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13 janvier 2015 2 13 /01 /janvier /2015 06:34
Luigi Mattera is a certified by CERFPA (St. Laurent du Var-France) in HOMEOPATHY (biennale) & ZUO TUINA MASSAGE OF TRADITIONAL CHINESE MEDICINE - Online certificate from TEXAS CHIROPRACTIC COLLEGE (Pasadena-Texas 2007) in CHIROPRACTIC SPORTS & CHIROPRACTIC TREATMENT OF GOLF INJURIES.  In the past, has been Captain aboard tanker ships . He got University Doctorate in Foreigner and Litterature Languages (IULM Milano - Italy) and 3 years University Diploma in Public Relations and Discipline Administration (IULM Milano)  PRESENTS:

Luigi Mattera is a certified by CERFPA (St. Laurent du Var-France) in HOMEOPATHY (biennale) & ZUO TUINA MASSAGE OF TRADITIONAL CHINESE MEDICINE - Online certificate from TEXAS CHIROPRACTIC COLLEGE (Pasadena-Texas 2007) in CHIROPRACTIC SPORTS & CHIROPRACTIC TREATMENT OF GOLF INJURIES. In the past, has been Captain aboard tanker ships . He got University Doctorate in Foreigner and Litterature Languages (IULM Milano - Italy) and 3 years University Diploma in Public Relations and Discipline Administration (IULM Milano) PRESENTS:

IL MESSAGGERO - MEDICINA - Caccia all'elisir di lunga vita tra sostanze naturali e genetica. L'eterna giovinezza, però, sembra ormai a portata di mano, secondo un articolo pubblicato da Science e scritto dal professor David Sinclair, genetista dell'università di Harvard, uno dei pionieri della medicina della prevenzione. Da una decina di anni sperimenta con il resveratrolo, un fenolo contenuto nella buccia dell'acino d'uva e in pochi altri alimenti come il cacao. Le sue capacità antitumorali e antinfiammatorie sono note, ma potrebbe essere questo l'elisir che tutti vanno cercando? Sì, secondo Sinclair, consulente della GlaxoSmithKline che sta già sintetizzando un tipo di pillola definita miracolosa. Il resveratrolo ha anche un effetto anti età perché è in grado di aumentare l'attività della proteina Sirt1, soprannominata proteina della longevità.

di Deborah Ameri

LONDRA, 12 gennaio 2015 - I laboratori di mezzo mondo lo studiano da anni. L'industria farmaceutica è pronta a investire cifre inimmaginabili perché chiunque, sano o malato, pagherebbe qualunque cosa per averlo. L'elisir di lunga vita per ora esiste solo nella fiction. I vecchietti di Cocoon lo hanno sperimentato sotto forma di acqua miracolosa, in Il ritratto di Dorian Gray l'autore Oscar Wilde lo trasforma in un patto con il demonio e la saga di Twilight è riuscita a rendere glamour i vampiri anche perché non invecchiano e non hanno le rughe.

L'eterna giovinezza, però, sembra ormai a portata di mano, secondo un articolo pubblicato da Science e scritto dal professor David Sinclair, genetista dell'università di Harvard, uno dei pionieri della medicina della prevenzione. Da una decina di anni sperimenta con il resveratrolo, un fenolo contenuto nella buccia dell'acino d'uva e in pochi altri alimenti come il cacao. Le sue capacità antitumorali e antinfiammatorie sono note, ma potrebbe essere questo l'elisir che tutti vanno cercando? Sì, secondo Sinclair, consulente della GlaxoSmithKline che sta già sintetizzando un tipo di pillola definita miracolosa. Il resveratrolo ha anche un effetto anti età perché è in grado di aumentare l'attività della proteina Sirt1, soprannominata proteina della longevità. Sfruttando questa capacità le nuove pillole hanno già dato promettenti risultati sugli animali, allungando la vita a topi, api e mosche. Adesso la Gsk le sta testando su pazienti con malattie come il diabete di tipo 2 e la psoriasi. Ma altri test hanno già dimostrato una buona reazione nei malati affetti da Alzheimer, Parkinson, osteoporosi, condizioni cardiovascolari e altri disturbi legati all'età avanzata.

