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23 avril 2012 1 23 /04 /avril /2012 22:17
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  ROYAL MONACO  WEB MAGAZINE

  IL PRIMO WEB MAGAZINE AL MONDO DI MONACO DIVENUTO CARTACEO. UNA CONTROTENDENZA CHE FA PROSELITI.    

 

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AVRIL BLOG 75 

Teatro Ariston Sanremo

Spettacoli Teatrali aprile 2012

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¨    24 aprile ore 21.15: Teatro Ariston – i Nomadi in concerto

¨    27 aprile ore 21.15: Teatro Ariston – “Mind Juggler” con Francesco Tesei

 

La biglietteria è già aperta presso il Teatro ARISTON (al numero 0184/506060 dalle 16.00 alle 21.00 tutti i giorni) .

 

I biglietti per il Teatro Ariston si possono acquistare anche on-line dal sito www.aristonsanremo.com.

 

Prezzi di ingresso:

 

24/4/2012 NOMADI

               POLTRONISSIMA PLATEA                35,00 + € 3,00 prev. 

                   PLATEA  E 1a FILA GALLERIA              30,00 + € 3,00 prev.

                   GALLERIA I° SETTORE (file 2-9)     25,00 + € 2,00 prev. 

         GALLERIA II° SETTORE (file 10-16)                                      20,00 + € 2,00 prev.

 

27/4/2012 FRANCESCO TESEI

               POLTRONISSIMA PLATEA                20,00 + € 2,00 prev. 

                   PLATEA  I° SETTORE (file 18-25)       15,00 + € 2,00 prev.

                   PLATEA  II° SETTORE (file 26-33)     13,00 + € 2,00 prev. 

                   1a FILA GALLERIA                                  13,00 + € 1,00 prev.

                   GALLERIA                                 10,00 + € 1,00 prev. 

        

 

 

NOMADI, la band più longeva del panorama musicale italiano, vengono fondati nel 1963, da Beppe Carletti e Augusto Daolio, in un periodo in cui nascevano, a ritmo frequentissimo, centinaia di gruppi musicali, accomunati dalla voglia di esprimere sensazioni, pensieri ed insoddisfazioni dei giovani della nuova generazione, la prima del dopoguerra.
La formazione attuale dei NOMADI:

Beppe Carletti (tastiere), Daniele Campani (batteria), Cico Falzone (chitarre); Cristiano Turato (Voce), Massimo Vecchi (basso e voce), Sergio Reggioli (violino, percussioni e voce).
Il nome NOMADI fu scelto un po' per caso ma forse anche un po' per destino: la loro l'attività tocca capillarmente numerose località d'Italia, anche nei piccoli paesi, le province, ed è scandita da 90 CONCERTI ALL'ANNO con una media annuale di 1.000.000 di SPETTATORI (di età compresa tra i 18 e i 45 anni), riconfermandosi ogni anno, nel panorama artistico italiano, come gli artisti con il maggior numero di concerti.
Chi assiste ad un concerto, anche se non è la prima volta, viene rapito dall'atmosfera famigliare, rassicurante e positiva, dal rapporto amichevole e dal profondo rispetto dei musicisti verso il pubblico.

"IL POPOLO NOMADE" è il settimo componente del gruppo: 100 fans club sparsi in tutta Italia, migliaia di fans in ogni angolo della penisola. Ed è proprio grazie al sostegno di queste persone che l'attività musicale è affiancata dall'impegno umanitario, la raccolta fondi e i numerosi viaggi nelle aree critiche del mondo come ambasciatori di Pace e Solidarietà. I NOMADI, infatti, insieme ai numerosi fans che li seguono, sono stati negli ultimi anni promotori di varie iniziative di solidarietà nazionali e internazionali (come l'attuale progetto di costituzione dell'Associazione "CRESCERAI" che sta sostenendo un progetto in Madagascar) con incontri di personaggi quali il Dalai Lama, Giovanni Paolo II, Yasser Arafat, M. Sabbat Patriarca di Gerusalemme, il segretario del Mahatma Gandhi, Fidel Castro, Tara Gandhi, Arcivesco Samuel Ruiz Garcia (Messico), Padre Ugo del Censi (Perù), Duane Hollow Horn Bear (capo spirituale del popolo Lakota-Sud Dakota).
I Nomadi hanno pubblicato in totale 51 fra dischi in studio, live e raccolte per un totale di oltre 15.000.000 copie vendute.

