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30 mars 2012 5 30 /03 /mars /2012 08:41
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                                       ROYAL MONACO  WEB MAGAZINE

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TV: TRATTATIVA FALLITA.
TRA MEDIASET E FEDE
È DIVORZIO. AZIENDA:
NIENTE RISOLUZIONE
CONSENSUALE.
AL TG4 ARRIVA TOTI

di Angela Majoli-ANSA

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Roma, 28 marzo 2012. È divorzio tra Mediaset ed Emilio Fede. Dopo una lunga trattativa, i guai giudiziari iniziati con il caso Ruby e le indiscrezioni su un imminente addio divenute sempre più insistenti nelle ultime settimane, l'azienda in serata rompe gli indugi e gli dà il benservito: fallito il tentativo di arrivare a una «risoluzione consensuale del rapporto», spiega Cologno Monzese, Fede «lascia l'azienda». Al suo posto viene designato Giovanni Toti, che mantiene anche la responsabilità di Studio Aperto, il tg di Italia 1. Su un cambio al vertice del Tg4 si ragionava da tempo, anche perchè Fede compirà 81 anni a giugno. E di «logica di rinnovamento editoriale della testata» parla l'azienda nella nota ufficiale di stasera. Ma è difficile non immaginare che a pesare sulla svolta di queste ore non siano state le ultime vicende, con il fascicolo aperto dalla procura di Roma sui due milioni e mezzo di euro che Fede avrebbe cercato di depositare in Svizzera, a Lugano, circostanza seccamente smentita come «balla colossale» dall'interessato. Ed è difficile non notare la coincidenza tra il clamoroso annuncio di questa sera e le dichiarazioni rilasciate da Fede nelle ultime ore, in particolare nell'intervista al Corriere della Sera di oggi in cui il direttore del Tg4, oltre a parlare di «complotto» ai suoi danni, lascia chiaramente trapelare la convinzione di dare fastidio «anche» dentro l'azienda. Da tempo, Fede aveva annunciato l'intenzione di lasciare Mediaset a giugno (in vista delle 81 primavere), o comunque entro il 2012, ipotizzando anche la possibilità di scendere in politica, naturalmente nel Pdl che non ha mai fatto mistero di sostenere. Aveva però a più riprese smentito di aver raggiunto un accordo con l'azienda, mentre circolavano indiscrezioni mai confermate su una buonuscita milionaria, con cifre oscillanti tra i 5 e i 10 milioni. Nella trattativa di questi mesi si è discusso di soluzioni consensuali, come la possibilità per Fede di continuare a condurre un programma di prima o seconda serata, di restare in azienda come consulente, di diventare - come ha spiegato lui stesso - direttore editoriale dell'informazione. Poi lo strappo del Biscione: Fede va via, e avrà dunque quello che gli spetta in base al contratto. A poco, evidentemente, sarebbe valsa, nello showdown finale, quella fedele devozione al Cavaliere che ha rivendicato fino all'ultimo minuto. Finisce così l'avventura di Fede a Cologno Monzese, dove era approdato nel 1989, dopo una militanza di 25 anni in Rai. Direttore di Video News e poi di Studio Aperto, ha 'battezzatò l'informazione in diretta della tv commerciale, annunciando l'inizio della prima Guerra del Golfo il 17 gennaio 1991. Poi nel giugno del 1992 è approdato al Tg4, notiziario al quale ha dato un'impronta del tutto personale, accompagnando commenti alle notizie e suscitando spesso ironia e polemiche. Al suo posto arriva Giovanni Toti, 43 anni, alle spalle una carriera tutta interna a Mediaset, che conserva anche la direzione di Studio Aperto di cui è responsabile da due anni.(ANSA).

 

TV. FEDE E LA GIUSTIZIA, I PROCESSI DEL GIORNALISTA. A MILANO IMPUTATO PER il CASO RUBY E INDAGATO PER la BANCAROTTA MORA

Fede-Berlusconi.jpg

Milano, 28 marzo 2012. L'inchiesta aperta dalla Procura di Roma sul tentativo di versare su un conto svizzero due milioni e mezzo di euro in contanti è l'ultimo dei guai giudiziari che negli ultimi anni hanno coinvolto Emilio Fede, il direttore del Tg4 che a oggi è indagato a Milano in concorso in bancarotta per il fallimento della LM management del suo amico Lele Mora, con il quale e assieme alla consigliere lombarda del Pdl Nicole Minetti, è sotto processo per il caso Ruby. Nelle indagini sui due milioni e mezzo che Fede, alla fine dell'anno scorso, avrebbe cercato di depositare su un conto in un istituto di credito di Lugano, operazione respinta «per carenza di idonea documentazione», la magistratura capitolina avrebbe ipotizzato il reato di riciclaggio ma gli accertamenti riguarderebbero anche una eventuale evasione fiscale e una tentata esportazione di capitali all'estero. Al momento il fascicolo sarebbe ancora a carico di ignoti. La vicenda, segnalata dalla Guardia di Finanza - che per altro ha appurato che l'auto su cui Fede era a bordo con un altro uomo per la trasferta oltreconfine è intestata a Mediaset - è stata definita dal giornalista una «colossale balla» e una «invenzione». Oltre a ciò l'ormai ex direttore del TG4, è accusato dai pm milanesi Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci di concorso in bancarotta nell'ambito dell'inchiesta per cui Mora è in carcere dal giugno dell'anno scorso: secondo l'accusa Fede avrebbe trattenuto per sè una parte dei 2 milioni e 850 mila euro versati da Giuseppe Spinelli, manager di fiducia di Silvio Berlusconi, mentre era in corso la procedura di fallimento della società del talent scout, poi 'cancellatà da un crac da 8.5 milioni. Anche qui Fede ha sostenuto che si sarebbe trattato di un prestito restituito dallo stesso impresario dei vip. E proprio con Mora e Minetti, Fede è imputato per induzione e favoreggiamento della prostituzione delle ragazze maggiorenni e della allora minorenne Ruby, tutte ospiti ad Arcore durante i presunti festini a luci rosse. Il caso per il quale anche l'ex premier è imputato, ma in un processo separato, è in dibattimento: la prossima udienza è fissata per venerdì prossimo. Negli anni '80, invece, il giornalista venne coinvolto in un processo per gioco d'azzardo finito poi con la sua assoluzione.(ANSA).

