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3 janvier 2013 4 03 /01 /janvier /2013 23:00

 

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Un napoletano nel principato

- di Filippo D'Amato

E la storia che ci racconta Filippo D'Amato, nato a Torre del Greco, figlio di armatori, marinaio sulle navi di famiglia, poi capitano di lungo corso. Il trasferimento a Bruxelles e l'incontro con Gianluigi Aponte, l'imprenditore navale sorrentino che ha creato una grande flotta, dai portacontainer alle navi da crociera. Un gol incredibile e una splendida amicizia. L'arrivo a Monaco nel 1983. Presidente del "Club des amis de Naples", ha organizzato un viaggio indimenticabile in Campania per far conoscere le bellezze della terra natia. Il Museo del corallo di Carlo Parlati e un ricordo appassionato di Toto.

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Filippo D'Amato con l'artista Veronica Maya


Dopo diversi anni dalla fondazione, alcuni volontari hanno rispolverato il "Club des amis de Naples", associazione di diritto monegasco senza scopo di lucro, la quale si propone di promuovere la Napoletanita nel Principato. Sebbene tale interessante iniziativa veda concretamente solo ora la sua prima alba, molti sono i progetti e le aspettative di coloro che ne fanno parte; obiettivo primario, sara quello di portare oltre confine e con la dovuta originalita, i sapori, i colori e il calore di una delle citta piu belle al mondo. Del resto, e noto a tutti il celebre aforisma"vedi Napoli e poi muori".
Risiedo a Monaco ormai da circa trent'anni, ma essendo legato fortemente alle mie origini e altresì essendo fiducioso circa i risultati da raggiungere, senza alcuna esitazione, ho accettato con grande piacere la carica di Presidente. Come sono arrivato fin qui?
Al fine di rispondere in maniera essenziale e al contempo esaustiva a questa domanda, cerchero di porre in essere un breve profilo autobiografico in cui trovo doveroso citare tre personaggi, due dei quali ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. A mio avviso, si tratta di tre figure esemplari da cui io stesso traggo ispirazione e la cui genialita nei diversi ambiti lavorativi ha contribuito a rendere Napoli orgogliosa e grande nel mondo. Sono nato a Torre del Greco il 28 maggio 1945 da una tradizionale famiglia di armatori che mi ha permesso di fare esperienze in campo marittimo. Dal 1960, avendo ottenuto il libretto di navigazione, durante i mesi estivi mi imbarcavo regolarmente da mozzo sulle navi di famiglia fino al diploma, conseguito presso l'Istituto nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento. Successivamente mi sono imbarcato da allievo di coperta fino al conseguimento del titolo di aspirante C.L.C. e poi quello di Capitano di Lungo Corso.

Nel luglio del 1971, mi fu affidato il comando del Piroscafo "Aura", nave che dopo sei mesi portai alla demolizione nel porto di La Spezia a cui era destinata con tutti i suoi problemi derivanti dall'avanzata eta ed alla precaria manutenzione. Nel febbraio del 1977, mi sono unito in matrimonio con Adriana, madre delle mie quattro figlie per cui decisi di abbandonare la navigazione svolta esclusivamente sulle navi di famiglia per oltre dieci anni. A fine 1977 mi fu chiesto di trasferirmi a Bruxelles per lavorare in un ufficio armatoriale insieme ad altri fratelli, esperienza durata circa tre anni. Ricordo con affetto e un briciolo di nostalgia quel soggiorno in Belgio; per questo motivo, mi piacerebbe dedicare qualche riga al riguardo. Bruxelles pare sia la citta piu piovosa d'Europa, ma gli abitanti sono davvero fantastici. In particolare, facevo parte di una squadra di calcio formata da alcuni dipendenti del nostro ufficio e da quelli della MSC, tra cui il Presidente Gigi Aponte, certamente per me il piu grande genio di tutti i tempi. Vale la pena menzionare in merito un episodio dal quale si evince la sua incredibile tenacia che, unita ad una grande forza di volonta, gli hanno consentito di raggiungere i successi che tutto il mondo conosce. Giocava centro mediano e un giorno, durante il corso di una partita, dopo aver letteralmente dribblato l'intera squadra avversaria, entro in porta con la palla al piede; si sdraio in terra ed io ed altri pensammo di andare a soccorrerlo. Ma lui era lì a ridere, perche a suo dire, non credeva a quello che aveva appena realizzato.