Il 19 aprile 2011 il gruppo annuncia di intraprendere l'avventura discografica da indipendenti, a giugno 2011 è uscito "Cuore Vivo", album interamente autoprodotto.

 

 

BEPPE CARLETTI

Beppe Carletti è nato nel 1946 a Novi di Modena, sposato, due figli, tre nipoti, è Nomade da 49 anni. Ha iniziato a studiare musica a 9 anni e la fisarmonica è stato il suo primo strumento. Beppe si sente molto fortunato perché la sua passione per la musica è diventata una professione. Nomade a tutti gli effetti, ama viaggiare, le sue vacanze sono viaggi umanitari e di solidarietà in giro per il mondo, dove porta gli aiuti dei fans dei Nomadi. Il 20 settembre 1997 la United Artists for Peace, in occasione del II Festival per la Pace, ha consegnato al gruppo il Premio "Artisti per la Pace 1997". 25 maggio 2003 l'Associazione Marcia degli Angeli di Foligno consegna a Beppe la Medaglia d'oro di "Cavaliere dell'infanzia". 18 febbraio 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi nomina Beppe Cavaliere della Repubblica.Nel 2006 La Camera di Commercio di Reggio Emilia, a dicembre, ha conferito a Beppe il premio Regium Lepidi.

CICO FALZONE

Cico, nato a Porto Enpedocle è un musicista nel cuore e nell'anima. La prima volta che la sua strada incrocia quella dei Nomadi è stata, molti anni fa, con l'amico Flaco Biondini, in un paesino nel parmense, e ne rimane vivo il ricordo, da quella sera il desiderio di essere uno di loro. In quel periodo si esibiva con cantanti famosi e non, con orchestre, lavorava in sala di registrazione, insegnava musica continuando a studiare, ha fatto anche il cantante di piano bar! Poi è arrivata la telefonata di un amico impresario e il contatto con i Nomadi: il provino a tavola a casa di Beppe con Augusto e Dante. Il primo luglio del 1990 davanti al fantastico pubblico dei Nomadi, il primo Concerto non da spettatore  a  Novellara. Emozionante e coinvolgente come quello che aveva assaporato, nel grande desiderio, in un paesino del parmense insieme ad un amico, inconsapevoli Che la loro amicizia avrebbe preso forza anche da qualche bella e poetica canzone che suonano,  anche se in palchi diversi.

DANIELE CAMPANI

Classe 1961, com'è diventato un "Nomade"? semplicemente lo è sempre stato!
Il problema era che non lo sapeva. E il problema era di tutto quel mondo allora conosciuto che ha accompagnato la sua vita: nessuno voleva ficcarselo in testa!! Vai a capire tu di portare pazienza, che prima o poi il destino si sarebbe compiuto. Quell'orribile, assordante strumento senza garbo che è la batteria sarebbe stato il suo biglietto di partenza nel 1990 per il nuovo mondo.
1990, appunto... l'incontro con Augusto e Beppe. Neppure loro sapevano che lui ero un "Nomade" nato. In quel periodo Daniele era un giovane dai modi gentili e pacati, padre di famiglia, tutto casa e lavoro. Il lavoro poi era tutto un programma: "Copywriter", letteralmente scrittore di testi pubblicitari; un pubblicitario insomma. Ama la natura, la terra, la pesca, fortemente attaccato alle sue radici.
Da 20 anni è l'ideatore delle copertine dei Nomadi.

