Overblog Suivre ce blog
Editer l'article Administration Créer mon blog
11 septembre 2015 5 11 /09 /septembre /2015 07:01

ROYAL MONACO SPOT MUSIC 100.9

CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”

Giovedì 10 settembre, alle 11,00 si è svolta a bordo della nave scuola Palinuro della Marina Militare Italiana, in sosta nel Porto Hercule di Monte Carlo, una conferenza stampa promossa dal WWF Italia in collaborazione con la Marina Militare, concernente la presentazione del rapporto “Analisi e Valutazioni dello stato attuale del Santuario Pelagos”.

La Fondazione Principe Alberto II di Monaco ha partecipato come uditore.
Presente con giornalisti ed invitati, l’Ambasciatore italiano nel Principato di Monaco, Dr. Massimo Lavezzo Cassinelli. Emozionante l’ingresso nell’imbarcazione dei partecipanti salutati dal pichetto d’onore degli ufficiali, marinai e Allievi dell’Accademia Militare Italiana. L'Ambasciatore italiano ha ricevuto all'ingresso a bordo, cosi' come al ritorno sul pontile, una serie di sei fischietti d'onore con l'alza ed ammaina bandiera. Per gli altri invitati il numero dei fischietti d'onore variava dal due al cinque.

Con questa tappa monegasca, il WWF e la Marina Militare concludono un trimestre di campagna di sensibilizzazione “MEdiTErraneo”, partita da Venezia il 5 giugno scorso a bordo della Palinuro, con lo scopo ancorché educativo volto a far conoscere meglio, amare e difendere il mare. L’obiettivo è svelare quanto il Mediterraneo faccia parte della nostra storia e della nostra identità culturale, quante bellezze ci siano ancora da scoprire e soprattutto da difendere.

CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”

IL MEDITERRANEO IN NUMERI, TRA SPECIE E MINACCE

Con i suoi 2,5 milioni kmq e una profondità massima di poco più di 5000 metri, il Mediterraneo non è certo un gigante. Ma sebbene occupi solo lo 0,82% degli oceani mondiali, ospita il 7,5% di tutte le specie marine conosciute (di cui un quarto sono endemiche, ovvero vivono solo qui): 1.300 specie di alghe, 6.500 specie di invertebrati e 8.500 specie marine macroscopiche, inclusi squali, mobule, dieci specie di cetacei tra cui la balenottera comune, risorse fondamentali per la pesca come tonni, pesci spada, acciughe e naselli, e poi tartarughe marine, che depongono le uova anche su alcune delle spiagge italiane, barriere coralline nelle acque profonde di Santa Maria di Leuca e nell’Egeo meridionale, e perfino la foca monaca, uno dei mammiferi più rari al mondo.

Ma questo delicato intreccio di biodiversità, strettamente connesso ai valori della nostra cultura e alla nostra economia, è minato da attività umane insidiose. Il Mediterraneo è una delle vie d'acqua più trafficate del mondo: passa da qui il 15% del traffico marittimo globale, con 300 porti e circa 220.000 navi di stazza superiore a 100 tonnellate in transito ogni anno, che sono tra le principali cause di mortalità dei cetacei per collisioni accidentali e scaricano un totale di circa 250.000 tonnellate di olio e analoghe sostanze inquinanti. Sul Mediterraneo incombono decine di trivellazioni petrolifere. Più del 90% degli stock ittici è sovrasfruttato da metodi di pesca illegali o distruttivi. Il cambiamento climatico ha favorito la sopravvivenza di più di 1000 specie esotiche invasive. Mentre lungo le coste, la popolazione dei 21 paesi rivieraschi è passata da 285 milioni nel 1970 a 427 milioni nel 2000 e procede verso i 524 milioni stimati entro il 2025, con tassi di urbanizzazione costiera che potranno incrementare dal 64 % del 2000 al 72 % nel 2025. Ogni anno 220 milioni di persone vanno in vacanza nel Mediterraneo. Meno dell'1% di questo mare è protetto: con il Santuario Pelagos si arriva al 4,5%.

