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8 octobre 2015 4 08 /10 /octobre /2015 22:16

ROYAL MONACO RADIO SPOT

INTERVISTA  AL  MAESTRO GIANLUIGI GELMETTI – ORCHESTRA FILARMONICA DI MONTE CARLO.

di Luigi MATTERA - Royal Monaco

 

LM -Domanda- Maestro, quali sono le sue impressioni sul periodo passato alla guida della OPMC?

 

GG- Risposta- Creative, Interessanti, feconde, affascinanti, gratificanti, indubbiamente molto faticose, ma anche divertenti.

 

D- Maestro, la prego, ci racconti un po' la storia di questa collaborazione.

 

R- Semplicissimo, la nostra Presidente, S.A,R. La Principessa Carolina di Hannover ha chiesto che diventassi Chef Réfèrent dell' Orchestra che stava attraversando un momento di crisi. Ha voluto in seguito che continuassi la mia missione assumendo anche la carica di Direttore Musicale e Artistico. Alla fine del mio mandato, nell'agosto 2016, saranno passati più di cinque anni di intenso lavoro. Senza contare, la mia presenza come Direttore Musicale negli anni ottanta.

 

INTERVISTA  AL  MAESTRO GIANLUIGI GELMETTI – ORCHESTRA FILARMONICA DI MONTE CARLO.

D- I successi sono stati clamorosi, l'orchestra ha riaffermato un grande prestigio internazionale, avete fatto tournée importantissime. Avete ritrovato uno stretto rapporto col popolo monegasco, siete il perno di ogni attività nel Principato. Le differenti Stagioni hanno dei successi straordinari e l'orchestra gode di ottima salute. Perché lasciare dunque?

 

R- proprio per queste ragioni! Non “lascio” poi, ma favorisco un ricambio che è giusto ci sia. Già nel 2014 ho domandato alla Principessa di permettermi di pensare seriamente alla mia successione in modo che potesse avvenire in modo armonico e senza traumi. Mi ha chiesto di restare almeno fino alla fine delle stagioni 2015/16. Naturalmente ho accettato e sono felice della Sua scelta del mio successore, il Maestro Yamada, che in questo momento può serenamente concentrarsi sulla Stagione 16/17.

 

D- Da Grande Direttore di fama internazionale, terminato l' impegno con l' OPMC pensa di diluire il suo lavoro come Direttore d'Orchestra, oppure come altri suoi colleghi, come Pretre, Toscanini, Karajan, Mazel per fare alcuni esempi, continuerà a dirigere fino a 80-90 anni?

 

R- Perché solo 90 anni? Scherzi a parte, se il Grande Direttore dell'Universo, da lassù mi concederà salute e lucidità continuerò sempre a dirigere per fare umilmente Musica per la Sua Gloria e per dare, spero, conforto gioia e pane per lo spirito a chi, quaggiù, ne ha bisogno. Comunque mi fa piacere quest'intervista per rassicurare le tante persone che mi scrivono e mi inviano messaggi perché non hanno capito questo avvicendamento fra direttori, anche perché avviene raramente in modo così organico e in anticipo. Ripeto che fino alla fine di questa Stagione e dei Concerti al Palazzo 2016 sarò sempre il responsabile dell'Orchestra nella realizzazione di queste Stagioni, ancora da me e dai miei collaboratori ideate e create. La Principessa ha ritenuto, inoltre, di nominarmi Direttore Onorario dell'Orchestra.

D- I successi sono stati clamorosi, l'orchestra ha riaffermato un grande prestigio internazionale, avete fatto tournée importantissime. Avete ritrovato uno stretto rapporto col popolo monegasco, siete il perno di ogni attività nel Principato. Le differenti Stagioni hanno dei successi straordinari e l'orchestra gode di ottima salute. Perché lasciare dunque?

 

R- proprio per queste ragioni! Non “lascio” poi, ma favorisco un ricambio che è giusto ci sia. Già nel 2014 ho domandato alla Principessa di permettermi di pensare seriamente alla mia successione in modo che potesse avvenire in modo armonico e senza traumi. Mi ha chiesto di restare almeno fino alla fine delle stagioni 2015/16. Naturalmente ho accettato e sono felice della Sua scelta del mio successore, il Maestro Yamada, che in questo momento può serenamente concentrarsi sulla Stagione 16/17.

 

D- Da Grande Direttore di fama internazionale, terminato l' impegno con l' OPMC pensa di diluire il suo lavoro come Direttore d'Orchestra, oppure come altri suoi colleghi, come Pretre, Toscanini, Karajan, Mazel per fare alcuni esempi, continuerà a dirigere fino a 80-90 anni?

