quella di Greenpeace east Asia che segnala un "chiaro senso di responsabilità collettiva" attorno al tema dei cambiamenti climatici, anche se - spiega Li Shuo, Senior climate and energy campaigner dell'associazione - "c'è una grande aspettativa di maggiore ambizione da parte di queste due economie, le cui proiezioni di emissioni determinano la risposta globale al cambiamento climatico".
Immediata la replica dei repubblicani americani all'annuncio fatto da Pechino dal presidente Obama. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha spiegato: "Questo progetto irrealistico, che il presidente scaricherà al suo successore, comporterà di certo prezzi più alti per l'energia e molti meno posti di lavoro". Per poi aggiungere che la "guerra ideologica del presidente contro il carbone" aumenterà "la pressione sulle famiglie della classe media e i minatori in difficoltà".
"E' il momento di maggiore ascolto e di meno burocrazia che distrugge l'occupazione - ha concluso McConnell, arrivato alla guida del Senato alle elezioni di midterm dello scorso 4 novembre - alleggerire il peso creato dalle norme dall'Epa (Agenzia per la protezione ambientale) continuerà ad essere una priorità per me nel nuovo Congresso".

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11 novembre 2014 2 11 /11 /novembre /2014 07:00

ROYAL MONACO N°21 - OCTOBRE/NOVEMBRE 2014

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10 novembre 2014 1 10 /11 /novembre /2014 17:50

AVVISO AI LETTORI:

IL COSIDDETTO INSERTO DEL MAGAZINE BORDIGOTTO CHE CIRCOLA DA QUALCHE MESE NEL PRINCIPATO DI MONACO, DOPO AVER LETTERALMENTE IMITATO IL ROYAL MONACO, MARCHIO E LOGO REGISTRATI CON RINNOVI DECENNALI E PRIMO GIORNALE WEB TRADOTTO IN CARTACEO, E DOPO AVER INVIATO EMAILS A DESTRA ED A MANCA AFFERMANDO CHE PUBBLICHERA' 30.000 (TRENTAMILA) COPIE DA SPEDIRE IN RUSSIA (SIBERIA?), ORA IMITA, OLTRE ALLE DIMENSIONI E PRESENTAZIONE DEL ROYAL MONACO, ANCHE LA QUALITA' DELLA CARTA TRANSLUCIDA PER DIFFERENZIARSI DALL'EDIZIONE BORDIGOTTA LA QUALE, DOPO AVER CAMBIATO UNA PRIMA DENOMINAZIONE IMPROPRIA,ORA SI FAREBBE PASSARE QUALE GIORNALE UFFICIALE ITALIANO IN MONTE-CARLO !

ATTENZIONE ALLE IMITAZIONI: NON E' VIETATO COPIARE, TRANNE A SCUOLA OVE SI VIENE ESPULSI!

FORTUNATAMENTE, GLI ITALIANI (QUASI TUTTI) CHE VIVONO NEL PRINCIPATO E NEL NIZZARDO CONOSCONO BENE LE FINALITA' CHE SI PREFIGGE L'INSERTO OLTRE QUELLE DELLA RICERCA DI INSERZIONI PUBBLICITARIE E DELLA NOTORIETA, E TRA QUESTE LE ELEZIONI DI RINNOVI DI RAPPRESENTANZA CHE SI SVOLGERANNO TRA QUALCHE TEMPO.

CLICCARE SOTTO PER VISIONARE L'EDIZIONE ROYAL MONACO N°21

ROYAL MONACO EDIZIONE N°21 OTTOBRE/NOVEMBRE 2014

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10 novembre 2014 1 10 /11 /novembre /2014 16:56
Il Consiglio dei Ministri italiano proroga il mandato all'Ambasciatore Antonio Morabito nel Principato di Monaco

Sono veramente lieto di informare che il Consiglio dei Ministri del 23 ottobre c.a. ha prorogato il mio mandato quale Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, per un periodo di ulteriori sei mesi, oltre la scadenza naturale del mandato, fino al 31 marzo 2015.

Trattasi di una eccezione consentita dalla legge che mi rende particolarmente lieto e onorato, che interpreto come una rinnovata fiducia e considerazione da parte del Governo italiano e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Ringrazio quanti mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto nella mia azione e attività diplomatica in questi intensi anni e in particolare per la realizzazione della IV edizione del Mese della Cultura di lingua italiana.