IL TRAGUARDO - Finora le proprietà del resveratrolo sono state utilizzate per curare persone con gravi malattie. Ma un giorno, vicino secondo una parte degli scienziati, saranno usate dalle persone sane con il solo obiettivo di prevenire il deteriorarsi delle cellule. Come oggi le statine rappresentano una terapia preventiva per disturbi cardiaci e ictus.

«Abbiamo scoperto che l'invecchiamento non è irreversibile come abbiamo sempre pensato - scrive Sinclair - Qualcuno di noi, grazie a questi farmaci vivrà fino a 150 anni. Ma per arrivare a questo obiettivo abbiamo bisogno di continuare le nostre ricerche».

Qualche scienziato rimane scettico. Matt Kaeberlein, dell'università di Washington, per esempio, ha contestato le conclusioni della ricerca di Sinclair, sostenendo che l'effetto anti età può essere provato solo in laboratorio. E c'è chi obietta che per vivere più a lungo basti bere un bel bicchiere di vino a pasto. Ma per ingerire una dose efficace di resveratrolo bisognerebbe trangugiare cento bottiglie di rosso al giorno.

LA GENETICA - A caccia dell'elisir è anche l'Albert Einstein college of Medicine di New York. L'equipe del dottor Nir Barzilai è riuscita a isolare tre geni responsabili della longevità. I ricercatori hanno esaminato 500 ebrei ashkenaziti, ovvero originari dell'Europa dell'Est, residenti a New York, tutti centenari. Le analisi hanno evidenziato che tutti erano accomunati da un distintivo corredo genetico. Mostravano infatti di possedere questi tre super geni, responsabili della lunga vita.

«Due di questi producono il colesterolo buono, che riduce il rischio di malattie cardiovascolari e ictus - ha spiegato il dottor Barzilai alla Bbc - Mentre il terzo protegge contro il diabete e l'Alzheimer».

Il colmo è che un terzo dei centenari sotto esame era obeso e aveva fumato per 40 anni due pacchetti di sigarette al giorno. Ma nonostante questo i vecchietti erano tutti in ottima salute. Si è calcolato che chi ha la fortuna di possedere i tre geni ha una possibilità su 500 di compiere il secolo. Mentre chi ne è sprovvisto ha una possibilità su 10.000.

PROTEINE BENEFICHE - Dopo la scoperta diversi laboratori hanno iniziato a sintetizzare farmaci che contengano le proteine benefiche che questi geni producono. «Sarà come se li avessimo nel nostro Dna», promette Barzilai.

Ma una pillola non ci salverà, rispondono altri esperti. L'Alzheimer Society britannica ci riporta con i piedi per terra e avverte che non basta un gene per arrestare la demenza senile, che è causata da una combinazione di stili di vita, predisposizione genetica ed eventi purtroppo imprevedibili. –

TESTO IN

http://salute.ilmessaggero.it/medicina/notizie/caccia_all_elisir_di_lunga_vita_tra_sostanze_naturali_e_genetica/257800.shtml

LA STAMPA - Svelato il segreto del perché il resveratrolo fa bene alla salute. Ricercatori hanno scoperto il ruolo molecolare dell'antiossidante resveratrolo, contenuto in particolare nella buccia dell'uva rossa, ma non solo. - 2.5.2014 - Ritenuto uno degli antiossidanti per eccellenza, il resveratrolo è una sostanza contenuta in particolare nella buccia degli acini d’uva. Per questo motivo sono in molti a suggerire che bere vino rosso faccia bene alla salute, dimenticando tuttavia di ricordare che questa bevanda – per quanto naturale – contiene alcol (o etanolo) che, invece, non fa bene. La soluzione ottimale diviene pertanto quella di mangiare l’uva tal quale o in forma di succo. Non dimentichiamo però che il resveratrolo lo troviamo anche in altri alimenti come i frutti di bosco (mirtilli, more eccetera), frutta secca come arachidi, pistacchi e così via.

