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29 juin 2011 3 29 /06 /juin /2011 07:40

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Royal Monaco white

 

ROYAL MONACO RIVIERA WEB MAGAZINE

 

Manovra Tremonti:
STRALCIATA
la norma sulla
CANCELLAZIONE
dell’ORDINE
dei GIORNALISTI.
Franco Abruzzo: “Una
liberalizzazione
che avrebbe
danneggiato i cittadini”

Sarebbero rimasti in vita solo gli Ordini degli avvocati, dei notai, dei farmacisti, degli ingegneri e degli architetti, 5 su 26 - Enzo Iacopino: “Un regalo agli editori” – Franco Siddi: “L’ABOLIZIONE dell’ORDINE GIORNALISTI È un COLPO DI MANO. SE NON È COSÌ SI FACCIA CHIAREZZA AL PIÙ PRESTO” – Marina Calderone (presidente Cup) : "SCONCERTO PER le MISURE" - Obbligo contributi per professionisti pensionati.

Roma, 28 giugno 2011.  La norma contenuta nella bozza della manovra finanziaria che prevedeva la cancellazione di una serie di ordini professionali, incluso quello dei giornalisti, sarebbe stata stralciata. È quanto riferiscono fonti governative presenti al vertice ministeriale a palazzo Chigi.  Secondo la prima versione della manovra, sarebbero rimasti in vita solo gli Ordini degli avvocati, dei notai, dei farmacisti, degli ingegneri e degli architetti,  5 su 26. (ANSA).

 

Aboliti gli Ordini ma non quelli di farmacisti, notai, avvocati, architetti e ingegneri..

 

Abolite tutte le ''indebite restrizioni'' all'accesso e all'esercizio delle professioni tranne che per architetti, ingegneri, avvocati, farmacisti e autotrasportatori dove le restrizioni possono continuare ad esistere. E' quanto prevede la bozza della manovra economica che andra' giovedi' all'esame del Consiglio dei Ministri. Dovrebbero curiosamente essere aboliti, invece, ordini come quello dei medici, degli infermieri, dei commercialisti e dei giornalisti. Nel capitolo ''liberalizzazioni e sviluppo'' della bozza si afferma il ''principio di liberta' d'impresa'' sul quale si deve basare l'esercizio delle professioni e, all'articolo 2, si sancisce la ''abrogazione delle indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni''. Ma al comma 1 dello stesso articolo, il testo stabilisce che sono abrogate ''le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni previste dall'ordinamento vigente'' tranne che per quelle ''di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportore''. Non solo, ma la bozza prevede che entro quattro mesi dall'entrata in vigore della manovra ''singole professioni possono essere escluse, in tutto o in parte, dall'abrogazione delle restrizioni'' con un ''decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente di concerto con il Ministro dell'economia''.

 

Testo in http://www.asca.it/copertina-LA_MANOVRA_SARA__DI_43_MILIARDI_%3Cbr%3E1_8_QUEST_ANNO_E_5_5_NEL_2012-4567.html

 

 Obbligo contributi per professionisti pensionati.

 

Roma, 28 giugno 2011. I professionisti pensionati che continuano a svolgere attivita' lavorativa sono ''obbligati'' a versare i contributi alle relative casse di previdenza. Lo prevede una norma contenuta nella bozza della manovra. ''Per i soggetti gia' pensionati, gli enti previdenziali di diritto privato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adeguano i propri statuti e regolamenti - e' scritto - prevedendo l'obbligatorieta' dell'iscrizione e della contribuzione a carico di tutti coloro che risultino aver percepito un reddito, derivante dallo svolgimento della relativa attivita' professionale''. Il contributo per i professioniti pensionati non puo' essere inferiore al 50% di quello ordinario.

 

in: http://www.asca.it/copertina-LA_MANOVRA_SARA__DI_43_MILIARDI_%3Cbr%3E1_8_QUEST_ANNO_E_5_5_NEL_2012-4567.html

 

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Fine degli Ordini professionali? Giallo sul testo

 

La bozza della manovra prevederebbe che "le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore” del provvedimento. Non è chiaro se ciò significherà anche la fine degli Ordini, compreso quello dei medici e delle altre professioni sanitarie, esclusi i soli farmacisti.

 

 

 

di  www.quotidianosanita.it

 

Roma, 28 giugno 2011. Secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa la bozza della manovra potrebbe portare all’abolizione di moltissimi ordini professionali, compresi quelli sanitari, medici, infermieri, biologici, ecc,  con l’esclusione dei soli farmacisti.