MASSIMO VECCHI

Massimo Vecchi è nato a Reggio Emilia nel 1970 all'età di  sei anni dimostra una passione totale per qualsiasi cosa che emetta un suono, la madre capta questa passione viscerale per la musica e iscrive Massimo al  conservatorio Achille Peri di Reggio Emilia. Ma le regole di una scuola importante non fanno per lui al che comincia un pellegrinaggio alla ricerca della passione cosa che Massimo trova al Cepam di Reggio Emilia grazie ad un grandissimo insegnante Tiziano Bellelli, e poi affina al Cpm di Milano con il grandissimo e compianto Stefano Cerri. Nel 1998 dopo 15 anni di esperienze con chiunque fosse stato assalito dalla "passione", riceve la fatitica telefonata da parte di Cico Falzone e l'invito ad unirsi alla "storia" della musica leggera i NOMADI. Il resto è storia di vita per gli ultimi 13 anni di Massimo 13 anni vissuti nell'acrescimento totale sia come uomo che come musicista grazie all'affetto degli amici dei Nomadi e grazie alle esperienze maturate con i Nomadi. 

SERGIO REGGIOLI

 Sergio nato a Recanati il 19 9 70 la passione per la musica del padre lo porta già a sei anni ad avere i primi approcci con il violino. All'età di otto anni frequenta già il conservatorio G.Rossini di Pesaro come uditore, per poi entrare come allievo sotto la guida della profess.sa Ottavi paola con la quale arriverà fino al conseguimento del diploma nel 1993. Dopo un percorso nella musica classica con corsi di perfezionamento con i maestri Sàndor Vègh e Carlo Chiarappa ha allargato i suoi orizzonti musicali verso il genere che lo affascinava di più senza mai rinnegare il mondo della musica classica, iniziando ad interessarsi alla musica rock e pop del panorama italiano ed internazionale. Ha frequentato 2 corsi presso la scuola di musica CET di Avigliano Umbro,come compositore ed autore.L'incontro con Giuseppe Gismondi, cantautore ed eclettico chitarrista marchigiano, si rivela decisivo per lo sviluppo musicale lo portano ad approfondire un mondo musicale fino ad ora poco esplorato,dove il violiono diventa protagonista con nuove sonorità e sperimentazioni melodico-armoniche. Sviluppando interesse per la musica popolare di diverse etnie. Dall'ottobre del 1998 fa parte dei Nomadi come violinista e percussionista.

CRISTIANO TURATO

Cristiano è nato a Padova nel 1973 all eta di 10 anni riceve dal suo babbo il primo grande regalo la chitarra. Da qui parte un amore per la musica che non lascerà mai, un amore viscerale a volte quasi ossessivo. A 16 anni comincia a studiare presso la DAIGO music school canto moderno e jazz con Cristiana Lirussi e canto armonico con Roberto Laneri e contemporaneamente comincia a suonare e a produrre la propria musica. Due anni più tardi comincia a studiare pianoforte col maestro Scarpa allargando così il suo bagaglio tecnico e compositivo,partecipa inoltre a vari corsi di composizione e armonia in varie accademie. Suona in tutta Italia macinando km. Nel frattempo conosce Alberto Roveroni sound designer composer e producer con cui inizia un lungo lavoro in studio. In quel periodo accresce notevolmente le sue competenze e lavora come assistente di studio e arrangiatore. Trasforma la sua musica nel tempo passando dal pop-rock al rock all acustica fissando poi il suono sull Elettro-rock. Con il gruppo  Vince il Festival di Saint Vincent e tanti altri concorsi di livello nazionale.