È' stata davvero un'esperienza straordinaria che ha beneficiato dell'alto patronato di S.A.S. il Principe Alberto e del Signor Presidente della Repubblica italiana e del sostegno del Governo monegasco, di istituzioni, associazioni, aziende e cittadini e che registrato una lusinghiera e larghissima partecipazione, condivisione e ripercussione a tutti i livelli nonché una affluenza di pubblico davvero indimenticabile.

Con viva cordialità Antonio Morabito

Sono veramente lieto di informare che il Consiglio dei Ministri del 23 ottobre c.a. ha prorogato il mio mandato quale Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, per un periodo di ulteriori sei mesi, oltre la scadenza naturale del mandato, fino al 31 marzo 2015.

Trattasi di una eccezione consentita dalla legge che mi rende particolarmente lieto e onorato, che interpreto come una rinnovata fiducia e considerazione da parte del Governo italiano e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Ringrazio quanti mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto nella mia azione e attività diplomatica in questi intensi anni e in particolare per la realizzazione della IV edizione del Mese della Cultura di lingua italiana.

È' stata davvero un'esperienza straordinaria che ha beneficiato dell'alto patronato di S.A.S. il Principe Alberto e del Signor Presidente della Repubblica italiana e del sostegno del Governo monegasco, di istituzioni, associazioni, aziende e cittadini e che registrato una lusinghiera e larghissima partecipazione, condivisione e ripercussione a tutti i livelli nonché una affluenza di pubblico davvero indimenticabile.

Con viva cordialità Antonio Morabito

Sono veramente lieto di informare che il Consiglio dei Ministri del 23 ottobre c.a. ha prorogato il mio mandato quale Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, per un periodo di ulteriori sei mesi, oltre la scadenza naturale del mandato, fino al 31 marzo 2015.

Trattasi di una eccezione consentita dalla legge che mi rende particolarmente lieto e onorato, che interpreto come una rinnovata fiducia e considerazione da parte del Governo italiano e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Ringrazio quanti mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto nella mia azione e attività diplomatica in questi intensi anni e in particolare per la realizzazione della IV edizione del Mese della Cultura di lingua italiana.

È' stata davvero un'esperienza straordinaria che ha beneficiato dell'alto patronato di S.A.S. il Principe Alberto e del Signor Presidente della Repubblica italiana e del sostegno del Governo monegasco, di istituzioni, associazioni, aziende e cittadini e che registrato una lusinghiera e larghissima partecipazione, condivisione e ripercussione a tutti i livelli nonché una affluenza di pubblico davvero indimenticabile.

Con viva cordialità Antonio Morabito

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3 novembre 2014 1 03 /11 /novembre /2014 13:54
ARRIVANO I DRONI-REPORTER PER FILMARE AREE A RISCHIO. 'MACCHINE VOLANTI' IN GRADO DI EFFETTUARE RIPRESE VIDEO E SCATTARE FOTOGRAFIE DALL'ALTO.

RICERCA: ARRIVANO I DRONI-REPORTER PER FILMARE AREE A RISCHIO. 'MACCHINE VOLANTI' IN GRADO DI EFFETTUARE RIPRESE VIDEO E SCATTARE FOTOGRAFIE DALL'ALTO. PORRÀ AI GIORNALISTI NON POCHI PROBLEMI ETICI E GIURIDICI PER QUANTO RIGUARDA LA PRIVACY.

