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8 janvier 2020 3 08 /01 /janvier /2020 03:35
TEATRO ARISTON SANREMO; Visse d’arte, visse d’amore.

Visse d’arte, visse d’amore.

Cecilia Sofia Anna Maria Kalogeropoulos, alias Maria Callas, nata in America da genitori greci emigrati, era greca nel profondo, come lei stessa ebbe a dire più volte.

La sua esistenza fu piena di passione, di ansia, continuamente in bilico tra l’amore cantato e l’amore vissuto. Eppure morì sola, nella sua casa di Parigi, dimenticata da tutti.

L’Omaggio a Maria Callas, organizzato dall’Associazione “Ritorno all’opera”, che si terrà al Teatro Centrale di Sanremo il 10 gennaio 2020, alle ore 16.30, nasce proprio dalla precisa volontà di ricordare la più grande interprete di tutti i tempi, sottrarla all’oblio e, in qualche modo, rimediare al torto fattole da un mondo continuamente alla ricerca di spettacolarità e novità che sembra averne dimenticato la grandezza. 

Definita “Divina”, quando cantava, con quella voce capace di ricoprire registri tra loro molto lontani, aveva la capacità di prendere l’ascoltatore e trascinarlo con sé, facendolo sentire totalmente immerso nella musica, come lei stessa sentiva di essere.

Rappresentò davvero una leggenda, inimitabile, tanto che il regista Franco Zeffirelli, suo amico, ebbe a parlare di “a. C. e p. C.” cioè di un prima della Callas e dopo la Callas, come a sottolineare l’unicità ed eccezionalità di questa artista.

Fu sfortunata nella vita privata, amava l’arte e a servirla dedicò interamente la sua vita. Sul palco si trasformava, era felice.

Fu circondata dall’affetto degli amici, tra cui i registi Luchino Visconti, Franco Zeffirelli e Pierpaolo Pasolini, che la guidò nel film Medea quando ormai aveva deciso di ritirarsi dalle scene perché la sua voce non era più quella di un tempo. Ma anche e soprattutto dalla sua donna di servizio e il suo maggiordomo, rimasti a lei fedeli fino alla morte, che lei considerava la sua vera famiglia.
Ebbe l’amore del pubblico ovunque nel mondo si trovò a interpretare le grandi opere liriche, ma suscitò invidie tra i colleghi, scandalo e disapprovazione tra i critici. Lei timida e schiva nel privato, era sempre suo malgrado sotto i riflettori della stampa.

Lo spettacolo “La Divina. Omaggio a Maria Callas” ricostruisce le fasi salienti della sua vita e della sua carriera. Saranno eseguite alcune delle arie più famose da lei cantate, proposte dal soprano Elena Rossi e dal tenore Alessandro Fantoni, accompagnati al pianoforte dal Maestro Andrea Albertini.  Con la guida delle proiezioni di video e interviste, arricchiti dalla voce di Maria Paola Bidone che leggerà alcune pagine tratte dalle sue memorie e dalle sue lettere, lo spettatore sarà condotto in un viaggio emozionale alla scoperta della grande artista.

 

Prezzi di ingresso: 

platea € 20,00+2,00 prevendita, galleria € 15,00+2,00 prevendita € 13,00+2,00 prevendita.

 

Info e prenotazioni pressa la cassa del Teatro Centrale via Matteotti 107, 0184 597822 tutti i

giorni dalle 17:00 alle 21:00, al mattino dalle 10:00 alle 13:00 il giorno dello spettacolo ed il

giorno precedente.

 

Elena Rossi, soprano di fama internazionale, è nata a Reggio Emilia. Dopo aver studiato presso il

Conservatorio della sua città si perfeziona presso l’Accademia Filarmonica di Bologna e con Luciana Serra, Edita Gruberova e Sherman Lowe. Vincitrice di numerosi concorsi, debutta, giovanissima, in Elisir D’amore al Teatro Bonci di Cesena nel ruolo di Adina. 

Successivamente, a Seul, è Violetta in una produzione di Traviata con la regia di Pier Luigi Pizzi;

inizia così un sodalizio artistico con il Maestro che vede la partecipazione di Elena Rossi in molte

delle sue produzioni: Les Mamelles de Tirésias (Macerata e Praga), Il Flauto magico (Sferisterio

di Macerata), La vedova Scaltra (Venezia), Thais (Venezia).          

A partire dal 2014 ad oggi, fra le sue grandi interpretazioni ricordiamo: Aida a Piacenza, Tosca a

Taormina, al Massimo di Palermo, al Teatro Regio di Torino, all’Arena di Verona, al Bellini (Teatro

antico) di Catania, al Teatro Comunale di Bologna, Norma a Macao in Cina, Desdemona in Otello

a San Paolo in Brasile, Donna Anna nel Don Giovanni a Salerno. Fedora al San Carlo di Napoli e

al Teatro Bellini di Catania, Liù nella Turandot all’Arena di Verona, Loreley nell’opera Loreley di

Catalani a San Gallo (Svizzera), Fidelia nell’Edgar di Puccini al teatro di San Gallo (Svizzera) e a

Berlino, Hanna Glavary in Die lustige witwe al National Theater of Performing Arts di Pechino,

Magda nella Rondine di Puccini al Teatro Carlo Felice di Genova.

Ha collaborato con celebri direttori d’orchestra e registi, fra i quali: Renato Palumbo, Asher Fish,

Andrea Battistoni, Valerio Galli, Donato Renzetti, Enrique Mazzola, Maurizio Benini, Franco

Zeffirelli, Hugo de Ana, Pier Luigi Pizzi, Giancarlo del Monaco, Damiano Michieletto, Daniele

Abbado, David Alden.

 

 

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