 


 

27 Aprile 2012  TEATRO ARISTON | SANREMO

MIND JUGGLER di e con FRANCESCO TESEI - Un viaggio alla scoperta delle magie della mente e della comunicazione

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Venerdì 27 aprile  il Teatro Ariston di Sanremo, a grande richiesta, dopo il grande successo recentemente riscosso al Teatro Nazionale di Milano (1300 persone!) ripropone "Mind Juggler", lo spettacolo di Francesco Tesei, il più importante mentalista d'Italia.

Che cos'è il mentalismo?

Se cominciassimo dicendo che il mentalismo esplora le "magie" della mente, capiremmo subito che questa forma d'arte affonda le sue radici in un passato antico quanto l'uomo, poiché il desiderio di indagare i misteri e le potenzialità del cervello ci ha sempre accompagnato.

Ma se per secoli il mentalismo ha attinto dalle misteriose nebbie del mondo del paranormale, evocando i poteri occulti ed esoterici della telepatia e della preveggenza, il "mentalismo contemporaneo" che porta in scena Tesei non suggerisce affatto l'idea di presunti poteri sovrannaturali, e si inserisce piuttosto a cavallo tra la psicomagia di Alejandro Jodorowsky e la comunicazione magica di ricercatori come Milton Erickson, Paul Watzlawick e Richard Bandler.

Oltre ad essere Master in PNL e certificato in ipnosi presso il Milton Erickson Institute di Torino, Tesei ha un background di oltre 15 anni come illusionista professionista, durante i quali ha visitato oltre 30 paesi nel mondo.

Dall'illusionismo ha senz'altro ereditato la voglia di continuare a stupire e meravigliare il pubblico, ma oggi lo fa utilizzando quella specie di "scatola magica" che ognuno di noi possiede e porta sulle spalle…

Dal mondo della magia tradizionale ha ereditato anche l'idea che il gioco possa essere una chiave molto potente per agire ed interagire con le persone a livello inconscio, per fare emergere una realtà nuova in seno a quella ordinaria, arrivando a toccare le più intime corde dell'animo umano senza mai risultare invadente. Gioco dopo gioco, esperimento dopo esperimento, Tesei sfiora in maniera suggestiva temi e questioni comuni ad ogni uomo: il libero arbitrio, il caso e le coincidenze della vita, la manipolazione mentale e i condizionamenti psicologici a cui la società moderna ci sottopone.

Questo è il mentalismo contemporaneo: non più magie da sciamano, superstizione ed evocazioni esoteriche, ma un viaggio affascinante e spesso anche ironico alla scoperta di quelle forze altrettanto invisibili e misteriose, ma di natura psicologica (e filosofica).

Come un vero e proprio giocoliere della mente, da cui il titolo dello spettacolo ("Mind Juggler"), Tesei conduce i suoi spettatori dentro al labirinto di specchi della mente, dove ogni pensiero è riflesso e conseguenza di un pensiero precedente. I prodigi mentali che accadono in scena non hanno uno scopo autocelebrativo, ma sono volti a fare emergere le risorse straordinarie nascoste dentro ad ogni persona. Attraverso la guida di Tesei, gli spettatori scoprono infatti di riuscire a compiere prodigi straordinari, in un percorso nel quale i confini tra reale e illusione, tra oggettività e suggestione, diventano sempre più sfocati.

Quello di Tesei è una forma di meta-teatro sulla magia delle parole: uno spettacolo che utilizza la comunicazione per raccontare la comunicazione, per giocare e ridere grazie ad essa e al tempo stesso per svelare i suggestivi meccanismi che la regolano e che a volte ci permettono di compiere apparenti magie.

Al confine fra teatro e psicologia, Tesei comincia ogni sua rappresentazione con una frase di Milton Erickson: "Ognuno di noi è molto di più di ciò che pensa di essere, e sa molto di più di ciò che pensa di sapere", e la chiude con una frase di Anais Nin: "Non vediamo la realtà come essa è, ma come noi siamo".