Questo antiossidante, ritenuto una vera e propria fonte di giovinezza, in verità è stato trovato essere attivo nel ridurre il colesterolo LDL, o cattivo, prevenire le malattie cardiache e cardiovascolari, e anche il cancro. Altri benefici, oltre all’effetto antinvecchiamento sarebbero un’azione benefica contro l’infiammazione organica e nel controllo del metabolismo.

Ma come fa il resveratrolo a essere così benefico, come una sorta di tuttofare?

A dare finalmente una risposta sarebbero stati i ricercatori dell’Università della Florida – The Scripps Research Institute (TSRI), che hanno identificato una delle vie molecolari che il resveratrolo utilizza per produrre la sua azione benefica.

Il dott. Kendall Nettles e colleghi hanno scoperto che il resveratrolo controlla la risposta infiammatoria del corpo creando un legame con il recettore degli estrogeni, senza stimolare la proliferazione cellulare estrogenica. Questa caratteristica ne fa un buon candidato per il suo possibile uso come modello per la progettazione di nuovi farmaci.

Lo studio, i cui risultati saranno presto pubblicati sulla rivista eLife, una pubblicazione sostenuta dall’Howard Hughes Medical Institute, la Max Planck Society e il Wellcome Trust, mostra che sfruttando questo meccanismo molecolare è possibile intervenire in modo più efficiente nel controllo dei fattori di rischio per l’invecchiamento precoce, l’ossidazione del corpo e l’infiammazione, nonché tutte le malattie correlate.

«Gli estrogeni – sottolinea il prof. Nettles – hanno effetti benefici su condizioni come il diabete e l’obesità, ma possono aumentare il rischio di cancro. Quello che non è stato ben capito fino a ora è che si possono ottenere gli stessi effetti benefici con qualcosa di simile al resveratrolo». Uno dei problemi da superare, spiegano i ricercatori, è proprio che il resveratrolo non funziona in modo particolarmente efficiente nell’organismo, una volta che sia stato assunto. «Ora che abbiamo capito che possiamo fare questo attraverso il recettore degli estrogeni, ci sono diversi composti al di là del resveratrolo che possono fare la stessa cosa, anche meglio», prosegue Nettles. «I nostri risultati – aggiunge Jerome C. Nwachukwu, coautore dello studio – dovrebbero portare gli scienziati a riconsiderare il recettore degli estrogeni come obiettivo principale del resveratrolo e di eventuali analoghi».In questo studio, Nettles, Nwachukwu e colleghi hanno scoperto che il resveratrolo è un efficace inibitore della proteina pro-infiammatoria interleuchina 6 (IL-6). Questa proteina fa parte del sistema immunitario e alti livelli nell’organismo sono stati, per esempio, collegati a più bassi tassi di sopravvivenza nelle pazienti con cancro al seno. Nello specifico, i ricercatori hanno trovato che il resveratrolo è in grado di regolare IL-6, senza tuttavia stimolare la proliferazione cellulare, agendo in modo da alterare un certo numero di co-regolatori del recettore degli estrogeni. Tutte queste osservazioni potranno essere di grande aiuto nella compressione di come può lavorare e agire un antiossidante, e sviluppare rimedi capaci di interagire al meglio con l’organismo in modo tale da sfruttare al massimo le proprietà benefiche per la salute: sia nella prevenzione che nella cura delle malattie.

IN http://www.lastampa.it/2014/05/02/scienza/benessere/medicina/svelato-il-segreto-del-perch-il-resveratrolo-fa-bene-alla-salute-DxQYOuGHDS7gkjCFicy5JP/pagina.html

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