RISCHIO PLASTICA ANCHE PER IL MEDITERRANEO

Il recente studio Plastic Accumulation in the Mediterranean Sea pubblicato su PLOS ONE ha misurato le concentrazioni di plastica galleggianti nel mar ​​Mediterraneo attraverso campionamento lungo l’intero bacino bacino, al fine di valutare se il Mare Nostrum rientri tra le regioni considerate di “grande accumulo” per i detriti plastici. Secondo recenti studi infatti, sono cinque le regioni di accumulo di detriti di plastica negli oceani, ciascuna corrispondente alle correnti subtropicali circolari che, muovendosi a spirale, sono divenute dei veri e propri vortici oceanici di rifiuti rilasciati principalmente da città costiere, spiagge turistiche, navi e piattaforme. Elevate concentrazioni di plastica sono stati trovate in aree vicino a centri abitati ma non è stata tuttavia rilevata per l'intero set di dati una significativa correlazione tra la concentrazione di plastica in mare e la distanza dalla costa.

L'accumulo di plastica galleggiante nel Mar Mediterraneo (tra 1.000 e 3.000 tonnellate) è probabilmente correlato all'alta pressione antropica di questo bacino semi-chiuso e sono principalmente di dimensioni millimetriche i frammenti di plastica presenti nelle acque superficiali del Mediterraneo, nella maggior parte dei casi si tratta di piccolissimi pezzi di oggetti rigidi più grandi (87,7% oggetti come bottiglie, tappi) e strisce sottili (5,9% ad esempio pezzi di sacchetti o involucri). Nonostante oltre l’80% degli oggetti in plastica presenti nel Mar Mediterraneo sia inferiore ai 5 mm, risulta essere tuttavia molto alta anche la percentuale di oggetti in plastica di grandi dimensioni, in particolare se messa a confronto rispetto a quella presente nelle zone di accumulo descritte per le spirali oceaniche subtropicali.

Tale studio ha dimostrato che gli effetti dell’inquinamento sulla vita marina e umana delle specie e popolazioni che abitano questo mare non siano di insignificante entità e che il Mediterraneo rientri tra le regioni ad alto carico di inquinamento da plastica. Dalla concentrazione di plastica media misurata nel bacino, il carico di plastica in superficie nel Mediterraneo è stimato in circa un migliaio di tonnellate, contribuendo al carico globale stimato di plastica in superficie del 7%.

La ricerca su PlosONe: https://www.plos.org/wp-content/uploads/2013/05/pone-10-4-Cozar.pdf

IL SANTUARIO PELAGOS

Il Santuario, è la prima area transfrontaliera del Mediterraneo destinata alla tutela dei mammiferi marini la cui governance è ripartita tra Francia, Italia e principato di Monaco.
Il Santuario, che si estende per 87.500 km2 e ben oltre la zona costiera dei tre paesi coinvolti, rappresenta una delle maggiori sfide di conservazione mai lanciate nel Mediterraneo.
Eppure lo status di Area Specialmente protetta d’Interesse mediterraneo (ASPIM) che è stato attribuito al Santuario nel 2002 sottolinea quanto quest’area sia importante per la tutela della biodiversità nel bacino mediterraneo. Tuttora non si intravede la capacità degli stati di accordarsi per lavorare congiuntamente alla tutela di un patrimoni condiviso.
Il Santuario Pelagos racchiude le acque costiere e l'ambiente pelagico dell'area compresa tra il promontorio della penisola di Giens e il Fosso Chiarone nella Toscana meridionale. Incorpora anche le acque che bagnano numerose isole: Corsica e Sardegna settentrionale e alcune isole più piccole come quelle davanti a Hyères, oltre al litorale della Liguria, dell'arcipelago toscano e delle Bocche di Bonifacio. Il Santuario si estende su una superficie di 87.500 km2, con 2.022 km di litorale. E’ un tratto di mare estremamente ricco di vita pelagica e per questo una delle più importanti del bacino del Mediterraneo. Tra le specie presenti: balenottera comune, balenottera minore, globicefalo, capodoglio, zifio, grampo, tursiope, pseudorca, delfino comune, stenella striata, e forse la foca monaca.
Le minacce per questo habitat sono rappresentate soprattutto dalle possibili collisioni con le navi che transitano in questo ampio tratto di mare, l’inquinamento e il prelievo insostenibile di pescato.
Oggi meno del 5% del mar Mediterraneo è protetto, nonostante l’impegno internazionale (obiettivo di Aichi – Convenzione Quadro sulla Biodiversità e Convenzione di Barcellona) di proteggere almeno il 10% del Mediterraneo. Senza il Santuario Pelagos la percentuale si riduce ad appena l’1%.