 

TV. FEDE, IL DIRETTORE CHE HA INVENTATO IL TG-SHOW UNA LUNGA CARRIERA TRA RAI E MEDIASET, TRA SUCCESSI E CRITICHE

 

di Elisabetta Malvagna-ANSA

 

Roma, 28 marzo 2012. Sono passati 21 anni da quando, era il 16 gennaio 1991, Emilio Fede, 81 anni il prossimo 24 giugno, nel ruolo di direttore del primo tg in diretta della Fininvest, fu anche il primo in Italia a dare in tv la notizia dello scoppio della guerra del Golfo. Allora era Studio Aperto, poi sono arrivati Tg5 e Tg4. Oggi, con l'annuncio del cambio alla direzione del Tg4 con Giovanni Toti, si chiude un importante capitolo di una lunga carriera nel giornalismo: dalla Rai, dove è stato 27 anni (direttore del Tg1 dall«81 all»82), alle tv di Berlusconi, di cui si è sempre dichiarato un 'fedelissimò, passando per le note vicende giudiziarie che lo coinvolgono. Fede deve difendersi nel processo Ruby, ma recentemente nonostante le tanti voci aveva escluso che i guai giudiziari avessero accelerato un possibile addio al Tg4, che ha trasformato in un vero e proprio tg-show, che ha diretto dal 1992 ad oggi, dicendosi convinto che il rapporto con l'ex premier era «intatto». Curioso, appassionato, protagonista di un modo di fare informazione fortemente personale, amato e criticato, Fede nasce a Barcellona, in provincia di Messina. La sua collaborazione con la Rai comincia nel 1954, diventando giornalista fisso dal 1961. Nel 1964 sposa Diana De Feo, figlia dell'allora vicepresidente della Rai, dalla quale ha avuto due figlie, Simona e Sveva. Inviato itinerante in Africa per otto anni, inizia le inchieste per Tv7 del Tg1. Conduttore della testata dal 1976 al 1981, ne diventa direttore pro tempore dal 1981 al 1983. Caparbio e determinato, Emilio porta alla luce l'uso di un farmaco per gonfiare la carne, la famosa bistecca agli estrogeni. Da direttore del Tg1 decide di seguire in diretta, tra le polemiche, la vicenda di Alfredino, caduto in un pozzo a Vermicino. Si dimette dalla Rai nel 1987, passa a Rete A dove dirige le news. Alla Fininvest approda nel 1989, periodo in cui stringe forti rapporti con Berlusconi e diventa direttore di Video News. Conduce e dirige Studio Aperto (Italia 1). Il 1992 sarà il suo anno d'oro, grazie all'annuncio in diretta, per primo, dell'attacco americano a Baghdad e la cattura dei due piloti italiani Bellini e Cocciolone. È anche l'anno di Mani pulite che lo vede protagonista, con Paolo Brosio dal palazzo di Giustizia di Milano, di esilaranti collegamenti-gag che resteranno nell'immaginario collettivo. Famoso anche per i suoi 'fuori ondà, trasmessi e ritrasmessi da Striscia la notizia (che condurrà nel febbraio 2005 per una puntata in sostituzione di Enzo Iacchetti) in cui perde le staffe e si arrabbia con giornalisti e tecnici del Tg4, Fede non ha mai disdegnato le luci della ribalta. Riuscendo persino ad entrare nella Casa del grande Fratello vestito da Babbo Natale (nella prima edizione) oppure partecipando e conducendo trasmissioni televisive come Test, nel 1983, quando per una volta lasciò il tg Rai. Definito dai suoi detrattori a volte 'comicò a volte 'zerbino di Berlusconì, Emilio Fede nella sua pagina Twitter si definisce 'inviato di guerra sempre in guerrà e vanta anche un fan club su internet, mentre su Facebook pullulano gruppi a lui dedicati, per lo più ironici, tra i quali quello intitolato 'Deportiamo Emilio Fede in Siberià. Grandissima la sua popolarità, grazie anche alla sua personalizzazione del giornalismo, e stasera su twitter il suo addio viene accolto con reazioni contrastanti ma con una grande seguito che porta il suo nome ai primi posti della discussione. Due mesi fa, commentando le voci su un suo addio al Tg4, aveva detto: «Può darsi che l'azienda decida che nella ristrutturazione io possa essere destinato ad altro incarico. Non è escluso e non mi troverebbe sul piede di guerra. Comunque deciderò io quando, ma a tenersi larghi entro l'anno». L'addio c'è stato, ma nonostante la sua caparbietà e determinazione, forse non è andata proprio come avrebbe voluto. (ANSA)

 

 

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Published by royalmonacoriviera - dans GIORNALISMO
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