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4 mars 2015 3 04 /03 /mars /2015 23:44

Ripartenza dell’economia: chiediamo aiuto alle Banche.

Qualche settimana fa abbiamo sentito parlare di anatocismo. Per i non addetti ai lavori, mi permetto di ricordare il significato del termine. La definizione è stata estrapolata da una enciclopedia on.line: “Con il termine anatocismo (dal greco anà - sopra, e tokòs - prodotto) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi).
Nella prassi bancaria, tali interessi vengono definiti "composti". Esempi di anatocismo sono il calcolo dell'interesse attivo su un conto di deposito, o il calcolo dell'interesse passivo di un mut
uo”.
In Parlamento è stato possibile registrare la mancata approvazione della legge che prevedeva l’abolizione dell’anatocismo. Il Presidente della BCE, Mario Draghi, nella sua prima audizione della nuova legislatura di fronte alla Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento europeo a Strasburgo, aveva reso dichiarazioni sulla difficile congiuntura economica. Le attese della Bce per la seconda metà del 2014 e il 2015 erano quelle per un recupero più consistente dell’attività economica. Sugli eventuali e possibili recuperi, era stato ipotizzato l’incoraggiamento del credito, eventuale riduzione del tasso di interesse, e l’ipotetico programma di rifinanziamento delle banche finalizzato alla concessione di credito a famiglie e imprese. L’ISTAT, con la pubblicazione dei recenti dati positivi e la proiezione al miglioramento per il trimestre in corso degli stessi, ci conferma il, se pur flebile, segnale di ripresa (più consumi, più produzione, disoccupazione in calo nei primi due mesi). Tutto ciò grazie anche ai recenti provvedimenti della Banca Nazionale Svizzera (eliminazione del cambio fisso euro/franco.ch.), segnando una tiepida ripresa delle nostre esportazioni e la conferma della ripartenza dell’economia statunitense e lo spread sotto la soglia psicologica dei 100 punti.
Quanto esposto, sono i presupposti per una crescita del nostro PIL (previsto lo 0,3%) e un aumento anche dell’occupazione(+130.00 nuovi occupati nel 2014, così come ha dichiarato il Presidente Renzi). In attesa dell’attuazione del Qe - Quantitative easing -, da parte della BCE, il sistema bancario è impegnato nella soluzione delle nuove norme varate dal governo (abolizione del voto capitario e la trasformazione in Società per Aioni per le 10 maggiori Popolari). Per questo motivo, ed altri già noti, la sua attenzione è rivolta altrove. Ad oggi non risulta un consistente e significativo aumento della concessione di mutui ad imprese, alle famiglie per l’acquisto della prima casa. Attività considerate ad alto rischio, auspicate anche dal Presidente della BCE. Sul sito di una affermata azienda del settore della commercializzazione dei diamanti, è possibile leggere che “…la stessa è una società di intermediazione che vuole rappresentare il punto di incontro tra la domanda e l’offerta dell’investimento in diamanti. La domanda è rappresentata dalla richiesta di cittadini italiani che desiderano investire in diamanti”. La negoziazione è garantita da un gruppo di banche che hanno aderito a questa iniziativa e che hanno costituito una partnership per gli investimenti in questo settore, ricevendo in contropartita una buona commissione. Si legge ancora che: “Oggi, investire in diamanti, è un’ottima opportunità per chi vuole diversificare il proprio portafoglio senza correre rischi, scegliendo un bene che, storicamente, si è sempre rivalutato coprendo inflazione e svalutazione. Parlare di investimento in diamanti significa proporre l’investimento nel bene rifugio per antonomasia: è il più grande valore nel più piccolo spazio”.
La cosa che stupisce è Che le banche non sono tenuto alla segnalazione - non si sa in virtù di quale principio o norma – (tracciabilità) dei dati personali dei richiedenti l’operazione.
Quindi chiunque può tranquillamente accedere a questo tipo di operazione, senza temere di essere identificato e rimetterci nulla. Si. Perché il bene (diamanti) in caso di reato fiscale non è pignorabile o non può essere sottoposto a sequestro. Mi chiedo come mai non siano previsti controlli sulla correttezza e regolarità di queste operazioni, ipotizzando comunque una forma di rilevazione e segnalazioni alle Autorità competenti.
Da non addetti ai lavori è facile pensare che la maggior parte di coloro che si avvicinano a questo tipo di transazioni, lo faccia al fine di realizzare un investimento sicuro, lontano da occhi e controlli indiscreti.
Di fronte a questo scenario è possibile ipotizzare una scarsa regolamentazione (se non una assenza della stessa). Sarebbe sufficiente estendere l’applicazione della normativa antiriciclaggio a questa categoria di operazioni. Obiettivo: il controllo delle attività bancarie in questo settore.
I recenti accordi sul segreto bancario conclusi con la Svizzera e con altri Paesi della black list fanno sperare in bene: rappresentano certamente un primo vero e concreto passo verso la lotta all’evasione e all’espatrio dei capitali all’estero (mai, come in questo momento, necessari nel nostro Paese, per sostenere la ripresa economica). Infine si segnala che proprio ieri il Ministero Economia e Finanza, con Comunicato Stampa N° 45 del 02/03/2015, ha segnalato che “ è’ stato firmato, a Monaco, l’Accordo in materia di scambio di informazioni ai fini fiscali tra l’Italia ed il Principato di Monaco che, analogamente a quanto già avvenuto con la Svizzera ed il Liechtenstein, pone fine al segreto bancario nello Stato estero. E’ stato firmato anche un Protocollo in materia di "richieste di gruppo". L’accordo consentirà di sviluppare la cooperazione amministrativa tra i due Paesi e quindi di rafforzare il contrasto all’evasione fiscale transnazionale”. Armiamoci di pazienza, restando in attesa dei risultati.

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Published by ROYAL MONACO - dans GIORNALISMO
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