 

Si legge infatti nel testo che “le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore dal presente decreto”. Non si parla di Ordini ma si sta facendo strada il sospetto che con questa norma ne verrebbe vanificato il ruolo di certificatori del possesso dei titoli abilitanti all'esercizio professionali e conseguentemente anche quello di garanti dei comportamenti dei professionisti nei confronti dei cittadini.

 

I primi a tuonare sono stati i giornalisti per bocca del segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, che auspicato che non sia questa la volontà del Governo, mentre i medici, al momento, sembrano più cauti nell’interpretazione. Per Bianco (Fnomceo) la norma così come scritta nelle bozze circolate non parla di abolizioni di ordini e poi, aggiunge “mi auguro che nessuno voglia in giro medici senza laurea e abilitazione controllate e certificate”.

 

In ogni caso è la stessa bozza a specificare che il termine restrizione significa «la limitazione del numero di persone che sono titolate ad esercitare una certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l'esercizio, senza che tale numero sia determinato, direttamente o indirettamente sulla base della popolazione o di altri criteri di fabbisogno”. E aggiunge che verrebbe a cadere anche “l'attribuzione di licenze all'esercizio di una professione solo dove ce ne sia bisogno secondo l'autorità amministrativa”, cui si aggiunge il “divieto di esercizio di una professione al di fuori di una certa area geografica e l'abilitazione a esercitarla solo all'interno di una determinata area”. Verrebbero meno anche “l'imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all'esercizio della professione”, “il divieto di esercizio della professione in più sedi oppure in una o più aree geografiche” e “la limitazione dell'esercizio della professione ad alcune categorie professionali o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti”. Andando avanti nel testo si legge anche che viene abrogata “la limitazione dell'esercizio della professione attraverso l'indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all'operatore”, nonché l’obbligo “di requisiti professionali in relazione al possesso di quote societarie», «l'imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni o servizi” e “l'obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all'attività svolta”. Il testo prevede in ogni caso che “singole professioni possono essere escluse, in tutto o in parte, dall'abrogazione delle restrizioni», ad esempio nel caso in cui «la limitazione sia funzionale a ragioni di interesse pubblico”.

 

Insomma una matassa alquanto difficile da districare fino a quando non si avranno notizie e spiegazioni ufficiali.

 

(Testo in http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=4603).

 

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Manovra finanziaria. La risposta dell’Ordine dei giornalisti: “Un regalo agli editori”

 

Roma, 28 giugno 2011. L'Ordine nazionale dei giornalisti ha così risposto alle indiscrezioni sulla manovra del ministro Tremonti: "Un nuovo regalo agli editori. La maggioranza con la  sua ipotizzata manovra scioglie di fatto l' Ordine dei giornalisti abrogando og ni norma in relazione all'esercizio e all'accesso alla professione. Sarà una giu ngla peggiore di quella che esiste oggi. Molti tra gli editori potranno continuare a rubare i sogni dei giovani che retribuiscono con pochi euro ad articolo e saranno liberi, senza la presenza dell'Ordine dei giornalisti , di rubare ai  cittadini quote di verità. A qualcuno non bastava quel maleodora nte bavaglio  dell'ipotizzato provvedimento sulle intercettazioni. Il Parlamento  non potrà  accettare una misura ritorsiva verso i giornalisti che hanno la sola  colpa  di rispettare il dovere costituzionale di informare i cittadini". (www.odg.it)

 

 

 

MANOVRA. Franco SIDDI: “L’ABOLIZIONE dell’ORDINE GIORNALISTI È un COLPO DI MANO. SE NON È COSÌ SI FACCIA CHIAREZZA AL PIÙ PRESTO”

 