Molte sono state le tappe percorse prima della pubblicazione nel 2000, ad opera della International Container Review, di un'edizione speciale per celebrare i trent'anni della MSC, in cui sono riportati i riconoscimenti delle maggiori autorita del mondo dello shipping. Tra le tappe piu importanti va segnalato il 1970, anno in cui la Compagnia si trasferì da Napoli a Bruxelles per la gestione della prima motonave "Patricia" e il 1972, anno di nascita del primo liner service tra il Mediterraneo e l'est dell'Africa. Qualche anno dopo tale servizio fu esteso al Nord Europa, Sudafrica e Mar Rosso. Nel 1985 fu inaugurato il liner service tra il Nord Europa e la costa est degli Stati Uniti. A fine 1979 la MSC trasferì la sua sede a Ginevra e, qualche anno dopo, andai a trovare Gigi Aponte con la mia famiglia. L'accoglienza fu favolosa. Ricordo che nonostante la sua immensa mole di lavoro, trovo il tempo di accompagnarci dall'hotel all'aereoporto.

Nel 1985 con l'acquisizione del 50% della Flotta Lauro, la Compagnia entro a far parte del settore crocieristico. Nel 1994 la MSC ordino’ le prime nuove costruzioni alla Fincantieri, per la precisione due portacontainers da 3.500 contenitori. Infine, nel 2000, la MSC ordino alla Hyundai cinque porta contenitori da 6.7000 contenitori. Attualmente le navi acquistate mi risulta che siano di capacita doppia, raggiungendo una portata di 13/14mila contenitori. Mi sara perdonata questa digressione, apparentemente lunga in questo contesto, ma che diventa piccola se confrontata all'ammirazione e alla stima che nutro nei confronti di Gigi Aponte, il quale mi ha onorato, e spero lo faccia per sempre, della sua amicizia. Laddove per amicizia intendo quella con la "A" maiuscola.
Tornando al mio trasferimento da Napoli a Monaco, fu nel 1983 che ebbi la richiesta dai miei fratelli di raggiungere il Principato al fine di gestire una loro bulkcarrier da 54mila tonnellate, la "South Pacific". Un grande traguardo fu raggiunto nel 1996, anno in cui fondai una Societa di servizi monegasca, che ancora oggi mi onoro di presiedere.

 In effetti, con il "Club des amis de Naples" è la seconda volta che assumo un impegno simile in quanto sono stato già presidente del “Club 41”nel 2000 e negli ultimi due anni, da Vice-Presidente, ho rinunciato per motivi di lavoro, alla nomina presidenziale annuale prevista dallo statuto, costringendo il valido Francis Deplanche a due anni di presidenza consecutiva. 

Il mio esordio nel "Club 41" è legato ad un invito di un mio carissimo amico, il notaio P.L. Aureglia e risale al 1997. Nel 2000 fui nominato Presidente. Ogni anno, viene organizzato un breve viaggio durante il periodo del Grand Prix di Formula 1 e una volta arrivato il mio turno, sollecitato dalla maggior parte dei partecipanti, decisi di fare da Cicerone nella mia terra natale. Trascorremmo tre giorni all'hotel Excelsior di Sorrento e una notte a Napoli. Inoltre, visitammo Pompei, Amalfi, Capri, la Reggia di Caserta, il Museo Nazionale di Napoli, il Palazzo Reale e il teatro San Carlo, prima di un rinfresco nello storico bar Gambrinus.
Una delle escursioni piu apprezzate fu sicuramente la visita al Museo di Carlo Parlati. Ed ecco il secondo personaggio a cui sono particolarmente legato. A parer mio, Carlo, oltre ad essere stato il miglior scultore di coralli, merita di essere citato per il suo grandissimo valore umano e per la sua enorme sensibilita. Ho avuto modo di conoscerlo vent'anni fa, quando lo accompagnai a New York per un'esposizione delle sue opere al World Trade Center della durata di dodici giorni.

Infine, come avevo gia accennato poc'anzi, c'e un terzo napoletano di cui mi piacerebbe fare un breve cenno : si tratta di un famoso e inimitabile artista, il Principe (di stirpe e di animo) de Curtis, in arte Toto’. Sebbene abbia potuto apprezzare la sua comicita e la sua bravura soltanto attraverso i suoi film, trovo che la grandezza del suo cuore debba essere portata alla luce ed io, nel mio piccolo, contribuisco volentieri. Del resto, non e da tutti una volta raggiunta la notorieta, passeggiare per i quartieri Spagnoli nel cuore della notte al fine di non essere riconosciuti, per portare cibo, acqua e danaro ai piu bisognosi. Proprio in una sua celebre poesia, "'A Livella", si evince questo temperamento e questo animo caritatevole; in tal senso ho scelto di citarne un breve estratto per accompagnare la mia conclusione. Nell'immaginario di Toto, al cimitero s'instaura un dialogo tra due morti: un marchese d'alto bordo lamenta il fatto che uno spazzino sia stato seppellito accanto alla sua bara. Quella che segue e la risposta dell'uomo semplice e non abbiente: "Ma chi te cride d'essere? Nu ddio? Cca dinto, 'o vvuo' capì, ca simm' eguale? Muorto sì tu e muorto so pur'io; ognuno comm' a 'nato è tale e quale!".

 

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