ROMA, 2 novembre 2104. GIÀ IN USO IN AGRICOLTURA O NEL MONITORAGGIO DELL'AMBIENTE E DEI BENI CULTURALI ORA ENTRANO A PIENO TITOLO ANCHE NEL GIORNALISMO, NELLE DOTAZIONI DELLE TROUPE TELEVISIVE O DEGLI INVIATI NELLE ZONE A RISCHIO. SONO I DRONI-REPORTER, 'MACCHINE VOLANTI' IN GRADO DI EFFETTUARE RIPRESE VIDEO E FOTOGRAFIE DALL'ALTO, IN ZONE INACCESSIBILI E PERICOLOSE. QUESTI STRUMENTI CHE RIVOLUZIONERANNO LA PROFESSIONE DEL GIORNALISTA SONO STATI PRESENTATI DURANTE 'ROMA DRONE CONFERENCE', UN CICLO DI CONFERENZE ORGANIZZATO DALL'ASSOCIAZIONE IFIMEDIA IN COLLABORAZIONE CON MEDIARKÈ, CON IL PATROCINIO DELL'ORDINE DEI giornalisti E DALL'ENTE NAZIONALE PER L'AVIAZIONE CIVILE. LE CONFERENZE SI SVOLGERANNO CON CADENZA MENSILE FINO AD APRILE 2015. LA PRIMA HA AFFRONTATO, APPUNTO, IL TEMA 'DRONE JOURNALISM. LA NUOVA FRONTIERA TECNOLOGICA DEL GIORNALISMO, TRA PROSPETTIVE DI SVILUPPO E TIMORI PER LA PRIVACY'. SEGUIRANNO POI INCONTRI SU ASSICURAZIONI E SICUREZZA DEL VOLO, SU REGOLAMENTO DELL'ENAC, SULL'UTILIZZO PER L'AGRICOLTURA DI PRECISIONE, SULL'OSSERVAZIONE DEL TERRITORIO E IL MONITORAGGIO DELL'AMBIENTE E DEI BENI CULTURALI, SUGLI IMPIEGHI PER LE ESIGENZE DELLE FORZE ARMATE E DELLE FORZE DI POLIZIA E ANCHE PER LA RICERCA SCIENTIFICA. Diverse le tipologie dei nuovi droni-reporter, ma tutte hanno in comune dimensioni, peso e facilità di manovrabilità. Da 1,5 a 5,5 kg e un campo d'azione di circa 1 km, con un'autonomia di volo fino a circa 40 minuti. "Il drone journalism rappresenta la prossima sfida tecnologica per il giornalismo, anche per quello italiano", ha sottolineato Luciano Castro, presidente di Roma Drone, come riferisce un articolo dell'edizione online dell'Almanacco della Scienza del Cnr. "Nel prossimo futuro, piccoli droni portatili telecomandati, capaci di fornire riprese aeree ad alta risoluzione, entreranno in dotazione di troupe tv e anche di singoli inviati in zone calde. Naturalmente, ciò rappresenterà una nuova evoluzione tecnologica per la professione giornalistica, ma porrà anche non pochi problemi etici e giuridici per quanto riguarda la privacy''. (AdnKronos)

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2 novembre 2014 7 02 /11 /novembre /2014 00:37
COMMUNIQUE DE  PRESSE: LE JOURNAL ROYAL MONACO A ETE VILIPENDE’ A NOUVEAU

LE JOURNAL ROYAL MONACO A ETE VILIPENDE’ A NOUVEAU

Après avoir fait face et fait taire les attaques gênantes par le directeur d'un insert de magazine italien de Bordighera qui affirmait avoir copié son journal, malgré le fait que Royal Monaco (logo et marque enregistrés à Monaco depuis un quart de siècle), premier journal papier presse en Principauté de Monaco dérivé de son blog éponyme, depuis quelque temps pour cause de jalousie, de temps et potins de faible rang tout ceci essaye d’en diminuer la contribution que Royal Monaco apporte à l'information culturelle et aux événements qui se produisent sur ​​la Côte d'Azur et de la Riviera Ligure. Le président de l’ Union de la Presse Francophone Section de Monaco, ONG international reconnu par l'ONU, l'UNESCO, l'OIF, Jean-Marie Fiorucci, correspondant de NICE-MATIN, aidé par la secrétaire générale de cette association dont je suis membre fondateur, ainsi qu'ancien secrétaire général, puis nommé trésorier du nouveau conseil d'administration exigé par la réglementation associative, ont réagi de manière illégale à mes plaintes d'irrégularités vis-à-vis de la direction administrative de l'association, dont le fait que le président, depuis ma nomination, ne m’a jamais remis les livres comptables ce qui m’empêche, en effet, de procéder au contrôle et au bon fonctionnement administratif de l’association. Ladite attitude irrespectueuse et d’abus autoritaire avaient fait partir de UPF Monaco, par le passé, des membres de l'association, dont Vivianne Costa (élue secrétaire générale à ma place après mon mandat puis, peu de temps après, vexée et remplacée par Carole Chabrier, une naturalisée monégasque), et Brigitte Lachaud avec Jean-Jacques Rolland, ce dernier également trésorier pour quelques mois. Or, ces trois personnes font partie des collaborateurs et apparaissent dans l’ours du Royal Monaco et ce serait la raison pour laquelle la présidence de l’association UPF Monaco et son secrétaire général agiraient pour m’éliminer illégalement de l’association et en essayant de discréditer le Royal Monaco tel qu’un journal de langue italienne, « et que les quelques articles en français ne sont que des copies pures et simples des communiqués de presse adressés par les organismes de la Principauté »(sic). Nous nous souviendrons, de ceux qui nous suivent à la lecture des éditions du Royal Monaco, que ce journal a été toujours invité, c’est vrai pour les communiqués de presse, par la présidence du Conseil National de Monaco du passé (dont le secrétaire était le fils de JM Fiorucci) ainsi que par le Conseil National actuellement en charge, et que j’ai eu également l'honneur d'assister à l'ouverture de l'année judiciaire du Tribunal de Monaco (dont l’article dans cette édition N°21). Il y a eu d'autres éléments qui seront répertoriés dans le siège approprié, y compris celui qui affirmait que le soussigné ne serait pas éligible car je n’aurais pas réglé les frais de renouvellement annuel de la carte UPF, élément refusé par la copie du reçu de la banque après que Carole Chabrier, peut-être pour des raisons de sénilité avancée, avait oublié qu’elle m’avait remplacé comme trésorier en percevant les cotisations que moi-même avait recueilli et lui avait remis pour les versées sur le compte bancaire UPF. La partie comique de l'affaire consiste dans le fait que par deux fois ces personnages m’ont demandé et ont volontiers posé afin d'apparaitre dans les articles "Royal Monaco" consacrés à l’UPF dans mon journal. Enfin, pour couronner le tout, ils ont fait signer un papier avec une motion de non-confiance contre moi, faisant en sorte qu’elle ne réalise pas son contenu, à Yvette Cellario, en la nommant d'abord comme nouveau trésorier par une procédure illégale. Yvette Cellario collabore avec Royal Monaco et a confirmé par écrit qu'elle croyait avoir signé un document annexe au nouveau statut associatif ou autre surement ne me concernant pas.

