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4 juin 2012 1 04 /06 /juin /2012 06:40
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  ROYAL MONACO  WEB MAGAZINE

  IL PRIMO WEB MAGAZINE AL MONDO DI MONACO DIVENUTO CARTACEO.

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La libertà d’informazione
nell’era digitale.

Incontro
di studio e dibattito in
memoria dell’avv. Aldo
Bonomo.
Aula Magna dell’Università
IULM (28 maggio 2012).

Usa 2012, la campagna digitale



Si è trattato della terza edizione dell’incontro di studio e aggiornamento sul diritto dell’informazione e delle nuove tecnologie iniziato nel 2010 e organizzato dal Consorzio Campus Multimedia In.Formazione in memoria di mio padre avv. Aldo Bonomo. Quest’anno l’appuntamento ha decretato il meritato successo, grazie anche al tema interessante l’intero settore dei media: la libertà di informazione nell’era digitale. Il convegno è stato arricchito dal dialogo tra i relatori, stimolati dalle osservazioni del giornalista Paolo Liguori, moderatore della tavola rotonda, e dalla partecipazione straordinaria del prof. Paolo Del Debbio, che ha ricordato il fondamentale contributo di Aldo Bonomo nel trovare sempre soluzioni brillanti per le più ardue questioni, e ha precisato che i nuovi problemi ora nascono non tanto per un vuoto legislativo quanto per la velocità di avanzamento tecnologico a cui il diritto fatica a tener dietro. Il convegno è stato un importante occasione di aggiornamento sulle potenzialità e le responsabilità che Internet pone agli operatori dell’informazione, perché mai come in questo momento, ha ricordato Gina Nieri, “è necessario proteggere l’attività informativa nella sua duplice valenza di bene della collettività e di attività di impresa”. Tutti i relatori hanno concordato sulla necessità di interventi legislativi mirati che rispettino però il corretto equilibrio che deve esserci tra diritti e regole. E Paolo Liguori ha ricordato, parafrasando Mc Luhan, “il mezzo è il messaggio”, che la ricchezza di informazione dei nuovi media è dovuta proprio alle potenzialità dell’era digitale. Ma è evidente che gli sviluppi della rete, con l’accesso alle informazioni, la loro elaborazione e il loro permanere a disposizione di tutti, accentuano la necessità di regole certe. Di seguito trovate la trascrizione della mia relazione introduttiva, in cui sono riportati i nomi di tutti i relatori.


Saluti cordiali e grazie ancora per la partecipazione.


Giovanni F.F. Bonomo


 


Trascrizione dell’intervento introduttivo.


“Anzitutto vorrei ringraziare il Consorzio Campus Multimedia In.Formazione, il dott. Marco Fanti e i suoi collaboratori per il prezioso lavoro organizzativo, l’università IULM per l’ospitalità, i relatori per la disponibilità, e ringrazio tutti i partecipanti, colleghi giornalisti e avvocati, per la partecipazione. Partecipazione che vedo più nutrita rispetto a quella delle due precedenti edizioni, perché si tratta questa volta di un tema, la libertà di informazione nell’era digitale, che va oltre il diritto e interessa tutti gli operatori dell’informazione, non solo i giuristi. In effetti il sistema dell’informazione si trova oggi, a causa delle innovazioni tecnologiche, in una fase di svolta che pone diversi interrogativi circa la coerenza e l’idoneità delle attuali regole. Quest’incontro, strutturato come tavola rotonda, intende mettere sotto i riflettori le principali problematiche, in modo che vengano discusse a più voci partendo dalle domande rivolte dal giornalista Paolo Liguori ad alcuni autorevoli docenti ed esperti del settore. Il titolo, la libertà d’informazione nell’era digitale, è già di per sé un appropriato omaggio alla memoria di mio padre avv. Aldo Bonomo, già ricordato nelle lusinghiere parole del rettore prof. Giovanni Puglisi, del dott. Liguori e della dr.ssa Gina Nieri. Infatti Aldo Bonomo si è sempre eroicamente battuto per la tutela della libertà d’informazione in ogni sede giudiziaria, ponendo le premesse dello sviluppo di una televisione privata, libera e indipendente. Perché è proprio sul piano dei contenuti che si misura oggi il valore e l’eccellenza, tipicamente italiana, di Mediaset per l’affermazione di un’informazione televisiva nazionale privata, nata come prima e unica alternativa al monopolio pubblico. Vorrei sottolineare, con riferimento alle battaglie condotte dal gruppo Fininvest, col patrocinio di mio padre, contro gli “oscuramenti” delle trasmissioni all’inizio degli anni ottanta, che i pretori “oscurantisti” agivano a tutela di un monopolio, quello della RAI, non certo in difesa di un mercato concorrenziale e pluralista.


