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25 juillet 2014 5 25 /07 /juillet /2014 13:13
Baron Lyclama
Baron Lyclama

Cucina, cultura e beneficenza a Cannes

Nelle spendida cornice delle villa Rothschild, nel cuore dell’estate, si riuniscono gli ospiti con la presenza della Principessa Farah Pahlavi per una serata di gala il 17 luglio, con lo scopo di raccogliere fondi per il restauro di antiche opere d’arte persiana per la “Fondation du Patrimoine-oeuvre persanes, Cannes”.

Sulla collina del Suquet un castello-fortezza medievale appartenuto ai monaci delle isole di fronte, le Lerins, è stato trasformato in museo, custodisce antichità precolombiane, mediterranee, pitture di paesaggi del XIX secolo e, da qualche anno per volontà della municipalità e la numerosa comunità iraniana sulla Costazurra, è stata allestita anche una sala dedicata alle opere d’arte persiane.

Una figura che sembra uscita da un racconto di favole è quella del barone Tinco Martinus Lycklama (1837-1900), nato in una famiglia aristocratica olandese dopo l’università, dove studia lingue, geografia e storia, comincia a viaggiare, specialmente in Siria e in Persia e in Mesopotamia, raccoglie ceramiche, antiche tavole con iscrizioni, bronzi, pietre preziose, mosaici, medaglie, monete, tappeti, mobili, pitture e altro… tutto ciò che ha un valore artistico che ricorda le vestigia di un impero dalla cultura millenaria interessa il suo eclettico gusto.

La collezione fu esposta in Olanda per qualche anno e alla sua morte la donò al museo de la Castre, oggi troneggia un suo ritratto nella hall d’entrata come uscito da un racconto di mille ed una notte.

Nel giardino della villa intorno ai tavoli imbanditi, la danzatrice coreografa, Fereshteh Naser si esibisce in un saggio di Bal haftsin, una sfaccettatura della danza persiana, mentre l’orchestra magistralmente diretta dal maestro Darvis Khan, fondata da lui stesso nel 1983, intona brani classici che portano lontano nel tempo in qualche luogo che non ha tempo.

In questa magica atmosfera i commensali possono gustare le specialità della cucina iraniana, si comincia con dei gustosi involtini di foglie di vite ripiene di carne di bue e agnello immersi in aceto balsamico, i Dolmeh, segue il Bagali Polo, riso con fave ed erbe (coriandolo, dragoncello e prezzemolo) ; poi il Kachk Badem Joon, crema di melanzane e cipolla fritta ; il Javaher Polo cioè riso con mandorle, pistacchi, lamelle di buccia di arancia e bacche rosse.

Il Chelo Kabab, il piatto nazionake, riso basmati con burro e zafferano e carne, d’agnello o di pollo o di bue, marinata e grigliata, si aggiunge la bacca rossa che cresce solo in Persia ; il Zerechk polo, riso con merises, cioè bacche rosse iraniane un pò acide con zafferano.

La pasticceria di Intuition di Jerome De Oliveira conclude la cena e una vendita all’asta di un’opera dell’artista Faranak-Palizban-Roy dal titolo “Les Amoureux” presentata dalla Principessa Farah, collezionista attenta al mondo dell’arte, va a favore della Fondazione del Patrimonio.

La mostra della collezione e dei dipinti del XIX secolo resterà aperta fino alla fine dell’anno.

Carlo Origlia

CANNES: CUCINA, CULTURA E BENEFICENZA

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Published by ROYAL MONACO - dans GASTRONOMIE
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