 

R- Perché solo 90 anni? Scherzi a parte, se il Grande Direttore dell'Universo, da lassù mi concederà salute e lucidità continuerò sempre a dirigere per fare umilmente Musica per la Sua Gloria e per dare, spero, conforto gioia e pane per lo spirito a chi, quaggiù, ne ha bisogno. Comunque mi fa piacere quest'intervista per rassicurare le tante persone che mi scrivono e mi inviano messaggi perché non hanno capito questo avvicendamento fra direttori, anche perché avviene raramente in modo così organico e in anticipo. Ripeto che fino alla fine di questa Stagione e dei Concerti al Palazzo 2016 sarò sempre il responsabile dell'Orchestra nella realizzazione di queste Stagioni, ancora da me e dai miei collaboratori ideate e create. La Principessa ha ritenuto, inoltre, di nominarmi Direttore Onorario dell'Orchestra.

 

D- dunque anche dopo continueremo a vederla dirigere a Monaco!

 

R- Si mi è stato chiesto ufficialmente, ho accettato, ma ho precisato che la mia presenza, anche se sono...”onorario” sarà limitatissima.

 

D- Maestro: durante la preparazione di un concerto, le capita di avere dei momenti di dubbio sull'interpretazione che sta dando del brano che eseguirà?

 

R- Sempre. L'unica cosa su cui non ho dubbi, è il dubbio. Senza dubbi, incertezze, sofferenze non si può progredire. Certo una volta sul podio, ahimé non si possono far trasparire incertezze. E' necessaria una volontà assoluta. Nel privato è tutt'altra cosa.

 

D- La presenza di una telecamera mentre dirige, le crea disagio?

 

R- Sono un uomo abbastanza pudico e nell'Arte Direttoriale detesto gli esibizionismi, le enfatizzazioni gratuite e gli effettismi per degli eventi musicali, e soprattutto mettere se stesso avanti alla Musica, della quale, invece, dobbiamo essere devoti e rispettosi servitori. Spesso dirigendo, nonstante il pudore, si creano rapporti molto intimi e complici con i propri collaboratori e l'idea di essere ripreso in quei momenti specialmente all'inizio mi metteva a disagio. A volte, involontariamente, si fanno delle espressioni per esempio che non ho piacere siano viste. Ormai però viviamo nella società dell'immagine, quindi bisogna farsene una ragione.

 

D- In una Orchestra come vengono assunti i musicisti? E' solo il Direttore a decidere o viene coadiuvato da altri? Come avviene l'integrazione con gli altri musicisti dell'Orchestra?

 

R- Dipende dalla struttura dell'Orchestra. Alcune sono associazioni private, o cooperative, altre vivono con forti sponsor, altre ancora con finanziamenti del governo. La OPMCM, ha uno sponsor della Compagnie Monégasque de Banque ma è una dipendente e dipende in toto esclusivamente dal Governo Monegasco, che le assicura una stabilità economica, soprattutto in questo momento rara. Deve quindi sottostare alle leggi sul lavoro del Principato. Ogni Orchestra rispetta le regole di ogni singolo stato, specialmente se è il suo unico datore di lavoro. Personalmente penso che sia intelligenza di un saggio Direttore armonizzare il tutto e far sue le istanze, quando giuste, dell'orchestra, non sempre facili da filtrare.

 

D- Oltre che Direttore Musicale lei è anche Direttore Artistico, quindi responsabile e creatore della Stagione: si attiene a criteri particolari?

 

R- Certamente. Non deve mai essere un susseguirsi casuale di programmi, direttori e solisti. Una buona Stagione deve rispondere ad esigenze ben precise. Innanzitutto una pluralità di repertorio: non si può secondo i gusti del responsabile operare scelte troppo personalizzate. Bisogna, sia nelle scelte dei programmi che degli interpreti, scegliere fra questi i più idonei ai programmi che a loro volto devono offrire la più ampia scelta. Senza dimenticare che il pubblico ha il diritto di ascoltare anche i pezzi più noti del grande repertorio, così come anche le rarità e le nuove proposte. La scelta dei direttori poi è strettamente legata alla necessità dell'orchestra. Devono essere equilibrati sia come generazioni che come caratteristiche per far si che l'orchestra ne ottenga degli stimoli continui. Per concludere a me piace proporre i “fili rossi”. Storie attraverso le storie che il pubblico può scoprire.

 

D- Quali sono stati i momenti più importanti vissuti durante la sua lunga cerriera? Quali i meno e perché?

 

R- entrambi non sono neccessaiamente legati ai momenti più eclatanti, ai successi più o meno ottenuti. Fanno parte della sfera dell'intimo: quindi un concerto tenuto in un luogo non particolarmente prestigioso, per un pubblico modesto ma sincero, in certe circostanze e momenti particolari più essere più importante del successo ai più alti livelli. Del pari, un concerto strepitoso nel luogo più in vista può, per circostanze personali, lasciare l'amaro in bocca. L'importante è avere sempre la coscienza di aver dato sempre il massimo delle proprie possibilità. Il pubblico è il nostro Padrone, a lui dobbiamo il più grande rispetto e amore.