Adesso, arrivati al 2012, abbiamo a che fare con una diversificazione tale delle fonti di informazione che ci costringe verso nuove sfide e a rispondere a nuovi interrogativi.


I.                      Basti pensare che l’informazione digitale, se da un lato apre nuovi spazi di libertà, dall’altro è pervasiva e incontrollata, e per questo può contrastare con la tutela del segreto e della privatezza; pensiamo poi al serrato dibattito sulla proprietà intellettuale in rete. Ha notevole rilievo, tra le problematiche derivanti dalle innovazioni tecnologiche e dalla digitalizzazione, il dibattito sull’affidabilità e sulla qualità delle informazioni condivise dai cittadini tramite i social network, soprattutto laddove diventi difficile verificare le affermazioni e le segnalazioni. Ora, il gestore di un social network, se da un lato assicura un importante strumento di circolazione delle informazioni, dall’altro potrebbe assumere un ruolo censorio e lesivo della stessa libertà di informazione, perché a ciò indotto da propri interessi commerciali.


Questo è l’oggetto del primo dibattito, con una parziale inversione dell’ordine scritto nel programma, intitolato appunto “Informazione e social network”, che avrà come protagonisti


il dott. Matteo Flora, esperto in informatica forense;


il prof. avv. Giuseppe Rossi, docente di diritto privato comparato presso questa università IULM.


 


II.                   Figlio dell’informazione digitale ed espressione di arricchimento conoscitivo è il c.d. “citizen journalism”, o giornalismo partecipativo, che significa la condivisione e diffusione di notizie grazie al coinvolgimento attivo dei cittadini, i quali, da fruitori passivi delle notizie, diventano protagonisti del processo informativo. E questo grazie alle potenzialità del Web 2.0 oggetto dell’incontro dello scorso anno. Queste nuove modalità di informazione operano, al tempo stesso, tendenzialmente al di fuori delle regole e delle garanzie che caratterizzano la professione giornalistica. L’argomento diventa più che mai attuale alla luce della recentissima sentenza della Suprema Corte del 10 maggio scorso, che pone fine a cinque anni di dispute dottrinarie e infuocati dibattiti sulla natura dei blog giornalistici: tali blog non rientrano nella nozione di “prodotto editoriale” previsto dalla legge sull’editoria, e se non vengono registrati presso l’apposito registro delle testate editoriali del Tribunale, non per questo possono considerarsi come stampa clandestina.


Questi temi, vale dire l’informazione digitale, la segretezza, il citizen journalism e i blog, vengono affrontati nel secondo dibattito che vede protagonisti


il prof. Roberto Caranta, docente di diritto amministrativo presso l’Università di Torino;


il prof. Gianluca Gardini, docente di diritto amministrativo presso l’Università di Ferrara,


il dott. Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera.


 


III.               Le accennate problematiche verranno poi approfondite, sotto il profilo della proprietà intellettuale, nel terzo dibattito. La nozione di proprietà intellettuale, insieme a quella del diritto d’autore, resta profondamente trasformata dall'avvento del digitale, per la difficoltà di un adeguamento giuridico-formale all'odierna dimensione elettronica e multimediale, specie nel momento in cui si tenta di replicarne le caratteristiche più tradizionali, legate a una realtà ancora analogica.


Il tema resta di stringente attualità. Ora, alcuni nuovi imprenditori della rete, e importanti voci della cultura non soltanto giuridica, sostengono che la digitalizzazione richiede strumenti più flessibili rispetto a quel diritto esclusivo che da sempre è il cuore concettuale della proprietà intellettuale.


Ce lo spiegheranno meglio


il dott. Cesare De Sapia, già presidente della Sezione III civile, specializzata in proprietà industriale e intellettuale, del Tribunale


           di Milano;


il dott. Paolo Tacconi, executive producer MSN Western Europe di Microsoft.                                                                                               


                                                                                                       °°°


Augurando quindi una proficua discussione sulle tematiche accennate, lascio subito il microfono al dott. Liguori che avvierà il dibattito, facendo da moderatore, e rivolgendo anzitutto le previste domande ai professori ed esperti, grazie.”




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