Bari, 28 giugno 2011.  «Se così è siamo in presenza di un colpo di mano gravissimo e inaccettabile». Lo ha detto il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, commentando a Bari l'indiscrezione secondo cui la bozza della manovra economica, che andrà giovedì all'esame dei Consiglio dei ministri, prevedrebbe l'abolizione di alcuni Ordini professionali, tra cui quello dei giornalisti. Per Siddi, «verrebbero cancellate» con una norma che riguarda la manovra economica, «tutte quelle professioni che hanno a loro fondamento oltre alla sapienza tecnica o scientifica o professionale, una base etica fondamentale». 'Non si capisce - ha rilevato il segretario della Fnsi - cosa c'entri con l'economia e con i fattori dello sviluppo e della crisi del Paese. Si dice che vengono abrogate le norme che, attraverso gli Ordini professionali, salvo che per farmacisti, avvocati, notai, autotrasportatori e architetti, restringono l'accesso o introducono regole per l'esercizio della professione«. Si tratta - ha proseguito - di »un motivo di allarme in più proprio nella stagione in cui si parla di legge per mettere il bavaglio all'informazione e, non essendo in grado di fare una legge per loro perchè sarebbe la legge della casta, cercano di aggirare, parlando di economia, un tema che non ha nulla di economico«. »Onestamente - ha ribadito Siddi - è sorprendente che ciò accada. Sembrerebbe un colpo di mano politico a fronte di una manovra che deve essere economica. Noi giornalisti non siamo attaccati al nostro ordinamento, ma è evidente che sembrerebbe si vogliano cancellare le guarentigie dei giornalisti, cioè quelle che ci obbligano a raccontare fatti di pubblico interesse, secondo il criterio della verità, col principio dell'indipendenza e secondo la propria deontologia professionale«. »Se così non è - ha concluso Siddi - che sia fatta chiarezza al più presto«. (ANSA).

 

 

 

MANOVRA. Marina CALDERONE (presidente del Cup ): "SCONCERTO PER le MISURE".

 

Roma, 28 giugno 2011.  «Sconcerto per le notizie di stampa che riportano, in modo ufficioso, un passaggio della bozza di Manovra finanziaria elaborata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti». Queste le prime affermazioni di Marina Calderone, presidente del Comitato Unitario delle Professioni dopo aver letto che nella bozza di Manovra finanziaria saranno previste norme sulla «liberalizzazione» delle professioni, equiparate in modo del tutto meccanico, poco logico e impreciso alle imprese. «Questo non lo posso affermare -dichiara la presidente- ma vorrei ricordare al Ministro Tremonti che l'attuale ministro della Giustizia Angelino Alfano ha dichiarato più volte che l'attuale Governo è riuscito ad imbastire una seria riflessione per giungere alla riforma delle professioni intellettuali». Purtroppo, aggiunge, «dopo la presentazione del documento condiviso da CUP e PAT contenente i principi su cui dovrebbe basarsi una legge di riforma, non abbiamo più potuto discutere con le Istituzioni. Alfano aveva pubblicamente garantito che nel mese di ottobre del 2010 sarebbe stato presentato in Parlamento un disegno di legge governativo sulla riforma delle professioni che avrebbe preso spunto dai principi che gli stessi professionisti si erano impegnati a stabilire. Tutto questo, come è noto, non è ancora accaduto». «Leggo con dispiacere le notizie di stampa di oggi che se confermate nel testo che sarà presentato in Parlamento, -sottolinea Calderone- denotano scarsa attenzione per il mondo delle professioni intellettuali e disattenzione alle regole che lo regolamentano e che sovrintendono all'interesse generale della collettività». Il presidente Calderone sottolinea che «il CUP è pronto a futuri incontri presso il Ministero della Giustizia e dell'Economia ma per parlare di riforma senza le interferenze di poteri forti che nulla hanno a che vedere con il mondo delle professioni intellettuali. E mi auguro vivamente che le dichiarazioni del Ministro siano dovute solo a delle incomprensioni di forma. Il mondo delle professioni ordinistiche, che garantisce al Paese il 15% del PIL ed una funzione di terzietà tra Istituzioni e cittadini, ha diritto ad una riforma strutturale condivisa e moderna. Una riforma che tenga conto come le Professioni non pesano sulle Casse dello Stato, nè ricevono aiuti governativi per sopperire ai momenti di crisi». Il presidente sottolinea quanto ufficialmente esposto dai ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi e ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, durante il Festival del Lavoro 2011 i quali «hanno riaffermato il ruolo sociale ed economico delle professioni intellettuali divenute la scelta lavorativa di molti giovani laureati». Il ruolo di terzietà e specializzazione che garantisce ogni professionista nello svolgimento della propria attività, aggiunge Calderone, «è frutto di un preciso percorso formativo e deontologico. Il Paese ha bisogno di riforme strutturali che interessino i reali bisogno dei cittadini: in primis la riforma del lavoro e del fisco, temi ormai quasi dimenticati dal Legislatore. L'Italia sta ancora affrontando il periodo di crisi che ha interessato l'intera Europa, l'Ue tiene sotto esame la nostra economia. Per non divenire la 'nuova Grecià forse lo sforzo del ministro dell'Economia dovrebbe incentrarsi su altri settori e non sulle libere professioni che hanno dimostrato dinamicità anche di fronte agli endemici ritardi del Paese, sopperendo spesso alle carenze dello Stato». (Adnkronos)



 

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