COMMUNIQUE DE  PRESSE: LE JOURNAL ROYAL MONACO A ETE VILIPENDE’ A NOUVEAU

COMUNICATO STAMPA : IL ROYAL MONACO NUOVAMENTE VITUPERATO

Dopo aver fronteggiato e messo a tacere gli incresciosi attacchi da parte del direttore di un inserto di una rivista di Bordighera che si dichiarava copiato dal nostro giornale, primo cartaceo nel Principato di Monaco derivato dall’omonimo blog, con logo e marchio registrati a Monaco da un quarto di secolo nelle rispettive classi protettive, da qualche tempo le gelosie e pettegolezzi di basso rango tentano di sminuirne l’apporto informativo di cultura ed eventi che intercorrono sulla Costa Azzurra e la Riviera di Ponente. Il Presidente dell’ UPF Monaco, Jean-Marie Fiorucci, corrispondente del NICE-MATIN, coadiuvato dalla neo segretaria generale dell’associazione monegasca, cui il sottoscritto fa parte quale ex segretario generale e nominato tesoriere al rinnovo del Consiglio d’Amministrazione previsto dallo statuto, hanno reagito in maniera illegale alle mie contestazioni di irregolarità amministrative e direttive dell’associazione: una delle quali non aver mai consegnato i libri contabili impedendone, di fatto, il controllo e l’esercizio della funzione. Tale atteggiamento irrispettoso ed autoritario del passato avevano fatto allonttanare dall’associazione alcuni membri, tra i quali Vivianne Costa, prima eletta Segretaria Generale e poi defenestata dall’attuale segretaria naturalizzata monegasca Carole Chabrier, quindi Brigitte Lachaud e Jean-Jacques Rolland, anch’egli ex Tesoriere. Queste tre persone fanno parte dei collaboratori del Royal Monaco e sarebbe questo il motivo per il quale la cosiddetta presidenza avrebbe agito per discreditare il Royal Monaco definendolo un giornale in lingua italiana e che qualche articolo in francese non sono che delle copie pure e semplici di comunicati stampa. Ricorderemo a chi ci segue che il Royal Monaco è stato sempre convocato, in questo caso è pur vero per i comunicati stampa, dalla passata amministrazione del Consiglio Nazionale di Monaco (il cui segretario era il figlio di JM Fiorucci) e dall’attuale Consiglio in carica , nonché onorato di assistere all’apertura dell’Anno Giudiziario. Vi sono state altre falsità che verranno enumerate in sede appropriata, tra le quali quella che il sottoscritto non avrebbe pagato la quota di rinnovo annuale, smentita dalla ricevuta bancaria dopo che Carole Chabrier per motivi forse di senilità avanzata aveva dimenticato che mi aveva sostituito anche in qualità di tesoriere per incassare le quote sociali. La parte comica dell’affare consiste nel fatto che per ben due volte questi personaggi hanno posato volentieri per appparire, con articolo UPF, sul mio giornale. Infine, come ciliegina sulla torta, hanno fatto sottoscrivere una mozione di sfiducia nei miei confronti, facendo in modo che non se ne rendesse conto, a Yvette Cellario, nominandola prima come neo Tesoriere, con procedura illegale. Yvette Celario ha già collaborato col Royal Monaco ed ha affermato per iscritto chepensava trattarsi di allegati al nuovo statuto o altro, in ogni caso non relativo alla mia persona.