PARTNER WWF PER LA CAMPAGNA MEDITERRANEO

Con l’avvio della campagna di sensibilizzazione dedicata al Mediterraneo, ha inizio la collaborazione tra WWF Italia e Eurojersey Spa, azienda tessile italiana produttrice dei tessuti indemagliabili Sensitive®Fabrics, venduti in tutto il mondo nei settori intimo, costumi da bagno, sport e abbigliamento. La partnership avrà una durata triennale e sarà focalizzata sulla tutela del Mar Mediterraneo e delle specie che vi abitano, prima fra tutte la tartaruga marina, animale sempre più minacciato dalla pesca eccessiva e dal degrado delle nostre coste. Scegliendo di essere a fianco del WWF Italia per la salvaguardia del Mare Nostrum, Eurojersey prosegue il proprio percorso di sostenibilità ambientale inaugurato nel 2007 con il progetto SensitivEcoSystem®, dedicato a coinvolgere clienti, fornitori e consumatori nello sviluppo di una filiera sostenibile.

CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”

WWF: “SERVE SALTO DI QUALITA’ PER IL SANTUARIO PELAGOS: PIU’ AZIONI CONDIVISE E RISORSE PER LA CASA DELLE BALENOTTERE”

Come contrastare l’inquinamento, evitare le collisioni e valorizzare il turismo sostenibile
Analisi e richieste del WWF dopo 16 anni di istituzione del Santuario dei cetacei


Rafforzamento della governance con un piano di gestione rivisto e più operativo, maggiori risorse economiche, definizione di obiettivi precisi sui temi più caldi come inquinamento, il traffico marittimo, per limitare o eliminare i rischi di collisioni tra navi e balenottere nell’area del Santuario e in quelle limitrofe. Solo in questo modo il Santuario Pelagos, l’habitat principale della balenottera comune, il più grande mammifero del Mediterraneo e il secondo al mondo, potrà difendere questo splendido abitante del mare (http://www.wwf.it/cetacei/ ) e rendere sostenibili tutte le attività che vi si svolgono tra cui gli insediamenti civili e industriali costieri, i trasporti marittimi o il whale-watching.
Senza il rafforzamento di Pelagos in Mediterraneo siamo in grado di proteggere realmente solo l’1% del bacino, una percentuale ben al di sotto del 10% come richiesto entro il 2020 a livello internazionale (Obiettivo Aichi n. 11, in attuazione della Convenzione internazionale sulla diversità biologica): con un Santuario ben funzionante l’area del Mediterraneo effettivamente tutelata salirebbe al 4,56%.

CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”
CAMPAGNA WWF “MEdiTErraneo: c’è molto di noi in questo mare”

Partager cet article

Repost 0
Published by ROYAL MONACO - dans GIORNALISMO
commenter cet article

commentaires

Epettih 13/09/2015 17:25

Je suis intéressé de venir assister! Pouvez vous m'envoyer une invitation svp?

Présentation

  • : ROYAL MONACO RIVIERA ISSN 2057-5076
  •  ROYAL MONACO RIVIERA      ISSN 2057-5076
  • : Royal Monaco Riviera web magazine fondé par Luigi MATTERA est le PREMIER site online de Monaco en presse écrite . Royal Monaco Riviera, il primo sito online del Principato divenuto cartaceo.ARTE, CULTURA, SOCIETA' della Riviera Ligure e Costa Azzurra!
  • Contact

Recherche