Nelle due ore di spettacolo, tutto ciò che avviene tra l'apertura (di stampo ipnoterapeutico) e la chiosa finale (di matrice pienneliana) si reinventa ad ogni rappresentazione, perché è frutto dell'interazione tra il protagonista in scena e il suo pubblico, ed ogni volta dimostra in maniera spettacolare e metaforica la teoria fondante del mentalismo di Tesei: il mondo è fatto di parole; quando conosciamo le parole di cui il mondo è fatto, possiamo fare di esso ciò che vogliamo.

 

 

Dicono di lui:

 

Mariano Tomatis, autore del libro "La magia della mente" ed esperto di mentalismo, recensisce così "Mind Juggler":

 

(…) Francesco dichiara sin dall'inizio che non c'è nulla di paranormale in quello che fa, e attribuisce le sue performance a una spiccata sensibilità - forse addirittura alla portata di tutti, con un opportuno impegno.

In centoventi minuti, rivela informazioni inaccessibili, legge nel pensiero, individua gli indizi che svelano verità e menzogna, precede gli spettatori nel creare catene logiche apparentemente imprevedibili. Nel corso dello spettacolo, un passo alla volta, il Mind Juggler diventa agli occhi del pubblico il simbolo delle ericksoniane capacità inespresse. Finché il transfert si compie, e molti spettatori si scoprono a tifare per lui, perché ogni parola indovinata conferma indirettamente l'assunto di partenza. Quando il sipario si chiude, sono in molti ad amarlo.

Quello che va in scena non è un semplice intrattenimento: agli occhi di molti, Francesco rappresenta il possessore delle chiavi mentali per accedere a ciò che ci sembra inaccessibile. (…)

Ai pochi cui è consentito scorgerlo dietro le quinte, Francesco si rivela ancora "altro" rispetto a quello che ama offrire di sé sulle sue brochure pubblicitarie: lui è, soprattutto, uno straordinario storyteller, le cui narrative risuonano in modo profondo sul pubblico che riempie i teatri per vederlo. (…)

Non è un caso se l'ovazione più fragorosa arriva quando Francesco mette in scena un esperimento di viaggio nei sogni ispirato alle scatole cinesi di Inception. Se nella prima parte dello show Francesco mal cela un certo orgoglio segreto per aver "letto" l'ennesima parola nella mente dello spettatore, nella seconda è bravissimo a farsi da parte per accompagnare una persona scelta a caso tra il pubblico in uno scenario onirico denso di suggestioni archetipiche: il viaggio e il riposo, la camera d'albergo e il suo precedente occupante, la confusione tra realtà, sogno e sogno nel sogno. (…) La rivelazione finale è preparata con maestria attoriale e supportata da un testo perfetto. In quel momento, la signora chiamata a partecipare non si sente soltanto l'autentica protagonista del viaggio psichico: le lacrime che ricaccia in gola tradiscono un'emozione in cui tutto il pubblico si specchia sgomento, testimone di un prodigio il cui modello di riferimento è un film di enorme suggestione immaginifica. Quando la donna torna al suo posto, Francesco tace e sorride, con le braccia appena aperte. Non ha neppure bisogno di ricapitolare quanto sia accaduto, né quanto sia pazzesco quello che è appena successo. È il suo silenzio a invocare l'applauso più entusiasta. L'applauso che, tra gli altri, il mentalista merita di più. In quest'ultimo effetto, infatti, Francesco si mimetizza totalmente dentro il racconto, diventando l'umile traghettatore verso un'autentica esperienza del Mistero. E agli occhi di chi lo apprezza come un finissimo trickster, o illusionista, la dimostrazione che si può condurre il pubblico in luoghi della mente sconvolgenti, attraverso un varco il cui accesso non è affatto riservato a registi dotati di grossi budget e scintillanti effetti speciali. Non c'è lo schermo di un cinematografo a separare Francesco dal suo pubblico: tutto accade dal vivo, in un'atmosfera minimal che fa dell'astrazione la sua forza. Il resto lo fa la sua potentissima narrativa.

 

 

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