Luigi Mattera

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31 octobre 2014 5 31 /10 /octobre /2014 14:42
UPF:UNION DE LA PRESSE FRANCOPHONE A' DAKAR LE 19 NOVEMBRE

Rendez-vous à Dakar !

Il ne se passe plus une semaine sans que la perspective de
750 millions de francophones en 2050 soit reprise par l’un ou
l’autre de nos médias. Sur un moteur de recherche, l’introduire
nous apporte 350 000 occurrences dans la seconde, et la croissance est rapide.
Mais parallèlement se développe l’idée, que nous avons souvent défendue, que pour atteindre ce chiffre il convient que tous les moyens soient donnés aux systèmes éducatifs et…. aux médias.
L’OIF va plus loin, en organisant à Montréal du 8 au 10 octobre une conférence sur le thème de «l’avenir des médias francophones». Les assises du journalisme qui viennent de se tenir à Metz ont aussi débattu d’un thème identique. C’est une bonne chose que les organisations nationales et internationales apportent leur concours à cette réflexion. Pour notre part, nous essayons de jouer toujours plus notre rôle, en permettant à plus de 300 journalistes et dirigeants de médias francophones de se concerter sur un thème majeur : quelle place pour les médias numériques dans l’avenir francophone. C’est une question capitale pour les journalistes, pour les médias eux-mêmes, mais c’est une question capitale pour toute la francophonie.
L’Union de la presse francophone entend ainsi souligner l’importance de son action dans cette période clé du développement des médias.
L’outil numérique est porteur d’avenir et d’immenses possibilités, mais il n’est pas écrit à l’avance qu’il sera utilisé pour développer une culture de liberté des médias et de déontologie journalistique. La diversité culturelle, un paysage médiatique pluraliste et ouvert, des journalistes respectueux de règles déontologiques, ce sont nos objectifs principaux au sein de la francophonie.
Nous revenons de loin : sans langue de bois, nous pouvons bien avouer que nous étions menacés de disparition pure et simple. Sans le soutien de l’OIF, sans l’appui du gouvernement sénégalais et de tous nos partenaires dans la plupart des pays francophones, qui continuent à raison de croire en nous, nous n’aurions pas pu organiser ces 43èmes assises de la presse francophone à Dakar.
Mais pas d’auto satisfaction : il ne s’agit bien que de la première marche d’une remontée destinée à permettre à l’UPF de jouer le rôle indispensable qui est le sien : développer la concertation, favoriser les propositions et les actions pour que les médias francophones soient porteurs de cet avenir "radieux" promis à la francophonie.
Rendez-vous dès le 19 novembre à Dakar !

UPF:UNION DE LA PRESSE FRANCOPHONE A' DAKAR LE 19 NOVEMBRE

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27 octobre 2014 1 27 /10 /octobre /2014 15:46

Web, Stefano Rodotà: ‘Carta dei diritti di internet, 14 punti da lunedì 27 ottobre consultabili a tutti’. IN CODA il documento integrale.

TESTO IN http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/10/25/web-rodota-carta-dei-diritti-di-internet-fondata-sul-pieno-riconoscimento-delle/305316/
.12.10.2014. - .INTRODOTTI IL DIRITTO ALL’ANONIMATO E ALL’OBLIO. - Una Carta per internet: arriva la Costituzione della Rete - L’Italia presenta la sua proposta in 14 punti a una delegazione dell’Ue La presidente della Camera Boldrini: «Non possiamo lasciare il web in mano ai potenti». IN CODA IL TESTO COMPLETO.- di Martina Pennisi/www.corriere.it – TESTO
IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=15753

Dichiarazione dei diritti in Internet: ecco la bozza aperta alla consultazione pubblica

La bozza di dichiarazione dei diritti in Internet, varata l’8 ottobre 2014 dalla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet e disponibile sul sito della Camera e sulla piattaforma dei Media Civici per la consultazione pubblica. Si tratta di un documento composto da un preambolo e da quattordici articoli; dal 27 ottobre tutti i cittadini interessati potranno valutare le proposte della Commissione con commenti e suggerimenti. La consultazione durerà quattro mesi. “E’ la prima volta che in Italia si istituisce in sede parlamentare una Commissione di studio su questi temi”, si legge in una nota della Camera. “L’idea nasce dalla consapevolezza che considerare Internet uno dei vari media è riduttivo e improprio. Internet è molto di più: è una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società; una dimensione diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza”.

