Partager l'article ! SAS ALBERT II CONFERENZA SULL'ESTENSIONE VERSO IL MARE: ROYAL MONACO WEB MAGAZINE IL PRIMO WE ...
ROYAL MONACO WEB MAGAZINE
IL PRIMO WEB MAGAZINE AL MONDO DI MONACO DIVENUTO CARTACEO.
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S.A.S il Sovrano di Monaco ha tenuto il 12 giugno al Palazzo Principesco una conferenza stampa nella quale è stato trattato un argomento riposto nel cassetto per alcuni anni e riguardante l'estensione del Principato verso il mare, in particolare verso due settori da vagliare: il primo, quello riguardante il quartiere Larvotto, messo in forse inizialmente dalla protezione della riserva marina dichiarata dal Principe stesso in passato, l'altro, verso l'Ovest, sull'allineamento di Fontvieille. A questo, aggiunge il Principe Alberto II, viene a porsi il problema finanziario dell'eventuale opera che richiede tecniche altamente costose. La soluzione sarebbe, in tal caso, quella di ridimensionare il progetto e allinearlo al rispetto dell'impatto ambientale consequente. Un progetto allora previsibile su una superficie di 5 ettari avviata, invece, sul lato est del principato rivisitando la precedente proposta di due tra i più grandi architetti di rimonanza mondiale: l'americano Daniel Libeskind ed il britannico Norman Foster, quest'ultimo progettista del futuro Yacht Club de Monaco (vedi nostro articolo sulla festa d'estate 2012 dei membri YCM). All'epoca, nel 2008, non furono trovate le garanzie finanziarie e quelle ambientali necessarie e, per di più, l'economia internazionale entrava nella fase di recessione che ci ha condotto ai nostri giorni.
Per sviluppare Monaco, dice SAS il Principe Sovrano, che necessita ogni decennio oltre 300 mila m2 per soddisfare la domanda e le previsioni indicanti che tra quarant'anni vi saranno 150.000 lavoratori nel Principato!! "urge una ricerca di territori e quello marittimo è ridiventato attuale".

Un collega italiano, Architetto Carlo Bertolotto, aveva previsto la necessità impellente dell'estensione marina della supercficie monegasca verso il mare e nella tesi di dottorato italiano alla facoltà di Torino presento' il progetto che qui sotto indichiamo fotograficamente. Una serie di piloni strutturabili e modulabili con sistemi utilizzati per i "drills" offshorer, avrebbero risolto il problema consentendo il contatto con la terraferma tramite un binario che costeggiava la parte nord della penisola dello Sporting.
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