INTERVISTA  AL  MAESTRO GIANLUIGI GELMETTI – ORCHESTRA FILARMONICA DI MONTE CARLO.

D- Quindi, anche dopo continueremo a vederla dirigere a Monaco!

 

R- Si mi è stato chiesto ufficialmente, ho accettato, ma ho precisato che la mia presenza, anche se sono...”onorario” sarà limitatissima.

 

D- Maestro: durante la preparazione di un concerto, le capita di avere dei momenti di dubbio sull'interpretazione che sta dando del brano che eseguirà?

 

R- Sempre. L'unica cosa su cui non ho dubbi, è il dubbio. Senza dubbi, incertezze, sofferenze non si può progredire. Certo una volta sul podio, ahimé non si possono far trasparire incertezze. E' necessaria una volontà assoluta. Nel privato è tutt'altra cosa.

 

D- La presenza di una telecamera mentre dirige, le crea disagio?

 

R- Sono un uomo abbastanza pudico e nell'Arte Direttoriale detesto gli esibizionismi, le enfatizzazioni gratuite e gli effettismi per degli eventi musicali, e soprattutto mettere se stesso avanti alla Musica, della quale, invece, dobbiamo essere devoti e rispettosi servitori. Spesso dirigendo, nonstante il pudore, si creano rapporti molto intimi e complici con i propri collaboratori e l'idea di essere ripreso in quei momenti specialmente all'inizio mi metteva a disagio. A volte, involontariamente, si fanno delle espressioni per esempio che non ho piacere siano viste. Ormai però viviamo nella società dell'immagine, quindi bisogna farsene una ragione.

 

D- In una Orchestra come vengono assunti i musicisti? E' solo il Direttore a decidere o viene coadiuvato da altri? Come avviene l'integrazione con gli altri musicisti dell'Orchestra?

 

R- Dipende dalla struttura dell'Orchestra. Alcune sono associazioni private, o cooperative, altre vivono con forti sponsor, altre ancora con finanziamenti del governo. La OPMCM, ha uno sponsor della Compagnie Monégasque de Banque ma è una dipendente e dipende in toto esclusivamente dal Governo Monegasco, che le assicura una stabilità economica, soprattutto in questo momento rara. Deve quindi sottostare alle leggi sul lavoro del Principato. Ogni Orchestra rispetta le regole di ogni singolo stato, specialmente se è il suo unico datore di lavoro. Personalmente penso che sia intelligenza di un saggio Direttore armonizzare il tutto e far sue le istanze, quando giuste, dell'orchestra, non sempre facili da filtrare.

 

D- Oltre che Direttore Musicale lei è anche Direttore Artistico, quindi responsabile e creatore della Stagione: si attiene a criteri particolari?

 

R- Certamente. Non deve mai essere un susseguirsi casuale di programmi, direttori e solisti. Una buona Stagione deve rispondere ad esigenze ben precise. Innanzitutto una pluralità di repertorio: non si può secondo i gusti del responsabile operare scelte troppo personalizzate. Bisogna, sia nelle scelte dei programmi che degli interpreti, scegliere fra questi i più idonei ai programmi che a loro volto devono offrire la più ampia scelta. Senza dimenticare che il pubblico ha il diritto di ascoltare anche i pezzi più noti del grande repertorio, così come anche le rarità e le nuove proposte. La scelta dei direttori poi è strettamente legata alla necessità dell'orchestra. Devono essere equilibrati sia come generazioni che come caratteristiche per far si che l'orchestra ne ottenga degli stimoli continui. Per concludere a me piace proporre i “fili rossi”. Storie attraverso le storie che il pubblico può scoprire.

 

D- Quali sono stati i momenti più importanti vissuti durante la sua lunga cerriera? Quali i meno e perché?

 

 

R- entrambi non sono neccessaiamente legati ai momenti più eclatanti, ai successi più o meno ottenuti. Fanno parte della sfera dell'intimo: quindi un concerto tenuto in un luogo non particolarmente prestigioso, per un pubblico modesto ma sincero, in certe circostanze e momenti particolari più essere più importante del successo ai più alti livelli. Del pari, un concerto strepitoso nel luogo più in vista può, per circostanze personali, lasciare l'amaro in bocca. L'importante è avere sempre la coscienza di aver dato sempre il massimo delle proprie possibilità. Il pubblico è il nostro Padrone, a lui dobbiamo il più grande rispetto e amore.

 

Le foto del Maestro sono (c) Alain Alen

Foto(c) Alain Alen

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