- Scarica il documento integrale con la bozza di dichiarazione dei diritti in Internet (.pdf)

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23 octobre 2014 4 23 /10 /octobre /2014 04:27
MARIA MORONI, CAMPIONESSA PUGILE, NELLA REDAZIONE ROYAL MONACO

MARIA MORONI

In fondo, chi è Maria Moroni?

… Lo chiedete tutti a me ??? A me che sono anni, ma proprio anni (non posso dire quanti, altrimenti svelerei la mia età), che cerco di capirlo !!!...

Così è iniziata la chiacchierata con Luigi Mattera, direttore della rivista Royal Monaco, con il quale ho avuto il piacere di scambiare idee culturali e sportive.

Lo sport è sicuramente il mio ossigeno, incalzo io, la boxe nello specifico mi ha permesso di raggiungere ed ottenere grandi risultati e alcuni primati.

Ho la tessera numero 1 perché sono la prima donna-pugile iscritta alla Federazione Pugilistica Italiana (FPI) dopo il riconoscimento della boxe femminile in Italia grazie al Decreto Ministeriale del 04/04/2001; il 21 luglio 2001 ho disputato e vinto il 1° match ufficiale di boxe femminile in Italia; l’anno successivo, il 2 agosto 2002 sono stata la vincitrice del 1° titolo d’Europa professionisti E.B.U. (massimo riconoscimento sportivo per una donna-pugile perché in quegli anni il titolo del Mondo pro non esisteva ancora!) e, sempre nello stesso anno, sono andata negli USA per sfidare la beniamina di casa ritornando poi in Italia con la vittoria.

MARIA MORONI, CAMPIONESSA PUGILE, NELLA REDAZIONE ROYAL MONACO

A volte la vita è bizzarra, si sa … e infatti non mi sono fatta scappare l’occasione di tesserarmi anche con una squadra di atletica leggera di serie “A”.

In quota atleti, sono stata la prima ad essere eletta consigliere federale nazionale della FPI per il quadriennio olimpico 2009-2013.

Chiuso il capitolo “sport professionistico”, d’altronde lo sport è e lo definisco un contratto a tempo determinato (almeno per i pugili professionisti italiani), ho proseguito gli studi in giurisprudenza, seguito corsi post laurea anche all’estero ed intrapreso due percorsi lavorativi diversi, ma per certi versi simili: quello dell’avvocatura e del giornalismo.

Anche per il primo percorso, ho l’onore di scrivere e fare pubblicazioni per due riviste scientifiche internazionali dell'area giuridica, così come per il secondo ho collaborato per alcune riviste sportive di settore e programmi-Tv, mentre oggi sono una giornalista collaboratrice de La Gazzetta dello Sport e de Il Corriere dell’Umbria.

Emozionanti sono state anche le varie esperienze da commentatrice tecnica per alcuni match di boxe trasmessi dalla Rai, Italia1 (incontro femminile in occasione dei XV campionato del Mondo maschili 2009), Dahlia TV e Sportitalia, oltre ad essere stata anche la talent per Sky Sport24 in occasione dei Giochi Olimpici Londra 2012 dove, per la prima volta, hanno partecipato anche le pugili-donne con tre categorie di peso.

Lo sport, in particolar modo la noble art, mi ha dato la possibilità di realizzare molti sogni, ma soprattutto mi ha insegnato ad essere coraggiosa dentro e fuori dal ring.A volte la vita è bizzarra, si sa … e infatti non mi sono fatta scappare l’occasione di tesserarmi anche con una squadra di atletica leggera di serie “A”.

In quota atleti, sono stata la prima ad essere eletta consigliere federale nazionale della FPI per il quadriennio olimpico 2009-2013.

MARIA MORONI, CAMPIONESSA PUGILE, NELLA REDAZIONE ROYAL MONACO

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