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8 juillet 2011 5 08 /07 /juillet /2011 14:08

 

Royal Monaco white

ROYAL MONACO RIVIERA WEB MAGAZINE

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PAGINA WEB AMBASCIATA D'ITALIA NEL PRINCIPATO DI MONACO   
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UNGHERIA: VIA GIORNALISTI
NON ALLINEATI DAI
MEDIA PUBBLICI. DIETRO
TAGLI SCELTA POLITICA.

 
Eliminati quasi mille redattori.
 


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Budapest, 7 luglio 2011. La scure dei licenziamenti si sta per abbattere sui media pubblici in Ungheria, e a farne le spese saranno con tutta probabilità giornalisti scomodi e sgraditi, poco allineati con la linea politica del governo conservatore di Viktor Orban. Dopo l'annuncio dei tagli da parte del direttore generale dell'ente unificato per televisione, radio e agenzie di stampa, Istvan Borocz, da stamattina i dipendenti fanno la fila davanti agli uffici dei direttori per ricevere, uno per uno, la lettera sulla loro sorte. O un licenziamento motivato da una ristrutturazione, o una modifica del contratto esistente. Un totale di 570 dipendenti tra giornalisti, cameramen, tecnici di montaggio, assistenti saranno licenziati in questa prima fase che sarà seguita entro l'anno da una seconda per circa 400 ulteriori unità. Un terzo circa dei 3400 dipendenti dell'ente unificato verrà licenziato, nella più vasta operazione di questo tipo nella storia dei media in Ungheria. Tre canali della televisione pubblica (Mtv), tre canali della radio (Mr) e l'agenzia Mti sono interessati dai tagli. Il loro raggruppamento in un ente unico (Fondo dei servizi di programmazione) era stato sancito dalla legge controversa sui media, approvata lo scorso dicembre. Da allora nuovi dirigenti sono stati nominati alle redazioni, tutti venuti dall'impero dei media vicino al partito di governo Fidesz di Viktor Orban (Hir Tv, Echo Tv, Lanchid radio). E adesso tocca ai giornalisti e a coloro che non sono abbastanza «affidabili» e allineati sulle posizioni del governo populista e conservatore. Fra i licenziati figurano giornalisti noti, vincitori del Pulitzer o di altri premi importanti, redattori di grande esperienza, reporter che hanno lavorato all'estero in condizioni difficili, conduttori di programmi la cui voce o volto sono conosciuti da milioni di ascoltatori. Alcuni sono ormai sopra i 50 anni e avranno grande difficoltà per trovare un altro impiego. «L'unica loro colpa è di avere una vocazione professionale più forte della lealtà verso il governo attuale», ha detto Gergely Karacsony, deputato del partito verde (Lmp) di opposizione, che ha chiesto di fermare quella che ha definito «una pulizia politica in atto». I licenziamenti erano nell'aria da tempo. Il direttore generale dell'agenzia Mti, Csaba Belenessy, ha detto apertamente che, secondo lui, i giornalisti dell'agenzia pubblica devono essere leali verso il governo. Chi non lo è non è adatto. Si aspettava solo la fine della presidenza di turno dell'Ungheria nell'Ue, durante la quale il paese era sotto la luce dei riflettori europei. Finita la presidenza, al primo giorno utile la legge denominata bavaglio, in stand by per evitare richiami imbarazzanti, si è subito ravvivata e messa brutalmente in atto. Il portavoce dell'ente unico, Agnes Cserhati, parla di necessità di riorganizzazione. I media, a suo avviso, stanno lavorando con grande spreco di denaro, in modo poco trasparente, con un' audience in calo. «Ad una conferenza stampa sono andati tre gruppi di operatori, nel futuro ci andrà uno solo», ha detto per citare un esempio, tralasciando il fatto che la pluralità dell'informazione ne soffrirà. Anche i socialisti all' opposizione hanno rivendicato oggi lo stop ai licenziamenti. Una misura infondata professionalmente, umiliante e che può essere definita una autentica pulizia politica, secondo il vice-presidente Laszlo Mandur. «Al posto di un servizio pubblico, stiamo assistendo ad un servizio di partito», ha osservato. I sindacati dei giornalisti dal canto loro hanno preso atto dei licenziamenti. Al momento non è previsto alcuno sciopero di protesta, anche perch‚ la categoria è profondamente divisa. (ANSA).

 

 

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